Eni partner è del progetto RhOME, presentato dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, grazie al quale l’Italia ha vinto il Solar Decathlon, le "olimpiadi" dell’architettura sostenibile.

La gara sull’architettura green, ideata dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti nel 2012, ha visto gareggiare progetti provenienti da diversi paesi nel mondo, valutandoli e mettendoli alla prova sotto molteplici punti di vista. Alla fine, il progetto RhOME ha sbaragliato la concorrenzaaggiudicandosi il primo posto.

Solar Decathlon

Solar Decathlon è da sempre legato alla costruzione di prototipi di case alimentate da energie rinnovabili, che offrano soluzioni abitative ad alta efficienza energetica. Tuttavia con l’edizione 2014 il tema della città ha assunto un peso maggiore delle edizioni precedenti, poiché da proposte per case isolate si è passati ai temi della densità e dell’aggregazione urbana di moduli abitativi ad energia rinnovabile. In questo senso, si è ridotta l’enfasi sulla produzione energetica, e sono cresciute invece quelle per l’efficienza e la sostenibilità, applicate non più soltanto ai processi di produzione dei materiali, ma anche a quelli della mobilità e della città in generale.

I progetti per Solar Decathlon 2014 devono quindi trovare un proprio territorio di riferimento, e il team ha scelto di lavorare nell’area romana, per cui "Rome" e "Home" si combinano in "RhOME".

L’area definita dal progetto è la periferia, nella quale interventi illegali che insistono prevalentemente in aree a vocazione ambientale (agro romano) e archeologica (molte le preesistenze di acquedotti e tombe) rendono urgente un risanamento volto alla rigenerazione urbana. Gli obiettivi sono quelli di combinare modelli insediativi con costruzioni sostenibili ad alta efficienza energetica, per arrivare all’ottimizzazione di cluster aggregativi adatti al contesto periferico, individuato in via esemplificativa nell’area della Torre del Fiscale.

Rhome

Il progetto RhOME prevede un’azione a tutto tondo volta non solo alla densificazione delle volumetrie abusive in edifici multipiano compatti insediati nei lotti ancora vuoti dei margini periferici della città, ma anche alla individuazione di proposte per: la mobilità sostenibile, il recupero dei suoli all’agricoltura, l’individuazione di modalità di riuso e riciclo dei rifiuti prima ancora del loro smaltimento, l’approvvigionamento e il consumo idrico, in reti urbane smart connected.

Il progetto cerca risposta anche alle più attuali esigenze demografiche, attraverso proposte di social housing per le nuove categorie di abitanti, ed in particolare per le famiglie "non tradizionali", single, giovani coppie, abitanti temporanei, con una domanda di tagli di alloggio notevolmente più piccoli di quelli comunemente presenti nell’offerta abitativa romana.

RhOME fa leva per la sua rapida costruzione sulle tecnologie contemporanee di prefabbricazione avanzata, che grazie ad impianti a controllo numerico consente, a partire da modelli informatici digitali, la mass customization per la produzione di componenti in legno per costruzioni antisismiche e reversibili.

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