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Eni e l’arte – Eni Museum

In quasi settant’anni, Eni ha raccolto decine di opere di grandi artisti e di talenti emergenti.

di Redazione Eni
2 min di lettura
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Le origini

In origine, fu la passione del fondatore, che era anche un collezionista, a dare impulso all’acquisto di opere da parte di Eni. Poi, col passare dei decenni, la nostra collezione di arte si è arricchita e strutturata seguendo un disegno sempre più preciso.

Gli anni Sessanta e Settanta

“Il Giorno”, il quotidiano milanese di cui Enrico Mattei è editore, organizza il 10 maggio 1958 alla Permanente di Milano la mostra “Giovani artisti italiani” che lascerà una forte traccia negli anni seguenti. Partecipano artisti di ogni tendenza: tra questi, Roberto Crippa, Giovanni Dova, Gianni Bertini, i sodali del gruppo Forma 1, Piero Dorazio, Carla Accardi, Pietro Consagra, Giò e Arnaldo Pomodoro.

Il mecenatismo avanzato di “Finesecolo”

Dopo la morte di Mattei, avvenuta nel 1962, si attenua l’interesse della Società alle acquisizioni artistiche, ma le acquisizioni riprendono in maniera continuativa a partire dalla metà degli anni Settanta. Sul finire degli anni Ottanta, i vertici di Eni inaugurano una fase di “mecenatismo avanzato”. Il progetto “Finesecolo” del 1991 prevede che per dieci anni Eni, Agip e Snam acquisiscano un certo numero di opere realizzate da artisti italiani nel corso dell’anno. È in questo contesto che il nostro patrimonio artistico si arricchisce di opere di grande rilievo, come “Tavola e città” di Valerio Adami, “Aeroplani”di Alighiero Boetti, “Senza Titolo” di Stefano Arienti e opere firmate da Mimmo Rotella e Salvatore Scarpitta. Negli ultimi anni del secolo agli acquisti di italiani si affiancano quelli di pittori e scultori stranieri, in particolare provenienti dai Paesi in cui Eni opera. 

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La direttrice del Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Maria Luisa Pacelli

Eni nel mondo, anche attraverso l’arte

Le opere d’arte raccolte nel tempo da Eni sono un patrimonio vivo, che continua a circolare nei musei d’Italia e del mondo. Così, le opere di Giorgio Morandi sono state ospitate in Russia, a New York, in Brasile, mentre il “Ritratto di signora” di Felice Casorati è stato a Madrid. La “Composizione sacra” di Mario Sironi è stata esposta a Roma e il “Pugile” di Francesco Messina è stato chiesto in prestito dal Museo San Domenico di Forlì nel 2013. Ancora, i quadri di Renato Guttuso “Paesaggio predesertico” e “Busto di donna” sono stati esibiti rispettivamente all’Estorick Collection of Modern Art di Londra nel 2015 e al Vittoriano.