Compliance Program Anti-Corruzione

Compliance Program Anti-Corruzione

In linea con i valori espressi nel proprio Codice Etico, Eni ripudia fermamente ogni forma di corruzione che, oltre a essere un fenomeno illegale, rappresenta un grande ostacolo allo sviluppo sostenibile, distorce la leale concorrenza e distrugge la reputazione delle aziende.

Le regole e i controlli contro la corruzione

In coerenza con il principio di “zero tolerance” espresso nel Codice Etico, Eni ha voluto far fronte ai rischi cui la società va incontro nello svolgimento dell’attività di business dotandosi di un articolato sistema di regole e controlli finalizzati alla prevenzione dei reati di corruzione e strumentali anche alla prevenzione del fenomeno del riciclaggio nel contesto delle attività non finanziarie di Eni SpA e delle sue Società Controllate (“Compliance Program Anti-Corruzione”). Il Compliance Program Anti-Corruzione di Eni, elaborato in coerenza con le vigenti disposizioni anti-corruzione applicabili e le convenzioni internazionali, si connota per la sua dinamicità e per la costante attenzione all’evoluzione del panorama normativo nazionale e internazionale e delle best practice. L’esperienza di Eni in materia anti-corruzione e anti-riciclaggio matura anche attraverso la continua partecipazione a convegni e gruppi di lavoro internazionali che rappresentano per Eni strumento di crescita e di promozione e diffusione dei propri valori (ad esempio PACI, B20, Global Compact delle Nazioni Unite, O&G Compliance Attorney Group e OCSE).

Normative interne

L’attuale corpo normativo anti-corruzione di Eni è costituito dalla Management System Guideline Anti-Corruzione (di seguito “MSG”) che individua le aree di attività a rischio corruzione e riciclaggio e stabilisce i principi generali di riferimento da seguire nello svolgimento delle attività ricadenti in dette aree e da specifici strumenti normativi anti-corruzione che dettano la disciplina di dettaglio applicabile alla gestione dei singoli processi aziendali a rischio corruzione e riciclaggio.

Adozione e implementazione

L’adozione degli strumenti normativi anti-corruzione è obbligatoria per Eni SpA e per tutte le sue società controllate, in Italia e all’estero, mediante delibera del proprio Consiglio di Amministrazione. Inoltre, è previsto che le società o enti in cui Eni non ha una partecipazione di controllo soddisfino gli standard indicati negli strumenti normativi anti-corruzione, mantenendo un adeguato sistema di controllo interno in coerenza con i requisiti stabiliti dalle leggi anti-corruzione.

In caso di terze parti o di operazioni che presentino maggiori profili di rischio corruzione e/o riciclaggio, Eni può inoltre richiedere alle terze parti l’adozione/il mantenimento e l’attuazione per tutta la durata del contratto di un compliance program per la gestione delle attività a rischio in linea con gli standard Eni.

Funzione Anti-Corruzione e Anti-Riciclaggio

Al fine di assicurare l’effettività del Compliance Program Anti-Corruzione di Eni è stata creata una struttura organizzativa dedicata, con il ruolo di prestare assistenza specialistica centralizzata in materia anti-corruzione e anti-riciclaggio a Eni e alle società controllate non quotate di Eni, sia in Italia sia all’estero. Questa è posta a diretto riporto della Funzione “Compliance Integrata”, a sua volta alle dirette dipendenze dell’Amministratore Delegato di Eni SpA. 

Due diligence

Al fine di presidiare possibili criticità, il Compliance Program Anti-Corruzione di Eni prevede l’esecuzione e l’aggiornamento periodico della due diligence sulle potenziali controparti a rischio (business associate, inclusi intermediari, consulenti e fornitori, partner di joint venture, controparti in operazioni M&A, etc.) allo scopo di verificarne il background etico-reputazionale e l’esistenza di Red Flag sia sotto il profilo della corruzione che del riciclaggio. La due diligence deve essere avviata tempestivamente e, comunque, deve essere completata prima dell’eventuale assunzione di impegni con le controparti a rischio. Nell’ambito di tale attività di due diligence viene effettuata – secondo approccio risk based – la ricostruzione dell’assetto proprietario, che consiste nell’individuazione dei soggetti (persone fisiche e giuridiche) che detengono, direttamente o indirettamente, singolarmente o cumulativamente, partecipazioni nella potenziale controparte. Tale ricostruzione deve, per quanto possibile attraverso gli strumenti informativi a disposizione, tendere all’individuazione del 100% delle partecipazioni. In ogni caso, l’ampiezza della raccolta di informazioni relative all’assetto proprietario può dipendere da circostanze specifiche - quali la notorietà del soggetto sottoposto a due diligence, la sua conoscenza maturata sulla base di precedenti rapporti, l’importanza dell’operazione, il livello di rischio del Paese nel quale l’operazione sarà svolta e, in generale, il livello di rischio percepito – da valutare con il supporto della Funzione Anti-Corruzione e Anti-Riciclaggio. Tale attività è esercitata da Eni, in qualità di Titolare, nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”) e dei principi di correttezza e trasparenza, finalità, esattezza, minimizzazione, conservazione, integrità e sicurezza, responsabilizzazione e tutela dei diritti dell’interessato.

Contrastiamo la corruzione e il riciclaggio anche con la formazione

Nella consapevolezza che il primo elemento per lo sviluppo di un’efficace strategia di contrasto alla corruzione e al riciclaggio è rappresentato dalla conoscenza degli strumenti di prevenzione, Eni promuove la diffusione della cultura della compliance mediante diverse iniziative di comunicazione interna e attraverso una capillare attività di sensibilizzazione e formazione, basata su un articolato programma di formazione obbligatoria periodica in materia di anti-corruzione e anti-riciclaggio per tutti i dipendenti Eni. In particolare, viene erogato un programma di formazione articolato in corsi online (“e-learning”), eventi formativi in aula di carattere generale (“workshop anti-corruzione generale”) e “job specific training” destinati ad aree professionali a specifico rischio di corruzione. In questi corsi viene fornita una panoramica delle leggi anti-corruzione e anti-riciclaggio applicabili in Eni, illustrati gli strumenti per riconoscere le aree di rischio corruzione e riciclaggio e applicare i presidi di controllo che Eni ha definito in relazione a queste aree. Inoltre, vengono descritte le modalità di reporting, incluse quelle del whistleblowing, rispetto a qualsiasi violazione sospetta o nota delle leggi anti-corruzione e anti-riciclaggio o del Compliance Program Anti-Corruzione di Eni.

Al fine di ottimizzare l’individuazione dei destinatari delle diverse iniziative formative, viene utilizzata una metodologia per la segmentazione sistematica delle persone Eni sulla base del livello di rischio di corruzione in funzione di specifici driver di rischiosità come ad esempio Paese, qualifica, famiglia professionale.

Eni garantisce inoltre la comunicazione alle terze parti a rischio della MSG Anti-Corruzione attraverso la previsione di apposite clausole contrattuali e/o dichiarazioni e promuove, per quanto ragionevole secondo le circostanze, iniziative di formazione e sensibilizzazione ad esse dedicate.

In particolare, a partire dal 2018, la Funzione Anti-Corruzione e Anti-Riciclaggio ha avviato il programma di formazione anti-corruzione, sia on-line che in aula, per alcune categorie di terze parti a rischio. L’obiettivo di tale programma è quello di sensibilizzare i terzi sul tema della corruzione e in particolare su come riconoscere un comportamento corruttivo e come prevenire la violazione delle leggi anti-corruzione nell’ambito della loro attività professionale.

Riconoscimenti del Compliance Program Anti-Corruzione di Eni

Il Compliance Program Anti-Corruzione di Eni SpA è certificato ai sensi della norma ISO 37001:2016 “Antibribery Management Systems”.

Eni SpA è stata la prima società italiana a ottenere a gennaio 2017 detta certificazione, per il cui mantenimento è sottoposta con cadenza annuale da parte dell’ente certificatore ad audit di sorveglianza (due volte ogni tre anni) e ricertificazione (una volta ogni tre anni), che si sono conclusi sempre con esito positivo.

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2023


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