Le nostre attività nel Regno Unito

Siamo presenti sul territorio dal 1964. Oggi operiamo nel Regno Unito nei settori Exploration & Production, Global Gas & LNG e Refining & Marketing e Chimica e rinnovabili.

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Il progetto Eni di Liverpool Bay per lo stoccaggio di CO₂

A ottobre 2020 l’Autorità britannica per il petrolio e il gas (Oil and Gas Authority - OGA) ci ha assegnato la licenza per la realizzazione del progetto di stoccaggio di anidride carbonica HyNet North West in un’area situata nei pressi di Liverpool Bay, nel Mare d’Irlanda Orientale. Qui riutilizzeremo i giacimenti esausti di Hamilton, Nord Hamilton e Lennox e riconvertire le relative infrastrutture per lo stoccaggio permanente dell'anidride carbonica catturata nell’Inghilterra nordoccidentale e nel Galles settentrionale. Grazie a questa licenza intendiamo contribuire alla decarbonizzazione della regione. Inoltre, collaboreremo attivamente con le imprese industriali per la cattura e il trasporto dell'anidride carbonica dagli stabilimenti esistenti e dai futuri siti di produzione dell’idrogeno. Questo verrà utilizzato come combustibile di transizione per il riscaldamento, l’elettricità e i trasporti nell’ambito dell’obiettivo del Regno Unito di raggiungere le zero emissioni al 2050. Il progetto avrà effetti positivi per le comunità locali attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro e il supporto allo sviluppo economico della regione, oltre a tracciare un percorso concreto verso la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche. A marzo 2021 il progetto ha ricevuto fondi per circa 33 milioni di sterline da parte del UK Research and Innovation (UKRI), attraverso l’Industrial Decarbonisation Challenge (IDC). I fondi coprono circa il 50% degli investimenti necessari per finalizzare gli studi di progettazione in corso e consentiranno di accelerare la decisione di investimento finale (FID) al 2023 e di completarne la realizzazione entro il 2025. 

A maggio 2021 Eni e Progressive Energy Limited hanno siglato un accordo quadro per accelerare ulteriormente lo sviluppo del processo di cattura e stoccaggio di anidride carbonica (CCS) nell’ambito del progetto HyNet North West, volto alla creazione di un distretto industriale a basse emissioni di anidride carbonica. In base all'accordo, Eni svilupperà e gestirà il trasporto e lo stoccaggio di CO₂ sia onshore che offshore negli asset industriali della baia di Liverpool, mentre Progressive Energy guiderà e coordinerà gli aspetti di cattura e produzione di idrogeno del progetto per conto di Hynet North West, collegando così le fonti di emissioni di CO₂ alle infrastrutture di trasporto e stoccaggio di Eni.

Inoltre, a giugno 2021 Eni UK e Uniper hanno firmato un Protocollo d’Intesa per valutare iniziative congiunte che possano contribuire alla decarbonizzazione del Galles del Nord. La collaborazione è in linea con il piano in 10 punti per la transizione energetica del Governo britannico e si propone di verificare la fattibilità tecnica e commerciale di progetti a basse emissioni di anidride carbonica nella regione.

A luglio 2021 Eni UK, nel ruolo di capofila del Consorzio che svilupperà il progetto integrato di HyNet North West, ha sottomesso la documentazione per partecipare alla prima gara indetta dal Governo britannico per il Cluster Sequencing for Carbon Capture Usage and Storage Deployment: Phase 1 che in caso di successo consentirebbe a Eni UK ed ai partner del progetto di avere accesso cosiddetto Carbon Capture Storage Infrastructure Fund (CCFI), che prevede il finanziamento a fondo perduto di 1 miliardo di sterline per la realizzazione di quattro progetti per la cattura e lo stoccaggio di circa 10 milioni di tonnellate di CO2 al 2030. Il processo prevede due tranche con differenti tempi di avviamento, una entro il 2025 (progetti Track 1), e una entro il 2027 (progetti Track 2). Il fondo rientra nel piano più ampio di investimenti di 12 miliardi di sterline previsto dal Ten Point Plan presentato a novembre 2020 dal Governo britannico con l’obiettivo di guidare il Regno Unito verso la transizione energetica e promuovere la Rivoluzione Industriale Verde. Oltre alla CCS il piano intende promuovere anche altre tecnologie come l’eolico offshore, l’idrogeno blue e verde, il nucleare, la mobilità elettrica e l‘efficientamento energetico delle abitazioni.

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HyNet North West per la decarbonizzazione

Il progetto integrato consentirà di realizzare la prima infrastruttura di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) del Regno Unito.

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Produrremo energia elettrica da eolico offshore

A dicembre 2020 siamo entrati nel mercato della produzione di energia elettrica da eolico offshore nel Paese grazie all’acquisizione del 20% da Equinor e SSE Renewables del progetto Dogger Bank (A e B). Il piano prevede l’installazione di 190 turbine di ultima generazione da 13 MW ciascuna a una distanza di oltre 130 km dalle coste nordorientali del Paese per una potenza complessiva di 2,4 GW. A regime Dogger Bank sarà il progetto più grande del mondo e in grado di produrre elettricità rinnovabile pari a circa il 5% della domanda del Regno Unito, fornendo energia a circa sei milioni di case. La costruzione del parco eolico offshore si articolerà su due fasi, la prima delle quali sarà completata entro il 2023 e la seconda entro la fine del 2024. L’ingresso nel progetto Dogger Bank (A e B) ci consentirà di contribuire con 480 MW di energia verde al raggiungimento degli obiettivi di capacità installata da rinnovabili nel 2025, pari a 5GW, e di sfruttare eventuali sinergie con il business retail.

A luglio 2021 abbiamo costituito una partnership (Eni 50% e Red Rock Power Limited 50%) con Red Rock Power, azienda scozzese leader nello sviluppo di progetti eolici offshore, in vista della partecipazione congiunta al prossimo tender dell’eolico offshore in Scozia, ScotWind. Entrambe ci avvaliamo, inoltre, del supporto di Transmission Investment, società attiva nel settore della trasmissione di energia elettrica in UK. Valuteremo anche future opportunità nelle rinnovabili in Scozia e uniremo le competenze nello sviluppo di parchi eolici offshore, per sostenere insieme la transizione energetica e il raggiungimento dell’obiettivo “zero emissioni” in UK. In particolare, i futuri progetti nell’eolico offshore favoriranno le opportunità di crescita dell’industria locale e lo sviluppo di nuove tecnologie, contribuendo sia alla decarbonizzazione del Mare del Nord, sia al trasferimento di competenze verso il settore delle energie rinnovabili.

Perforazione offshore e workover

Operiamo con contratti di concessione nel Mare del Nord inglese e nel Mare d’Irlanda. Partecipiamo in quattro aree produttive, tra cui Liverpool Bay (Eni 100%) e Hewett Area (Eni 89,3%) come operatori. Gli altri principali giacimenti sono Elgin/Franklin (Eni 21,87%), Glenelg (Eni 8%), J-Block e Jasmine (Eni 33%) e Jade (Eni 7%). Le attività di sviluppo hanno riguardato il campo di Elgin/ Franklin ed i campi di Joanne e Jasmine con la perforazione di quattro nuovi pozzi, attualmente in produzione. Infine, partecipiamo in 15 blocchi esplorativi con quote comprese tra il 9% e il 100%, 12 dei quali operati.

A gennaio 2021 abbiamo ottenuto l’assegnazione di una nuova licenza di esplorazione e produzione nel Mare del Nord britannico come risultato della gara competitiva denominata 32° UK Offshore Licensing Round. La licenza ricopre un’area di circa 340 km2 ed è ubicata nel Mare del Nord settentrionale a circa 250 km dalla costa. L’area è situata in prossimità del limite tra acque inglesi e norvegesi dove recentemente sono state effettuate diverse scoperte a idrocarburi. La licenza ha un periodo esplorativo iniziale di sei anni ed è stata assegnata a Eni UK con interesse partecipativo del 100% e ruolo di operatore.

Le nostre attività nel settore del gas

Eni commercializza nel Regno Unito gas naturale attraverso la consociata ETS che, tra l’altro, vende il gas equity prodotto dai giacimenti Eni nel Mare del Nord e opera nei principali hub del Nord Europa (NBP, Zeebrugge, TTF). Nel 2020, le vendite Eni sono state di 1,62 miliardi di metri cubi con un decremento di 0,13 miliardi di metri cubi, pari al 7,4% rispetto al 2019 per la riduzione dei volumi venduti a clienti industriali.

Eni Global Energy Markets (EGEM)

A partire dal 1° gennaio 2021 tramite EGEM operiamo nel trading nei mercati internazionali di gas, power, CO2 (di cui è la nostra interfaccia unica), GNL e Oil derivatives, garantendo un approccio globale e integrato che viene rinforzato dalle relazioni e dall’ampio portafoglio di asset di Eni. 

 

Eni Trade & Biofuels

In linea con la nostra strategia in materia di transizione energetica globale, a partire dal 1° gennaio 2021, Eni Trade & Biofuels SpA ("ETB"), interamente controllata da Eni SpA, è l'unica entità responsabile del trading internazionale di greggio, prodotti petroliferi, materie prime bio per la produzione di biocarburanti e relativi derivati finanziari per il gruppo Eni.

Creiamo energia

Nel Paese, nei settori Exploration & Production, Refining & Marketing e Gas & Power in cui operiamo, ci impegniamo a innovare il settore energetico abbassando l’impronta carbonica e a tutelare l’ambiente di Liverpool Bay, località del Regno Unito dove partecipiamo in diverse aree produttive.

Liverpool Bay, biodiversità e stoccaggio CO₂

Dal 1995 abbiamo dato vita a diverse iniziative dedicate alla tutela dell’ambiente naturale e alla conservazione della biodiversità nel nord del Galles. A ottobre 2020 abbiamo ottenuto una licenza di sei anni per la realizzazione del progetto di stoccaggio permanente di anidride carbonica dall’Autorità britannica per il petrolio e il gas.

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Creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi

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Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico.

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Promuovere a gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, bloccare il degrado del suolo, fermare la perdita di biodiversità 

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FOCUS

Esploriamo l'Eurasia

L’Europa può avere un ruolo da protagonista anche energetico, soprattutto come comunità economica e sociale.

Il nuovo centro geo economico in Eurasia, rappresenta oggi un nuovo polo di sviluppo alternativo al centro euro-atlantico.

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La scommessa dell'Unione
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