Vuoi saperne di più? Fai una domanda

Da OPL 245 grandi benefici per il popolo nigeriano

Come evidenziato da OpenEconomics lo sfruttamento del Blocco genererebbe importanti benefìci economici e sociali per il popolo nigeriano. È FALSO che ne risulterebbe impoverito.

La verità dei fatti

Se attivato, lo sfruttamento del Blocco OPL 245 avrebbe importanti benefici economici e sociali per il popolo nigeriano, come dimostrato dal centro studi OpenEconomics.

 

Nel novembre 2018, le ONG Re:Common, Global Witness, The Corner House e la nigeriana HEDA hanno commissionato alla società Resources for Development Consulting un’analisi sull’impatto dell’operazione OPL 245 sull’economia nigeriana. Secondo questa analisi, l’accordo tra Shell e Eni e il GFN avrebbe ridotto le entrate fiscali attese della Nigeria per una somma compresa tra i 4.5 e i 5.9 miliardi di dollari (Resources for Development Consulting – Government Revenues from OPL 245 Assessing the Impact of Different Fiscal Terms, pag 27).


Il report del Resources for Development Consulting

PIL: +41 miliardi

Nel marzo 2019, Eni ha fatto verificare l’impatto dell’OPL 245 sull’economia nigeriana a OpenEconomics, spin-off della Facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata, Roma, guidato dal prof. Pasquale Lucio Scandizzo. 

 

Nell’arco dei 25 anni del progetto, l’OPL 245 può generare un incremento cumulato del PIL nigeriano di 41 miliardi di dollari a prezzi costanti 2011, ossia un valore medio annuo di 1,64 miliardi di dollari, con un rendimento del capitale del 32%. 

 

Le entrate fiscali del Paese aumenterebbero di 3,9 miliardi di dollari a valore attualizzato, mentre i benefici indiretti ammonterebbero a 10,2 miliardi di dollari.

I benefici per le persone

Nonostante i ritardi, e ipotizzando l’avvio della produzione nel 2019, gli effetti positivi stimati risulterebbero tuttora in gran parte raggiungibili. Sul piano sociale, il progetto OPL 245 contribuirà a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile del Paese (SDGs, Sustainable Development Goals). Tra questi, citiamo:

 

  • 1,2 milioni di bambini potranno accedere a cicli quinquennali di educazione primaria
  • 200 mila nuovi posti di lavoro
  • 600 mila persone avranno per la prima volta energia sicura e sostenibile
  • un incremento del consumo alimentare delle famiglie più povere valutato in oltre 107 milioni di dollari.

Il valore dell’accordo

L’accordo per l’acquisizione dei diritti di esplorazione sul Blocco 245 da parte di Eni e Shell:

 

  • garantisce allo Stato nigeriano l’incasso immediato del signature bonus di 200 milioni di dollari
  • risolve l’impasse negoziale che durava da oltre dieci anni
  • risolve i numerosi contenziosi aperti tra Stato nigeriano, Shell e Malabu
  • determina le condizioni per rendere finalmente produttivo il Blocco 245
  • introduce i back-in rights1, non previsti in precedenza (per un valore di oltre 400 milioni)

 

In merito all’introduzione dei back-in rights, come si evince dalla lettera inviata a Eni dal Ministro del Petrolio nigeriano il 14 giugno 2018, il Governo Federale della Nigeria dichiarò espressamente di volere convertire la licenza da OPL (Oil Prospecting Licence) in OML (Oil Mining Licence) per poter giungere alla messa in produzione del campo, e di volere esercitare i back-in rights, a riprova della loro praticabilità e vantaggio economico derivante.


OpenEconomics - L’interesse pubblico della Nigeria alla firma del Resolution Agreement

Note

1 I back-in rights costituiscono il diritto di partecipare in ogni momento al 50% degli utili del giacimento senza dover concorrere nel relativo rischio industriale (che grava solo su Eni e Shell). Tale clausola consente non solo di ottenere direttamente i benefici economici derivanti dallo sfruttamento del Blocco, senza correre rischi di investimento di capitale, ma anche di far partecipare dal punto di vista industriale le aziende locali, consentendo la trasmissione di tecniche e know-how e favorendo la crescita nazionale (la clausola che prevede i back-in rights è inserita nell’art. 11 del Block 245 Resolution Agreement).



Back to top
Back to top