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Il CNR per lo sviluppo sostenibile e la ricerca nel Sud

Acqua, agricoltura, Artico, fusione: lavoriamo coi CNR di Metaponto, Portici, Lecce e Gela su progetti di ricerca sulla decarbonizzazione.

Nei laboratori del Mezzogiorno per ridurre le emissioni

La prima intesa con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), risalente al 2009, fu rinnovata nel 2014. Nel 2018 abbiamo siglato un Memorandum of Understanding (MOU) e nel 2019 un Joint Research Agreement (JRA) per promuovere lo studio sullo sviluppo ambientale ed economico sostenibile in Italia e nel mondo, attraverso la collaborazione di quattro centri di ricerca in Campania, Sicilia, Basilicata e Puglia. Per cinque anni i ricercatori lavoreranno insieme per ridurre l’impronta carbonica nel settore energetico, promuovere l’economia circolare e la bioeconomia, sviluppare sistemi idrici e testare tecniche di agricoltura innovative e sostenibili. Le attività di ricerca congiunte del laboratorio Eni-CNR a Lecce, presso l’Istituto CNR Nanotec, sono dedicate all’analisi dei processi climatici legati alla destabilizzazione della criosfera artica e in particolare del permafrost, valutando gli effetti del suo scongelamento sull’oceano artico. Quello di Lecce sarà il primo centro multidisciplinare italiano per lo studio integrato di questo tema mettendo in campo laboratori e competenze specializzati nell’ambito delle nanotecnologie e materiali. Nel centro Eni-CNR di Gela “Ettore Maiorana” concentreremo le nostre ricerche sulla fusione. Condurremo complesse simulazioni teoriche al computer sulle caratteristiche dei plasmi e dei magneti superconduttori, sul modo in cui le centrali possono sfruttare le proprietà dei materiali e sui vantaggi di questo tipo di processo. In questa struttura studieremo il trasporto e lo stoccaggio della potenza elettrica, confrontandosi con gli altri centri CNR che operano in Sicilia. In Basilicata, presso il Centro Eni-CNR “Acqua” di Metaponto “Ipazia D’Alessandria” promuoveremo soluzioni e tecnologie innovative per aumentare produttività ed efficienza dell'uso dell'acqua nel settore agricolo, in particolar modo nelle aree del mondo più colpite dalla siccità. Infine, nel polo di ricerca agrario del CNR di Portici “Giampiero Maracchi” ci dedicheremo allo studio delle tecnologie che possono ridurre l’impatto in ambito agricolo e produrre biocarburanti da biomasse di scarto. Grazie a questi studi saremo in grado di promuovere un uso multifunzionale del territorio, di diversificare le coltivazioni a supporto della bioeconomia, in linea con gli SDG e con i programmi di ricerca europei sulla bioeconomia e l’agri-food

La sicurezza prima di tutto

Consideriamo la sicurezza sul lavoro un valore imprescindibile che condividiamo con i dipendenti, i contrattisti e le comunità locali. Per questa ragione mettiamo in atto tutte le azioni necessarie per evitare gli incidenti, tra cui modelli organizzativi per la valutazione e gestione dei rischi, piani di formazione, sviluppo di competenze e promozione della cultura della sicurezza.

I ricercatori del CNR e di Eni lavoreranno in linea con i principali obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per promuovere soluzioni e mitigare gli impatti crescenti della siccità nel Mediterraneo e in aree geografiche strategiche come il Corno d'Africa, il Sahel e del Medio Oriente.

Massimo Inguscio, Presidente del CNR
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SUPERVELOCE#2 - Insieme nella ricerca: la collaborazione fa la forza

Decarbonizzazione: istruzioni per l'uso

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