Vai al contenuto principale
Documentazione Presenza Globale IT
Per favore compila questo campo

Oppure , la nostra nuova soluzione di intelligenza artificiale.

Per favore compila questo campo

Oppure , la nostra nuova soluzione di intelligenza artificiale.

Modello di risk management integrato

Identifichiamo, analizziamo, quantifichiamo, monitoriamo i rischi e sviluppiamo strategie per governarli.

Uomo e donna in ufficio mentre discutono con ipad in mano

Un modello che rafforza la consapevolezza aziendale

Eni ha sviluppato e adottato un Modello di Risk Management Integrato (di seguito Modello RMI) finalizzato ad assicurare che il management assuma decisioni consapevoli (risk-informed), attraverso la valutazione e l’analisi dei rischi con una visione integrata, complessiva e prospettica.

Il Modello RMI si avvale di un sistema metodologico e di competenze che fa leva su criteri che assicurano la consistenza e qualità delle valutazioni per migliorare l’efficacia delle analisi, assicurare un adeguato supporto ai principali processi decisionali (quali la definizione del Piano Strategico quadriennale) e garantire l’informativa agli organi di amministrazione e controllo.

Il Modello è caratterizzato da un approccio strutturato, ispirato alle best practice internazionali e definito sulla base degli indirizzi del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, che prevede una governance declinata su tre livelli di controllo. La Governance attribuisce un ruolo centrale al Consiglio di Amministrazione (CdA), il quale definisce, sulla base delle analisi proposte dall’Amministratore Delegato (AD) e con il supporto del Comitato Controllo e Rischi (CCR), con riferimento al Piano Strategico di breve-medio termine, la natura e illivello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della società, includendo nelle proprie valutazioni tutti gli elementi che possonoassumere rilievo nell’ottica del successo sostenibile della società.

L’AD di Eni dà esecuzione agli indirizzi del CdA; in particolare, avvalendosi del processo RMI, assicura l’identificazione, la valutazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi, tenendo in considerazione l’operatività e i profili di rischio specifici di ciascuna linea di business, per una politica di governo dei rischi integrata. L’AD assicura, inoltre, che il processo RMI si evolva in coerenza con le dinamiche di business e di contesto normativo. Con cadenza almeno trimestrale la funzione RMI presenta i relativi risultati all’AD, al Comitato Controllo e Rischi, nonché, ove richiesto, agli altri organi di controllo e vigilanza. L’AD sottopone almeno trimestralmente le risultanze delle analisi sui principali rischi Eni all’esame del CdA.

PROCESSO RMI

Il processo RMI, caratterizzato da un approccio strutturato e sistematico, prevede che tutti i principali rischi di Eni siano rilevati, analizzati e consolidati, al fine di supportare da un lato il processo decisionale del management, rafforzando la consapevolezza sui rischi e sulle relative azioni ditrattamento ad ogni livello dell’organizzazione e, dall’altro lato, la supervisione sui rischi da parte degli organi di amministrazione e controllo di Eni.

Il processo, regolato dalla Global Procedure “Risk Management Integrato” è continuo e dinamico e prevede i seguenti sottoprocessi:

i) Risk strategy;

ii) Integrated Risk Assessment;

iii) Integrated Country Risk;

iv) Integrated Project & M&A Risk Management.

Il processo RMI parte dal contributo specialistico all’elaborazione del Piano Strategico di breve-medio termine (sottoprocesso “Risk Strategy”) con riferimento al quale supporta la valutazione da parte del CdA della compatibilità del profilo di rischio con gli obiettivi strategici della Società, attraverso l’analisi del profilo di rischio aziendale sotteso alla proposta di Piano e l’individuazione delle principali azioni con efficacia derisking dei top risk strategici dell’azienda. Le risultanze delle attività sono presentate agli Organi di Amministrazione e Controllo in tempi coerenti con il processo di Pianificazione Strategica. Il sottoprocesso “Integrated Risk Assessment” prevede attività periodiche di assessment e monitoring finalizzate ad assicurare un’analisi organica e integrata del profilo di rischio associato agli obiettivi del Piano Strategico di breve-medio termine, anche in ottica di lungo termine, attraverso l’identificazione, la valutazione e il monitoraggio dei principali rischi aziendali e delle relative azioni di trattamento; attività di assessment su asset industriali; altre analisi su rischi specifici. Sono inoltre svolte attività di analisi integrata dei rischi esistenti nei principali Paesi di presenza o di potenziale interesse (sottoprocesso “Integrated Country Risk”) e supporto al processo decisionale per l’autorizzazione dei progetti d’investimento e operazioni di portafoglio in ambito (sottoprocesso “Integrated Project & M&A Risk Management”).

L’infografica rappresenta il modello di governance del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, articolato su tre livelli, con il coinvolgimento degli organi di governance, del management, della funzione di internal audit e di assurance providers esterni.  Al vertice del sistema sono indicati gli organi e organismi della governance, intesi come Consiglio di Amministrazione, Comitato Controllo e Rischi, Collegio Sindacale, Organismo di Vigilanza, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato.  Tali organi esercitano funzioni di indirizzo, delega, supervisione e allocazione delle risorse, nonché di accountability, reporting e assurance.  Il management è responsabile dell’attuazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, articolato su tre livelli.  Il primo livello è dedicato all’identificazione e gestione dei rischi di competenza e dei relativi controlli.  Questo livello è presidiato dal management di linea e dai risk owner, nell’ambito dei processi di business e di supporto.  Il secondo livello è dedicato al monitoraggio delle principali categorie di rischio e all’adeguatezza del sistema dei controlli.  È svolto da funzioni specialistiche, tra cui:  Compliance integrata  Risk management integrato  Dirigente preposto  Affari societari e governance  HSE  Process owner  Pianificazione e controllo  Funzioni dedicate o specialistiche di rischio e modelli di compliance, come sicurezza, asset integrity, cyber, salute, data protection officer e organizzazione  Le funzioni di secondo livello forniscono supporto al primo livello.  Il terzo livello è affidato alla funzione Internal Audit, che svolge attività di assurance e advisory indipendenti sul primo e sul secondo livello di controllo e sul sistema di controllo interno nel suo complesso.  La funzione Internal Audit fornisce inoltre attività di advisory a supporto del primo e del secondo livello.  Accanto al sistema interno, operano gli assurance providers esterni, che contribuiscono al presidio complessivo del sistema di controllo.  Il modello prevede flussi strutturati di direzione, supervisione, accountability, reporting, assurance, comunicazione, coordinamento e collaborazione tra i diversi livelli e attori coinvolti. 

I rischi sono valutati considerando sia la probabilità di accadimento sia gli impatti sugli obiettivi quantitativi e qualitativi di Eni che si verrebbero a determinare in un dato orizzonte temporale al verificarsi del rischio.

La valutazione è espressa di norma sia a livello inerente sia a livello residuo (tenendo conto dell’efficacia delle azioni di mitigazione) e permettedi misurare l’impatto rispetto al raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico di breve-medio termine e a vita intera per quanto riguarda i progetti di business. I rischi sono rappresentati in base alla probabilità di accadimento e all’impatto su matrici che ne consentono il confronto e la classificazione per rilevanza. I rischi con impatto economico/finanziario possono essere analizzati anche in ottica integrata sulla base di modelli quantitativi che consentono di definire su basi statistiche la distribuzione dei flussi di cassa a rischio nonché di simulare l’impatto aggregato dei rischi a fronte di ipotetici scenari futuri (what if analysis o stress test).

Sono infine svolte attività di Risk Knowledge, formazione e comunicazione sui rischi, volte ad accrescere la diffusione della cultura del rischio, identificare, sviluppare, rafforzare le risorse operanti in ambito risk management trasversalmente ai diversi business di Eni e sviluppare il risk knowledge management system.

Nel corso del 2025 sono stati effettuati due cicli di assessment: nel primo semestre è stato svolto l’Annual Risk Assessment, mentre nel secondo semestre è stato svolto lo Strategic Plan Risk Assessment per supportare il processo di elaborazione del Piano Strategico. L’assessment ha coinvolto tutte le linee di business Italia ed estero. Le risultanze relative ai due cicli di assessment sono state presentate agli Organi di Amministrazione e Controllo a luglio 2025 e gennaio 2026. Sono stati effettuati tre cicli di monitoraggio sui top risk di Eni. Il monitoraggio dei rischi e dei relativi piani di trattamento consente di analizzare l’andamento dei rischi (attraverso l’aggiornamento di opportuni indicatori) e lo stato di attuazione di eventuali specifiche azioni di trattamento pianificate dal management. Le risultanze relative al monitoraggio dei top risk sono state presentate agli Organi di Amministrazione e Controllo a marzo, luglio e ottobre 2025.

Il portafoglio dei top risk Eni è classificato in: (i) rischi di natura esterna, (ii) rischi di natura strategica e, infine, (iii) rischi di natura operativa.

Documenti di approfondimento

Relazione Finanziaria Annuale 2025
Relazione Finanziaria Annuale 2025
PDF (12,29 MB)