>1 mln
persone raggiunte dai progetti avviati nel 2022 in Costa d’Avorio
Iniziative a tutela di territori ed ecosistemi e soluzioni tecnologiche per compensare le emissioni di gas serra.
La nostra strategia di decarbonizzazione prevede la compensazione delle emissioni residue attraverso crediti di carbonio di alta qualità (offset) derivanti prevalentemente da iniziative di Natural Climate e Technology Solutions, a complemento delle leve industriali e di portafoglio. Tali iniziative si basano sia sulla capacità degli ecosistemi di sequestrare e immagazzinare CO2 sia sull’uso di tecnologie per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Inoltre, incrementando progressivamente la componente di crediti derivanti dai cosiddetti progetti CDR - Carbon Dioxide Removal, sarà possibile massimizzare il contributo al raggiungimento della neutralità carbonica. Il ruolo delle Natural Climate e Technology Solutions nel processo di decarbonizzazione è riconosciuto anche dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) che prevede il loro utilizzo fra le soluzioni da implementare per ridurre le emissioni e rimuovere la CO2 dall'atmosfera. Le prime attività di Eni nel campo delle Natural Climate Solutions (NCS) sono state avviate proprio nell’ambito della protezione, conservazione e gestione sostenibile delle foreste, principalmente nei Paesi in via di sviluppo, affiancando i Governi, le comunità locali e le Agenzie delle Nazioni Unite, in coerenza con i Nationally Determined Contributions (NDC), i Piani di Sviluppo Nazionali e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Nel corso del tempo, abbiamo avviato progetti di agricoltura e gestione del suolo sostenibili (Sustainable Agricultural Land Management – SALM) che migliorano le rese agricole e incrementano il carbonio organico dei suoli (componente fondamentale per la fertilità, la struttura e la salute del suolo stesso) con benefici socioeconomici per gli agricoltori. Eni prosegue nella valutazione di ulteriori iniziative NCS sia nell’ambito del ripristino e della gestione sostenibile degli ecosistemi sia in ambito SALM, in Africa, America Latina ed Asia. L’applicazione di soluzioni tecnologiche si va ad aggiungere a quelle basate sulla natura per la generazione di crediti di carbonio.
In tale ambito, dal 2018, Eni ha avviato il programma “Eni for Clean Cooking” per lo sviluppo di progetti che promuovono l’introduzione di sistemi di cottura migliorati che garantiscono la riduzione del consumo di biomassa legnosa da parte delle famiglie con l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute e di promuovere la conservazione delle foreste. Oltre all’impatto positivo sulla salute e l’ambiente, l’approccio industriale al tema dell’accesso al “Clean Cooking” consente di promuovere lo sviluppo dell’imprenditoria e dell’economia locale. In questo contesto Eni ha preso l’impegno di garantire l’accesso al Clean Cooking a 20 milioni di persone entro il 2030 contribuendo così al raggiungimento dell’obiettivi delle Nazioni Unite di consentire che tutti abbiano accesso a sistemi di cottura sicuri, efficienti e sostenibili. Nel corso del 2025 sono stati avviati studi di fattibilità per l’utilizzo di sistemi “avanzati” di Clean Cooking che prefigurano, l’avvio di nuovi progetti orientati alla distribuzione di fornelli a induzione nelle aree urbane e a pirolisi nelle aree rurali che promuovono, in ottica di economia circolare, l’utilizzo degli scarti agricoli, compresi i sottoprodotti della filiera agri feedstock di Eni.
Tra le NCS rientrano le iniziative di conservazione, ripristino e gestione sostenibile delle foreste, che rappresentano nel breve termine un elemento imprescindibile della nostra strategia di decarbonizzazione. Queste azioni si inseriscono nello schema REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation), definito e promosso dalle Nazioni Unite (in particolare nell’ambito dell’UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change). Oltre a prevedere attività per ridurre le emissioni e migliorare la capacità di stoccaggio naturale della CO₂, i nostri progetti favoriscono un modello alternativo di sviluppo per le comunità locali attraverso la promozione di attività socioeconomiche, in linea con la gestione sostenibile delle foreste e la conservazione della biodiversità. Inoltre, attraverso una solida rete di accordi con sviluppatori e partner internazionali monitoriamo i progetti per verificarne l’aderenza agli standard internazionali di certificazione della riduzione delle emissioni di carbonio (come il Verified Carbon Standard – VCS) e i benefici socio-ambientali (come il Climate Community & Biodiversity Standards - CCB).
Abbiamo avviato un progetto SALM che integra specie arboree e colture agricole, promuovendo pratiche sostenibili su 40 mila ettari. L'attuazione di queste pratiche contribuirà a incrementare la sicurezza alimentare e il reddito degli agricoltori e al tempo stesso permetterà di sequestrare CO₂ dall'atmosfera, immagazzinandola nel suolo e nella biomassa legnosa.
Sosteniamo il progetto attraverso l’acquisto di crediti di carbonio generati fino al 2038 che si estende su oltre 1 milione di ettari.
Sosteniamo il progetto attraverso l’acquisto di crediti di carbonio per finanziare le attività interessate, tra cui l’accesso delle comunità coinvolte a servizi sanitari e istruzione.
Sosteniamo il progetto attraverso l’acquisto di crediti di carbonio per finanziare le attività interessate, tra cui l’accesso delle comunità coinvolte a sanità e istruzione.
Finanziamo l’avvio del progetto e ci impegniamo ad acquistare crediti per supportare la conservazione delle foreste da parte delle comunità coinvolte.
Finanziamo l’avvio del progetto e ci impegniamo ad acquistare crediti per supportare la protezione delle foreste del Parco transfrontaliero del Grande Limpopo in Mozambico, primo a ricevere una licenza REDD+ nel Paese, su un’area che si estende fino a 4 milioni di ettari.
Abbiamo avviato un progetto per conservare e ripristinare 14 foreste, per un’estensione complessiva di 156 mila ettari. I crediti generati aiuteranno a compensare le emissioni del progetto upstream Baleine nel Paese.
Finanziamo l’avvio del progetto e ci impegniamo ad acquistare crediti per supportare il ripristino di pascoli degradati, applicando pratiche di gestione sostenibile, su un’area complessiva di 1milione di ettari nel Karoo.
L’applicazione di soluzioni tecnologiche rappresenta un’altra leva di compensazione delle emissioni residue. In particolare, Eni ha avviato il programma “Eni for Clean Cooking” per promuovere l’adozione di fornelli migliorati (Improved Cookstoves, ICS) e continua a valutare ulteriori opportunità che assicurino, oltre alla mitigazione del cambiamento climatico, significativi benefici sociali e ambientali agli stakeholder locali.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), circa 2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a soluzioni di cottura pulite. L’Africa subsahariana rappresenta la quota più ampia di questo divario, con circa 1 miliardo di persone. L’uso diffuso di biomassa tradizionale comporta gravi rischi per la salute e per l’ambiente: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 2,9 milioni di morti premature annue (circa 800 mila morti nell’Africa subsahariana) legate all’inquinamento domestico dell’aria, con donne e bambini particolarmente esposti. Il programma “Eni for Clean Cooking”, volto a promuovere l’accesso a sistemi di cottura migliorati, è stato avviato in Costa d’Avorio, Congo, Mozambico, Angola, Ruanda, Tanzania e Madagascar ed è in corso di valutazione l’espansione in altri Paesi dell’Africa Sub-Sahariana. Questi sistemi di cottura migliorati garantiscono una diminuzione del consumo di legna e carbone, consentendo di ridurre significativamente l'impronta carbonica associata alle attività di cottura e migliorando al contempo la qualità della vita delle famiglie coinvolte. Nel 2025 sono state raggiunte circa 2,2 milioni di persone in Africa Sub-Sahariana per un totale di 4,7 milioni di persone dall’avvio del programma. Eni, inoltre, ha aderito alla “Clean Cooking Declaration: Making 2024 the pivotal year for Clean Cooking” per accelerare l’accesso universale a sistemi di cottura più moderni, essenziali per assicurare a tutti la possibilità di usare sistemi di energia economici, affidabili e sostenibili, come stabilito dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 7 delle Nazioni Unite. La dichiarazione è stata sottoscritta da Governi, settore privato, organizzazioni internazionali e della società civile intervenuti al Summit di Parigi. Nel corso dell’anno sono stati avviati gli studi di fattibilità per l’utilizzo di sistemi “avanzati” di Clean Cooking che prefigurano la distribuzione di fornelli a induzione nelle aree urbane e a pirolisi nelle aree rurali promuovendo, in ottica di economia circolare, l’utilizzo degli scarti agricoli, compresi i sottoprodotti della filiera agri-feedstock di Eni. Il programma ha l'obiettivo di raggiungere 10 milioni di persone entro il 2027 e 20 milioni al 2030. Elemento distintivo del programma è la forte valorizzazione delle filiere locali: circa il 90% dei fornelli è prodotto nei Paesi di intervento grazie alla collaborazione con imprese e partner industriali locali. I benefici del programma sono molteplici: riduzione dei costi per le famiglie, minore consumo di combustibile, risparmio di tempo, maggiore sicurezza domestica e miglioramento della qualità dell’aria indoor. Evidenze raccolte nei progetti mostrano riduzioni significative del particolato fine (-49%) e del monossido di carbonio (-85%), con effetti positivi sulla salute. Il programma integra attività di monitoraggio sanitario e campagne di sensibilizzazione su salute, nutrizione e igiene, contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare l’SDG 3. Rilevante anche la dimensione di genere: la riduzione del tempo dedicato alla raccolta di combustibile e alla cottura consente alle donne di dedicarsi ad attività educative ed economiche, favorendo l’empowerment femminile.
A partire dal 2025 si è evoluto avviando una fase pilota per l’introduzione su larga scala di fornelli avanzati, caratterizzati da un più elevato livello tecnologico e da un impatto ambientale quasi nullo. Per le aree urbane prevede principalmente dispositivi a induzione elettrica (e-cooking), che permettono una cottura più veloce, più sicura e senza emissioni locali. Per le aree rurali, dove l’accesso all’elettricità può essere limitato o intermittente, è prevista l’introduzione di fornelli pirolitici o a gassificazione, in grado di utilizzare in modo efficiente residui agroforestali, sottoprodotti agricoli e derivanti dalla filiera agro-industriale di Eni. Nell’ambito di un modello di economia circolare, queste tecnologie consentono la completa eliminazione dell’uso di biomassa non rinnovabile, eliminando l’impatto delle attività di cottura sulla deforestazione e riducendo significativamente i rischi per la salute.
Joule sostiene le iniziative per promuovere i fornelli migliorati e avanzati attraverso la startup “Koalisation” nell’ambito del progetto Clean Cooking in Zambia e con il supporto alle imprese locali in Ruanda. Approfondisci le attività di Joule attraverso il racconto delle principali iniziative realizzate per la crescita di startup innovative e sostenibili e per diffondere la cultura imprenditoriale all'interno e all'esterno di Eni.
La nostra strategia a lungo termine punta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, attraverso un piano scandito da obiettivi progressivi che si basa su tecnologie consolidate e sullo sviluppo di soluzioni all’avanguardia.