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L’Africa delle rinnovabili

Aumentano gli investimenti di Eni nell’energia rinnovabile in Africa, per agevolare la transizione energetica del continente.

di Eni Staff
22 febbraio 2021
11 min di lettura
di Eni Staff
22 febbraio 2021
11 min di lettura

L’Africa sta crescendo, e così la sua domanda di energia. Secondo l’ONU, da qui al 2050 più della metà della crescita della popolazione mondiale potrebbe riguardare l’Africa. Questo elemento, insieme alla rapida industrializzazione del continente, rappresenta un’opportunità senza precedenti per l’espansione di soluzioni di energia rinnovabile "climate friendly".

Quanto impatta la presenza di Eni in Africa?

Presente in Africa dal 1954, Eni ritiene che un giusto mix energetico permetterà alle nazioni africane di svilupparsi in modo rapido e sostenibile. Secondo l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), l’Africa potrebbe soddisfare quasi un quarto del proprio fabbisogno energetico grazie all’utilizzo di energia autoctona, pulita e rinnovabile.

In un continente che sta già subendo gli effetti del cambiamento climatico, lo sviluppo di risorse energetiche rinnovabili assume un’importanza ancora maggiore. Per Eni l’obiettivo primario è raggiungere la completa neutralità carbonica entro il 2050. Nella mission aziendale sono stati inseriti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), incluso il goal n. 7, inteso ad “assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni,” e il n. 13, per “Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico”. Eni sostiene anche iniziative come il SolarPower Europe Emerging Markets Workstream, che promuove l’energia solare e i vantaggi della stessa, nei mercati emergenti come quelli africani.

Energia solare: quali sono i progetti di Eni in Africa?

L'Africa ha un'enorme capacità di generare energia solare. Per sfruttare questa fonte di energia rinnovabile ed economica, Eni ha recentemente inaugurato tre centrali solari in Tunisia e Algeria.

Tunisia

Il sud della Tunisia è il luogo ideale per la generazione di energia solare e ha un potenziale di radiazione solare medio di 1800-2600 m2/anno. Il Paese ha l’obiettivo di produrre il 30% della sua elettricità da fonti energetiche rinnovabili entro il 2030 e l’energia solare gioca un ruolo importante all’interno di questo piano. Presente in Tunisia dal 1961, Eni è ben posizionata per aiutare il Paese a raggiungere i suoi obiettivi. Attualmente, abbiamo avviato in Tunisia due progetti solari fotovoltaici.

Il progetto fotovoltaico Adam

Nel dicembre del 2019, abbiamo inaugurato l’impianto fotovoltaico Adam, situato nel Governato di Tataouine, nel sud del Paese. L’energia prodotta in questo impianto da 5 MWp sarà utilizzata nell’adiacente sito di giacimento di petrolio Adam, riducendo il consumo di gas e risparmiando l’equivalente di 6.500 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. 

Questo impianto innovativo unisce il sistema di generazione di energia con turbina a gas già esistente a un sistema fotovoltaico e un accumulatore di batterie per coprire le fluttuazioni di potenza del sistema fotovoltaico, ridurre il carico delle turbine a gas ed evitare variazioni improvvise di carico. La percentuale di condivisione del carico attuale corrisponde al 60% del solare fotovoltaico e al 40% della turbina a gas. I sistemi di dati e controllo (SCADA) garantiscono il monitoraggio a distanza in tempo reale della centrale elettrica.

Il progetto fotovoltaico Tataouine

Anch’esso situato nel sud della Tunisia, il progetto fotovoltaico di Tataouine è attualmente in fase di collaudo e fornirà energia alla rete locale. L’impianto avrà una capacità massima installata di 10 MWp e fornirà alla rete elettrica nazionale più di 20 GWh di energia all’anno grazie a un accordo con la società nazionale, Société tunisienne de l'électricité et du gaz (STEG). Nei 25 anni di esercizio previsti, comporterà un risparmio complessivo di CO2 di circa 260.000 tonnellate.

Algeria

Geograficamente, l'Algeria è il più grande Paese dell'Africa e il terzo emettitore di CO₂. Oltre a disporre di una ricca riserva di petrolio e gas naturale, l’Algeria riceve tra le 3.000 e le 3.500 ore di luce solare all’anno, motivo per cui nel Paese l’energia solare è una fonte ideale di energia rinnovabile.

Bir Rebaa North, Algeria

Nel luglio del 2019, Eni e Sonatrach, la compagnia statale algerina di petrolio e gas, hanno inaugurato un impianto fotovoltaico a Bir Rebaa North (BRN). Questa centrale da 10MWp fornisce energia verde al centro di trattamento del petrolio BRN e sostituisce circa il 15% dell’elettricità al sito precedentemente fornito dalla rete nazionale.

Angola

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, l’Angola ha un piano ambizioso: fare in modo che il 60% della popolazione abbia accesso all’elettricità entro il 2025. L’energia rinnovabile, compresa l’energia idroelettrica, rappresenterà il 70% nel mix energetico. Anche il solare giocherà un ruolo importante.

Progetto nella provincia di Namibe

Eni ha deciso di collaborare con Sonangol, creando una joint venture finalizzata allo sviluppo di un impianto fotovoltaico con una capacità totale (graduale) di 50 MWp. Prevista per il 2022, l’installazione sarà connessa all’Angolan South Transmission Grid, che attualmente si avvale di centrali termiche diesel per la maggior parte della sua fornitura. Guardando al futuro, la connessione della South Transmission Grid con la Central Transmission Grid migliorerà le prestazioni dell’impianto fotovoltaico e consentirà lo sviluppo di una seconda fase del progetto.

Intervista a Stefano Mantellassi, Vice President, Energy Solutions Initiatives (Africa), Eni

L’ing. Stefano Mantellassi ha condiviso alcuni approfondimenti sui progetti di energia rinnovabile di Eni in Africa. Oltre al suo ruolo in Eni, è anche Presidente dell'Emerging Markets Workstream all'interno di SolarPower Europe (SPE), un’associazione che rappresenta oltre 200 membri attivi lungo l'intera catena del valore dell’industria solare.

D: Perché Eni investe in progetti di energie rinnovabili in Africa?

Mantellassi: L’Africa è il continente in cui abbiamo mosso i primi passi fuori dall’Italia nel 1954, per cui collaboriamo da molto tempo con i governi e la popolazione africana. Quando il mondo ha iniziato ad andare verso la decarbonizzazione e l’energia rinnovabile, l’Africa è stato un obiettivo naturale per noi. Ovviamente sono tante le problematiche relative all’approvvigionamento energetico in Africa e sapevamo che i nuovi progetti rinnovabili sarebbero stati la soluzione ideale.

La nostra presenza di lunga data nel continente ci ha permesso di comprendere i mercati energetici locali e di sviluppare una strategia per accelerare e sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili in Africa. Seguiamo quello che chiamiamo un "modello dual flag”, in modo da non imporre la nostra strategia d’azione, il nostro business o le nostre priorità, e collaborare invece con i Paesi sul campo per comprendere appieno le loro esigenze.

D: In che modo il SPE Emerging Market Workstream aiuta le economie in crescita a sviluppare l'energia rinnovabile?

Mantellassi: Il focus di SolarPower Europe è stato storicamente in Europa. Tuttavia, recentemente i nostri membri hanno espresso interesse ad ampliare l'ambito geografico dell'associazione. Eni, membro attivo del consiglio di SolarPower Europe, ha proposto la creazione di questo flusso di lavoro, rivolgendosi ai mercati emergenti con il duplice intento di sostenere il rapidissimo sviluppo dell’energia rinnovabile in questi Paesi, creando al contempo opportunità commerciali e di marketing. Il flusso di lavoro ha avviato diverse attività per incoraggiare la comprensione e la connessione dei membri con i Paesi selezionati, inclusa la pubblicazione di rapporti di mercato che analizzano lo stato dell’industria solare e l’identificazione dei passaggi necessari per promuoverne la crescita.

Il ritmo dello sviluppo nel settore dell’energia rinnovabile varia nel continente. Nelle economie più solide esistono già fattori chiave di successo come infrastrutture elettriche sviluppate, un quadro normativo dedicato e condizioni finanziarie relativamente stabili. In alcuni Paesi africani, tuttavia, uno o più di questi fattori potrebbero non essere presenti, per cui sono ancora necessari ulteriori sforzi per sostenere il settore delle energie rinnovabili.

Il Piano per gli investimenti esterni è un programma promosso dall'Unione Europea per favorire lo sviluppo sostenibile in Africa con una forte attenzione alla transizione verde

L’Emerging Market Workstream sostiene anche la creazione e lo sviluppo di associazioni e workshop locali mirati a stabilire le connessioni necessarie tra gli attori chiave, inclusi il settore imprenditoriale e i decisori politici, che sono fondamentali per la crescita del settore solare.

D: In che modo il piano per gli investimenti esterni dell'UE può favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili in Africa?

Mantellassi: Il piano per gli investimenti esterni è un programma promosso dall'Unione Europea per favorire lo sviluppo sostenibile in Africa con una forte attenzione alla transizione verde, attraverso un sistema innovativo basato sulla garanzia. Questo piano è anche un utile strumento finanziario per affrontare i problemi di bancabilità.

Le società di servizi pubblici sono spesso gli unici acquirenti dell’energia prodotta dagli impianti di energia rinnovabile e spesso devono affrontare le proprie sfide finanziarie, considerato il loro obbligo di distribuire elettricità a prezzi agevolati. Le garanzie fornite dal PIE aiutano i produttori indipendenti di energia (IPP) coprendo parzialmente il rischio di mancato pagamento da parte degli acquirenti. Il PIE fornisce sicurezza finanziaria per sostenere lo sviluppo di progetti di energia rinnovabile, creando un quadro per le aziende europee private per investire in Africa.

Questo programma ha contribuito a cambiare i rapporti tra i paesi africani e l’Unione Europea, passando da un modello di aiuto a uno paritario, che può effettuare scambi su base commerciale.

D: Può condividere alcuni spunti sul progetto fotovoltaico di Tataouine?

Mantellassi: L'impianto fotovoltaico di Tataouine è realizzato grazie a un progetto di partenariato pubblico-privato. SEREE (Société Energie Renouvelables Eni ETAP) è una joint venture tra Eni e la Enterprise Tunisienne d'Activites Petrolieres (ETAP), la compagnia statale di petrolio e gas, nata per sviluppare congiuntamente progetti di energia rinnovabile.

È il primo progetto di energia rinnovabile in Tunisia sviluppato da un produttore di energia indipendente, a seguito del bando pubblico indetto nel 2017. Questo progetto ha anche contribuito a creare una forza lavoro locale qualificata nel settore delle energie rinnovabili.

Questi Paesi hanno anche il potenziale per diventare grandi produttori di idrogeno verde, che potrebbe essere trasportato in Europa attraverso i gasdotti esistenti

D: Quali sono i piani futuri di Eni per l'Africa nel settore delle energie rinnovabili?

Mantellassi: Vorremmo espandere ulteriormente la nostra esperienza nel settore delle energie rinnovabili nei paesi in cui siamo già presenti, come la Tunisia e l'Algeria. Grazie alle sue grandi aree desertiche, un’elevata radiazione solare e il progetto di interconnessione energetica pianificato tra Europa (Sicilia) e Tunisia, ELMED, la Tunisia ha un enorme potenziale. Inoltre, questi Paesi hanno anche il potenziale per diventare grandi produttori di idrogeno verde, che potrebbe essere trasportato in Europa attraverso i gasdotti esistenti.

In Algeria, oltre allo sviluppo di progetti come l'impianto fotovoltaico off-grid BRN, prenderemo in considerazione la partecipazione alle aste per lo sviluppo di impianti solari fotovoltaici da 4 GW, recentemente annunciate dal governo.

Oltre a questi, stiamo cercando di estendere i nostri progetti di energia rinnovabile in Egitto, Marocco e Sud Africa, Paesi dall’enorme potenziale. Stiamo anche valutando di ampliare il nostro portafoglio in Mozambico, dove siamo già attivi nel settore LNG. In Angola abbiamo stabilito una joint venture dal nome Solenova Limited, con una partnership del 50% tra Eni e Sonangol, la compagnia nazionale di petrolio e gas, che sta sviluppando un progetto solare fotovoltaico nel sud del Paese.

D: La pandemia ha influenzato lo sviluppo e la crescita delle energie rinnovabili?

Mantellassi: La pandemia ha causato una diminuzione della domanda di energia, evidenziando il fatto che quando la domanda cambia, l’energia rinnovabile ha costi marginali praticamente nulli. Questo fattore, insieme ai suoi benefici ambientali e agli ambiziosi obiettivi fissati per la riduzione di CO₂ nei Paesi di tutto il mondo, ha posto le energie rinnovabili al centro del piano di ripresa europeo.

D: Quali altri fattori possono favorire la crescita delle energie rinnovabili in Africa?

Mantellassi: Il successo di questo settore dipende da una varietà di fattori. Reti di trasmissione ben sviluppate e affidabili giocano un ruolo fondamentale nella promozione dello sviluppo delle energie rinnovabili. Questo contribuirebbe a creare connessioni tra i Paesi, aumentando la stabilità della rete necessaria a far fronte all’intermittenza e alla variabilità delle fonti rinnovabili di energia.

Di conseguenza, le associazioni locali possono lavorare a livello regionale per aiutare a costruire il quadro culturale necessario per aumentare la consapevolezza circa le opportunità dell’energia rinnovabile. Possono diventare una piattaforma per supportare lo sviluppo di uno specifico quadro normativo, incoraggiando le istituzioni internazionali (la Banca mondiale, la Banca africana di sviluppo, l’Unione Europea e la Banca europea per gli investimenti) a investire nel sostegno allo sviluppo di progetti di energia rinnovabile attraverso strumenti dedicati, come assistenza tecnica o programmi di sostegno finanziario.  Possono anche contribuire a sostenere le industrie locali e a stimolare l’economia locale.

D: In che modo l'energia rinnovabile può permettere a tutti di accedere all’energia in modo sostenibile?

Mantellassi: Il numero di persone che hanno avuto accesso all'elettricità in Africa è raddoppiato da 9 milioni all'anno, tra il 2000 e il 2013, a 20 milioni all'anno tra il 2014 e il 2019, superando la crescita demografica. Ciò è in parte dovuto agli sforzi di numerose iniziative di sviluppo tecnico e finanziario, promosse e sponsorizzate da organizzazioni come l'Unione Europea, Eni e SolarPower Europe. Questi numeri mostrano progressi, ma è essenziale ricordare che resta meno di un decennio per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L'energia rinnovabile è uno strumento essenziale per migliorare l'accesso all'energia e risolvere la crisi climatica. Creando consapevolezza, sostenendo la legislazione e aggiornando le infrastrutture, potremo contribuire a promuovere la crescita delle energie rinnovabili in Africa.