GSN: la tecnologia Eni per monitorare le emissioni di metano
Il Gas Sensor Node di Eni monitora e quantifica in continuo le emissioni fuggitive di metano, riducendo costi operativi e garantendo compliance OGMP 2.0.
Scopri di piùGrazie a flessibilità e accessibilità il gas offre un contributo importante nel processo di decarbonizzazione.
Il gas naturale si inserisce come vettore ponte nel percorso di transizione energetica, contribuendo a sostenere la riduzione progressiva delle emissioni GHG legate alla produzione di energia. È, fra i combustibili fossili, quello con la minore impronta carbonica, offre un’ampia gamma di utilizzi e con soluzioni che permettono di ridurre ulteriormente le sue emissioni. Composto principalmente da metano, il gas è una risorsa abbondante, con riserve globali di oltre 200 mila miliardi di metri cubi a fronte di consumi annui globali pari a 4 mila miliardi1. La sua ampia disponibilità si abbina ad una relativa facilità di trasporto, assicurata da una rete capillare via terra – tramite gasdotti – e via mare – sotto forma di gas naturale liquefatto – che ne favorisce l'accessibilità e la sicurezza negli approvvigionamenti. La sua polivalenza lo rende una fonte primaria per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento domestico e industriale, oltre che un carburante sempre più utilizzato nel settore della mobilità. La flessibilità di utilizzo nelle centrali elettriche, in particolare, lo rende particolarmente adatto a integrarsi con le rinnovabili. Il gas naturale, inoltre, è anche una materia prima per la produzione di idrogeno e per l’industria chimica, che lo utilizza in processi di importanza cruciale.
Un altro tassello indispensabile del nostro percorso di decarbonizzazione sono le tecnologie. Per quanto riguarda il gas, Eni mette in campo una serie di soluzioni per ridurne ulteriormente le emissioni. Un ambito di grande interesse è quello della cattura, stoccaggio e utilizzo della CO2 (CCUS), sistemi che permettono di intercettare all’origine le emissioni industriali di anidride carbonica e stoccarle permanentemente in giacimenti esauriti o riutilizzarle in altri processi produttivi. Applicando le tecnologie e i processi di CCUS ai cicli produttivi che utilizzano il gas naturale, come gli impianti per la produzione di idrogeno e le centrali termoelettriche, è possibile abbattere ulteriormente le emissioni GHG.
Per la sua minore impronta carbonica rispetto alle altre fonti tradizionali, il gas può avere un ruolo di sostegno alla transizione energetica. La sua flessibilità di utilizzo, inoltre, gli permette di integrarsi efficacemente con le rinnovabili.
Il gas naturale ha due importanti caratteristiche che gli permettono di svolgere un ruolo di supporto alla transizione energetica, realizzando un’integrazione tra le fonti energetiche tradizionali e quelle rinnovabili che sostiene il percorso di riduzione delle emissioni GHG. La prima è la sua minore impronta carbonica rispetto alle altre fonti fossili, dal momento che la combustione del metano genera circa il 50% di emissioni in meno rispetto al carbone. La seconda caratteristica è la flessibilità e rapidità di utilizzo che gli permette di integrarsi efficacemente con le fonti rinnovabili. La combinazione di basse emissioni e alta flessibilità rende il gas naturale il vettore ponte ideale per sostituire rapidamente le fonti fossili con la più alta impronta carbonica e sostenere la transizione verso un sistema energetico basato sulle rinnovabili e, su un periodo più lungo, su fonti completamente nuove come la fusione a confinamento magnetico. Il gas, in altri termini, offre un contributo efficace per soddisfare il trilemma energetico e cioè per assicurare, contemporaneamente, sostenibilità, sicurezza e accessibilità dell’energia.
Le energie rinnovabili sono per loro natura intermittenti perché la loro effettiva produzione dipende dall’alternarsi di giorno e notte e/o da fattori meteorologici difficilmente prevedibili. Non essendo ancora disponibile un sistema di stoccaggio energetico in grado di compensare questa variabilità, il gas naturale permette di soddisfare la domanda di elettricità nei momenti in cui sole e vento non sono disponibili. Le centrali elettriche a gas, infatti, hanno la flessibilità tecnica per essere accese o spente in tempi rapidi, così da entrare in produzione rapidamente e compensare i cali di produzione delle rinnovabili. Un ulteriore livello di integrazione tra gas e rinnovabili riguarda le stesse attività di produzione e trasporto del gas poiché, con la compresenza di impianti fotovoltaici o eolici, queste possono essere alimentate da energia rinnovabile e contenere la loro impronta carbonica.
Per ridurre le emissioni GHG legate al gas, Eni ha adottato diverse iniziative e tecnologie innovative che abbracciano l’intera catena del valore, dalla produzione all’utilizzo finale dell’energia.
Riduzione delle fuggitive di metano: Eni si impegna a identificare e ridurre al minimo le fughe di metano lungo l'intera catena del valore, dall'estrazione alla distribuzione. Le azioni sono in linea con l’obiettivo “well below 0,2 %” che la Oil and Gas Climate Initiative (OGCI) ha fissato per il 2025.
Riduzione del flaring di routine: prosegue l’impegno alla riduzione del flaring di routine per raggiungere entro il 2026 l’obiettivo “Zero Routine Flaring” che la Global Gas Flaring Reduction Partnership (GGFR) della World Bank ha fissato per il 2030.
Energia da fonti rinnovabili: per raggiungere l’obiettivo Net Zero, integriamo sempre più le energie rinnovabili nel nostro mix energetico. Investendo su queste e aumentandone la capacità produttiva, miriamo ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e le emissioni di gas serra nelle nostre operazioni di produzione.
Il Gas Sensor Node di Eni monitora e quantifica in continuo le emissioni fuggitive di metano, riducendo costi operativi e garantendo compliance OGMP 2.0.
Scopri di piùSempre più presente nel percorso di decarbonizzazione, il gas naturale assolve al ruolo di abilitatore della transizione energetica.