La raffineria di Livorno ha interrotto le sue tradizionali attività di lavorazione per convertire l’impianto in una bioraffineria entro il 2026, sul modello di quanto abbiamo già realizzato a Venezia nel 2014 e a Gela nel 2019.
La raffineria di Livorno ha una lunga tradizione industriale. Eni la gestisce dal 1954, ma le prime attività iniziarono nel 1938. Nel corso dei decenni, gli impianti sono stati completamente aggiornati e per lungo tempo la raffineria è stata un impianto chiave per la raffinazione in Italia, anche grazie a due oleodotti che la collegano con il porto di Livorno e il deposito di Firenze, alla presenza di un grande parco serbatoi e alle numerose pensiline per il carico di autobotti e cisterne ferroviarie.
La conversione del sito industriale in bioraffineria, decisione strategica nel nostro percorso di decarbonizzazione, comporta l’interruzione delle importazioni di greggio e conseguentemente l’avvio della fermata delle linee produttive lubrificanti e dell’impianto Topping. Prevediamo di garantire la distribuzione di carburanti sul territorio attraverso l’importazione di prodotti finiti e semilavorati.
Il progetto di trasformazione della raffineria, che è in attesa del completamento delle autorizzazioni, prevede la costruzione di tre nuovi impianti per la produzione di biocarburanti idrogenati:
Gli impianti saranno in grado di trattare diversi tipi di cariche biogeniche, prevalentemente scarti e residui di origine vegetale, per produrre HVO diesel, HVO nafta e bio-GPL.
La realizzazione della bioraffineria consentirà di assicurare un futuro produttivo e occupazionale a Livorno.