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La nostra posizione sul caso OPL 245

L'iter della compra-vendita del blocco OPL 245: il ruolo del Governo nigeriano nella trattativa.

La storia del Blocco OPL 245 in Nigeria

Lo sviluppo del blocco esplorativo 245 era da anni sospeso a causa di un contenzioso internazionale tra Shell, Malabu e il Governo Federale Nigeriano. Nel 2010 Eni, che era già titolare del blocco limitrofo 244, ha avviato negoziazioni con gli advisor finanziari internazionali di Malabu per l’acquisto di una possibile partecipazione nel Blocco OPL 245 dalla società Malabu.

La transazione

Il blocco esplorativo OPL 245, dalla sua prima assegnazione nel 1998 e fino al 2011, è stato oggetto di diverse dispute giudiziali o arbitrali internazionali che hanno coinvolto il Governo della Nigeria, Shell, NNPC (la società nigeriana di proprietà statale) e la società Malabu, in quanto tali società pretendevano di vantare diritti sul blocco a seguito di diverse assegnazioni dello stesso. Eni non era parte di queste dispute.

Nel corso del 2010, Eni ha condotto negoziazioni con Malabu e Shell per la possibile acquisizione di una partecipazione nel blocco. Queste trattative si sono svolte secondo la prassi e previa la chiusura di qualunque precedente contenzioso in essere sul blocco dal 2001. Malabu ha rifiutato la proposta di Eni e da Shell e l'operazione è saltata.

Il governo nigeriano, considerate le ingenti perdite già subite per il ritardo nella messa in produzione del blocco, ha coinvolto Shell (che aveva già investito in modo significativo centinaia di milioni di dollari nella attività di prospezione), Malabu (che deteneva tutti i diritti di partecipazione) ed Eni (titolare dei diritti su un blocco contiguo  – OPL 244 – sul quale aveva fatto studi e aveva iniziato a lavorare) al fine di individuare una possibile soluzione per favorire lo sviluppo del blocco.

Era ovvio a tutte le parti interessate che qualunque soluzione avrebbe comportato la necessità di dirimere tutte le controversie in essere per permettere che si potesse sviluppare la risorsa oggetto di contestazione.

Il Governo della Nigeria ha accettato di divenire parte contraente di Eni e si è impegnato a fornire ad Eni e Shell i diritti su OPL 245.

Per poter fare ciò, il Governo della Nigeria ha provveduto a strutturare accordi transattivi separati con Malabu e le altre parti interessate relativamente alle rivendicazioni pre-esistenti al fine di liberare la risorsa e consegnarla esente da vincoli. La transazione tra Eni, Shell e il governo si è conclusa nel mese di maggio 2011.

I contratti sono stati firmati unicamente da Eni con Shell e il governo nigeriano rappresentato da tre diversi ministri: Petrolio, Finanza e Giustizia.

Al contempo, il governo nigeriano ha concluso accordi transattivi separati con Shell e Malabu per le contestazioni da tempo pendenti sul blocco OPL 245, la cui definizione costituiva una prerequisito fondamentale per la cessione dei diritti a favore di Shell ed Eni. Eni non è stata parte di tali accordi.

Il pagamento effettuato da Eni e Shell al governo nigeriano per la nuova licenza OPL 245 è stato effettuato su un conto a garanzia tenuto dal governo stesso presso una delle cinque principali banche internazionali. Era prerogativa, diritto e discrezione del governo nigeriano decidere come risolvere il contenzioso tra Shell e Malabu, e come utilizzare il prezzo ricevuto da Eni e Shell ai sensi del Contratto. 

L’indagine in Italia

Nel 2014 Eni è venuta a conoscenza di una indagini preliminare avviata dalla Procura di Milano, a seguito dell’esposto di alcune ONG italiane e straniere, per asserite condotte corruttive in Nigeria in relazione alla transazione OPL 245.

Eni, non appena è venuta a conoscenza dell’esistenza dell’indagine, ha avviato una ampia verifica condotta da soggetti terzi indipendenti sulla correttezza e la regolarità della procedura di acquisizione del blocco.

I consulenti terzi che hanno svolto la verifica sono stati selezionati in maniera indipendente dal Collegio Sindacale e dall’Organismo di Vigilanza della società. Si tratta di uno studio legale americano esperto in materia di anticorruzione e di una società americana per le analisi forensi. Tali società non avevano mai in precedenza svolto attività di consulenza per Eni o società del gruppo Eni.

L’approfondita indagine indipendente conclusasi nel marzo 2015 ha confermato la regolarità della procedura di acquisizione del blocco OPL 245 e non è stato trovato alcun credibile riscontro di una partecipazione del personale di Eni a schemi corruttivi nei confronti di pubblici ufficiali nigeriani, né di una conoscenza effettiva dell’esistenza di tali schemi da parte di terzi in relazione alla transazione.

Il 22 dicembre 2016, la Procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini e depositato la documentazione raccolta nel corso delle stesse.

Eni ha fornito ai consulenti legali americani, incaricati di condurre le verifiche indipendenti sulla transazione relativa all’OPL 245, copia di tutta la documentazione depositata nell’ambito dell’indagine condotta dal Pubblico Ministero di Milano. In sostanza, i legali americani sono giunti alla conclusione che le ulteriori verifiche da loro condotte confermano i risultati dei precedenti controlli, in base ai quali non emergeva alcuna evidenza di condotte illecite in relazione all’acquisizione della licenza OPL 245 dal Governo nigeriano.

Il 20 dicembre 2017, il Giudice per le indagini preliminari ha deciso il rinvio a giudizio delle persone fisiche e giuridiche coinvolte nelle indagini.

Il dibattimento, che inizierà il 5 marzo 2018, consentirà a Eni di difendere la propria posizione e di dimostrare la piena evidenza della correttezza del proprio operato in relazione alla transazione sull’OPL 245.

Il procedimento in Nigeria

La Federal High Court nigeriana, con provvedimento in data 26 gennaio 2017, ha disposto il sequestro conservativo temporaneo dell’OPL 245 e ha inoltre disposto che la licenza sia gestita temporaneamente dal Department of Petroleum Resources, per conto del Governo nigeriano, in attesa della conclusione dell’indagine in corso nel paese in relazione all’assegnazione della licenza al consorzio Eni/Shell.

Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Economic and Financial Crimes Commission nigeriana, in assenza di contraddittorio con le controparti interessate. Il provvedimento non affronta il merito della vicenda.Il 31 gennaio 2017, Eni e Shell hanno presentato ricorso presso la Federal High Court nigeriana per chiedere l’annullamento del provvedimento di sequestro, ritenendolo illegittimo.

Il 17 marzo 2017 la Federal High Court di Abuja, Nigeria, ha accolto il ricorso presentato da NAE, controllata di Eni operante in Nigeria, e da SNEPCO, controllata di Shell, teso ad ottenere la revoca del sequestro conservativo temporaneo della licenza OPL 245, che era stato ordinato dalla corte il 26 gennaio 2017. In virtù di tale provvedimento NAE e SNEPCO sono rientrate nella piena disponibilità dell’OPL 245, di cui sono contitolari in quote paritarie.

In merito alla sentenza della Southwark Crown Court di Londra, Eni non

Eni non era parte nel procedimento inglese in questione, difficile pertanto che possa essere una decisione "contro Eni" come qualcuno vorrebbe far pensare. 

Dalla decisione della Southwark Crown Court di Londra: 

"That investigation is not complete (and appears to be still at quite an early stage). Precisely because I cannot reach firm factual conclusions, I cannot simply assume that the FGN which was in power in 2011 and subsequently until 2015 rigorously defended the public interest of the people of Nigeria in all respects." the judge said. 

Il giudice sostiene che l'indagine è agli inizi e in tal senso non può raggiungere un opinione sui fatti né peraltro può assumere per certo che le condotte del governo nigeriano abbiano rigorosamente difeso gli interessi del popolo nigeriano, in tal senso, quindi conferma la richiesta di sequestro. 

Ci pare ben lontano da una sentenza di condanna come qualcuno vorrebbe farla valere e certo non è una decisione contro Eni che non era neppure parte al procedimento.

In merito alla sentenza della Southwark Crown Court di Londra, ricordiamo per l’ennesima volta che Eni e Shell nel 2011 hanno sottoscritto accordi unicamente con il Governo Federale Nigeriano e hanno versato il corrispettivo per una nuova licenza per il blocco OPL 245, libera da qualsiasi onere e disputa, su un conto intestato al Governo Federale Nigeriano. Eni e Shell sono totalmente estranei ai flussi finanziari successivi alla corresponsione del pagamento fatto al Governo nigeriano in cambio del rilascio della licenza OPL 245. 

Per poter rilasciare tale nuova licenza a Eni e Shell e permettere finalmente lo sviluppo del blocco fermo da oltre un decennio il Governo nigeriano ha definito i contenziosi internazionali con Shell e Malabu e ha cancellato la precedente licenza per il blocco OPL 245 rilasciata alla Malabu. A fronte della cancellazione della vecchia licenza e la definizione dei contenziosi relativi il governo nigeriano ha versato fondi alla Malabu. 

Qualsiasi altra interpretazione risulterebbe fuorviante.

In merito al procedimento inglese di cui alla sentenza di oggi, non entriamo nel merito di un procedimento di cui Eni non è stata parte.

Eni ricorda che in precedenza un giudizio civile davanti alle Corti Inglesi tra soggetti terzi in relazione alla transazione OPL 245, aveva riconosciuto che Energy Venture Partner era il consulente rappresentante di Malabu per l’operazione di vendita e aveva escluso che vi possa essere stato un comportamento di tipo fraudolento da parte di manager Eni definendo le asserzioni al riguardo come implausibili e artificiosi.

Le nostre attività in Nigeria

Eni è presente in Nigeria a partire dal 1962 a fianco delle comunità locali con attività che riguardano l’esplorazione e la produzione di idrocarburi. Le attività di Eni in Nigeria si concentrano principalmente nel settore dell’esplorazione e produzione di idrocarburi.

I progetti di sostenibilità nel Paese

Le nostre attività in Nigeria si armonizzano con i piani di sviluppo del Paese, con particolare attenzione alle attività sociali e al miglioramento delle condizioni delle comunità locali. In generale negli Stati di Imo, Delta, Rivers e Bayelsa i nostri interventi spaziano dall’accesso all’energia e all’acqua, alle infrastrutture didattiche e all’educazione scolastica.