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Sistemi di cottura migliorati per uno sviluppo sostenibile e inclusivo

Il Clean Cooking contribuisce a migliorare la vita delle famiglie in Africa e a ridurre l'uso della biomassa non rinnovabile per cucinare.

Ultimo aggiornamento:
stufe migliorate

Il Clean Cooking Program di Eni

Nel 2018 abbiamo avviato il nostro programma di Clean Cooking che promuove l’accesso a sistemi di cottura a più alta efficienza in Africa subsahariana. Rispetto ai metodi tradizionali, come il focolare a tre pietre, questi fornelli migliorati garantiscono una diminuzione del consumo di legna e carbone, consentendo di ridurre significativamente l'impronta carbonica associata alle attività di cottura e migliorando al contempo la qualità della vita delle famiglie coinvolte. L'uso di fornelli migliorati, infatti, comporta benefici in termini di salute, produttività, uguaglianza di genere, tutela delle foreste e della biodiversità, oltre a consentire di ridurre le emissioni GHG. Il Clean Cooking è un pilastro del nostro impegno nel contribuire al miglioramento degli standard di vita nell'Africa subsahariana. Per questo motivo, abbiamo sottoscritto la "Clean Cooking Declaration: Making 2024 the pivotal year for Clean Cooking" promossa dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) con l’obiettivo di accelerare l'accesso universale a sistemi di cottura più moderni. Si tratta di un passo fondamentale per garantire a tutti l'accesso a un'energia accessibile, affidabile, sostenibile e moderna, come stabilito dall'Obiettivo 7 di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. 

L’impegno per la transizione verso soluzioni avanzate

Attualmente, quasi 2 miliardi di persone, di cui 1 miliardo in Africa subsahariana1 cucinano con metodi rudimentali e inefficienti. Il nostro obiettivo è ridurre l'uso di combustibili non sostenibili diffusi in tutto il continente, dove i pasti vengono cucinati su fuochi aperti o su fornelli rudimentali, esponendo le persone ai fumi nocivi derivanti dalla combustione di carbone, carbonella e altri prodotti e materiali legati a filiere non sostenibili. Oltre a migliorare l'accesso all'energia, i progetti di cucina pulita contribuiscono a ridurre il consumo di carbone vegetale e legna da ardere, tra i principali fattori di deforestazione in molti Paesi africani. Inoltre, la produzione e la distribuzione locale di questi fornelli migliorati, in collaborazione con organizzazioni nazionali e internazionali che già operano nella regione, favoriscono l'imprenditorialità e rafforzano le economie locali. Inoltre, intendiamo incoraggiare la transizione dai fornelli migliorati a soluzioni avanzate, in grado di azzerare completamente l'uso di biomasse legnose non sostenibili.

 

(1) Dati Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).

Il ruolo dei fornelli migliorati nella prospettiva di genere

L'intero progetto adotta una prospettiva di genere: le incombenze legate alla preparazione dei pasti sono spesso demandate alle donne, che dedicano una parte considerevole della propria giornata non solo alle attività in cucina, ma anche all’approvvigionamento del combustibile. I fornelli migliorati, a fronte degli stessi risultati dei metodi tradizionali, consentono un impiego di biomassa legnosa quasi dimezzato. Oltre a contenere i tempi impiegati dalle donne per l’approvvigionamento di combustibile o i costi che le famiglie devono sostenere in caso di acquisto del combustibile, l’efficienza riguarda anche la riduzione dei tempi di cottura, lasciando margine alle utilizzatrici per dedicarsi ad altre occupazioni. Infine, vi sono ulteriori impatti positivi sulla salute, poiché i nuovi fornelli producono meno fumo. 

Le iniziative Clean Cooking nel mondo

Nel 2025 sono state raggiunte circa 2,2 milioni di persone in Africa Sub-Sahariana per un totale di circa 4,7 milioni di persone dall’avvio del programma. Sono stati distribuiti circa 440 mila fornelli migliorati in Costa d’Avorio, Mozambico, Repubblica del Congo, Angola, Tanzania, Ruanda e Madagascar.

Costa d'Avorio

In Costa D’Avorio, la distribuzione di fornelli migliorati è iniziata nel 2022, raggiungendo al 31 Maggio 2026 più di 1 milione di persone in 2 mila villaggi in quattro regioni del Paese. I fornelli migliorati sono interamente prodotti in Costa d'Avorio da un'azienda locale accompagnata da Eni nel miglioramento ed industrializzazione della produzione. L'obiettivo è di raggiungere circa 3,4 milioni di persone nell'arco di 9 anni (2022-2030) e di generare circa 3 milioni di crediti di carbonio durante la durata del progetto, contribuendo così alla compensazione delle emissioni di Scope 1 e 2 previste dal progetto Baleine.

Mozambico

In Mozambico, con il progetto Promoting Energy Efficiency and Clean Cooking, iniziato nel 2018 nell’area di Cabo Delgado, Eni ha contribuito alla distribuzione di fornelli migliorati a 100 mila persone. Nel 2023 sono stati avviati due progetti di Clean Cooking nella periferia della capitale Maputo e in due provincie centrali del Paese, Sofala e Manica raggiungendo al 31 Maggio 2026 più di 1 milione di persone. L'obiettivo è di raggiungere circa 4 milioni di persone entro il 2030. Il 100% dei fornelli migliorati è prodotto localmente a Maputo dal “Instituto Superior Dom Bosco (ISDB)” in collaborazione con Eni che ha accompagnato lo sviluppo tecnologico grazie al programma “Eni for Clean Cooking”. Il risultato è il primo fornello bi-fuel (carbone e legna) prodotto in Africa Sub-Sahariana con un’efficienza termica di oltre il 40% (Tier 4) certificato dalla “Biomass Energy Certification & Testing Center”. 

Repubblica del Congo

Nella Repubblica del Congo sono stati avviati progetti di Clean Cooking nelle città di Pointe-Noir e Brazzaville nel 2023 coinvolgendo oltre 750 mila persone. Il programma prevede la valorizzazione di piccole e medie imprese locali individuate e già presenti nelle due città che verranno aiutate a raggiungere velocemente il livello qualitativo e quantitativo necessario con l’obiettivo di rendere la produzione locale autosufficiente. 

Angola

In Angola sono stati avviati due progetti di Clean Cooking in 6 provincie (Luanda, Benguela, Huambo, Cuanza, Uige e Bengo) nel 2024 raggiungendo oltre 1 milione di persone. L'obiettivo è di raggiungere circa 3,5 milioni di persone in 9 province del paese. Ciò che rende i progetti Clean Cooking particolarmente efficaci sono il loro approccio integrato. Insieme ai partner, Eni sta investendo nelle capacità locali, nell'istruzione e nel benessere della comunità, attraverso programmi di formazione, borse di studio e attività di sensibilizzazione su nutrizione e igiene per milioni di persone. Inoltre, il 100% dei fornelli migliorati è prodotto localmente dall’Instituto Superior Dom Bosco in collaborazione con Eni che ha accompagnato lo sviluppo tecnologico. 

Ruanda

In Ruanda sono stati avviati progetti di Clean Cooking in 3 distretti della Provincia Orientale del Ruanda (Nyagatare, Gatsibo e Kayonza) raggiungendo circa 300 mila persone. L’obiettivo è di raggiungere 700 mila persone dando accesso a sistemi di cottura migliorati alle comunità piu vulnerabili delle aree rurali.  

Tanzania

In Tanzania, Eni ha sviluppato il "Green Tanzania Cookstove Program" con cui ha già raggiunto oltre 350 mila persone. L’obiettivo è fornire accesso a sistemi di cottura puliti a 1,75 milioni di persone. I fornelli migliorati sono prodotti localmente dalle due aziende tanzaniane “Envotec” e “Tango”.

Madagascar

In Madagascar, il programma Clean Cooking ha l’obiettivo di raggiungere oltre 1 milioni di persone. Ad oggi Eni ha già dato accesso di Clean Cooking a oltre 100 mila persone. I fornelli migliorati sono prodotti localmente dall'azienda malgascia "Angovo Maharitra" e, a partire dal 2026, anche da "Madastove", un nuovo impianto di produzione che garantirà una maggiore capacità produttiva e consentirà il raggiungimento degli obiettivi prefissati.  

Il passaggio a sistemi avanzati

Inoltre, in linea con gli scenari AIE e al fine di garantire una Just Energy Transition, il programma Eni for Clean Cooking prevede un progressivo passaggio a sistemi “avanzati” attraverso la distribuzione di fornelli a induzione nelle aree urbane e a pirolisi nelle aree rurali che promuovono, in ottica di economia circolare, l'utilizzo degli scarti agricoli, compresi i sottoprodotti della filiera agri-feedstock di Eni. 

I numeri del progetto

Gli obiettivi del programma nell’Africa subsahariana.
  • 10 mln
    persone

    che beneficeranno del Clean Cooking Program al 2027

  • 20 mln
    persone

    che beneficieranno del Clean Cooking Program al 2030

  • 7
    progetti

    avviati in Africa per l’adozione di fornelli avanzati

L’evoluzione del Programma “Eni for Clean Cooking”

Nel 2025 Eni ha avviato la distribuzione di fornelli “avanzati”, come quelli a induzione per le aree urbane, o come quelli pirolitici o a gassificazione nelle aree rurali, che promuovono, l’utilizzo degli scarti agricoli, compresi i sottoprodotti della filiera agrifeedstock di Eni. Questa evoluzione permetterà di contrastare ulteriormente la deforestazione eliminando gradualmente l’uso della biomassa non rinnovabile, con un impatto significativo sulla deforestazione e sulla salute delle persone. A questo proposito sono già stati avviati gli studi di fattibilità per progetti con fornelli ad induzione e fornelli pirolitici in Mozambico, Repubblica del Congo, Ruanda, Costa d’Avorio, Zambia, Camerun e Ghana.

La Dichiarazione congiunta sul Clean Cooking

Il Clean Cooking Program di Eni si inserisce in un più ampio contesto globale. L’obiettivo di Sviluppo Sostenibile 7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDG 7) punta ad “assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni” e, in questa cornice, l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) sottolinea l’importanza delle iniziative di Clean Cooking. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima 2,9 milioni di morti premature annue attribuibili all’inquinamento domestico1. È inoltre riconosciuto a livello internazionale che i progetti di Clean Cooking forniscono benefici significativi alla salute delle famiglie, in particolare di donne e bambini, in quanto la riduzione delle emissioni di fumo nocivo a livello domestico favorisce la diminuzione di malattie respiratorie e cardiovascolari. Nel maggio 2024 Eni ha aderito alla Clean Cooking Declaration: Making 2024 the pivotal year for Clean Cooking durante il Summit on Clean Cooking in Africa promosso dall’Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA). Nella sede UNESCO a Parigi, Capi di Stato e di Governo, insieme a dirigenti d’azienda e rappresentanti di istituzioni internazionali e della società civile da tutto il mondo si sono riuniti per richiamare l’attenzione sul tema, condividendo le necessità e le iniziative già in atto in Africa, con l’obiettivo di implementare ogni azione a supporto e sancendo il 2024 come anno cruciale per accelerare l’accesso universale al Clean Cooking.

Dati Clean Cooking Alliance.
  • (1) Dati Clean Cooking Alliance.