Eni Award 2020

Eni Award: il nostro premio alla scienza dell’energia

Nel 2008 si è svolta la prima edizione di Eni Award. Da allora, sono stati premiati 87 ricercatori di 5 continenti. E la storia continua: sono aperti i bandi 2022.

di Eni Staff
29 luglio 2021
10 min di lettura
di Eni Staff
29 luglio 2021
10 min di lettura

Un appuntamento fisso per la ricerca internazionale

Premi Nobel del passato in giuria. Premi Nobel del futuro tra i premiati. Scoperte scientifiche importanti e il riconoscimento del valore che arriva anche dalle più alte cariche istituzionali, visto che la premiazione si svolge al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica. In poco più di dieci anni, Eni Award è diventato ben più di un premio aziendale. La sua storia attraversa cinque continenti e le vite di decine di ricercatori. È stato istituito nel 2008 ed è quindi un premio relativamente giovane, ma è già diventato un appuntamento fisso per il mondo della ricerca applicata al settore energetico.

I Bandi Eni Award 2022

Anche per l’anno 2022, Eni Award è composto dai tre Premi principali Frontiere dell’Energia, Soluzioni Ambientali Avanzate e Transizione Energetica, dal Premio Giovane Ricercatore dell’Anno, dal Premio Debutto nella ricerca: Giovani Talenti dall’Africa e dai Riconoscimenti all’Innovazione Eni riservati ai nostri ricercatori. Per ognuno di essi vi è un Bando specifico, mentre le regole generali del concorso sono contenute nel Regolamento.

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I vincitori dell'edizione 2020

Sono stati nominati i vincitori della tredicesima edizione del Premio Eni Award 2020 che verrà consegnato il prossimo 14 ottobre a Roma, durante la cerimonia ufficiale al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali che premia le migliori innovazioni nel settore degli idrocarburi per la decarbonizzazione del sistema energetico, è stato assegnato a David T. Allen dell’Università del Texas. Il premio Frontiere dell’energia, per ricerche sulle fonti di energia rinnovabile e sullo stoccaggio di energia, è stato assegnato a Chintamani Nages Ramachandra Rao, dell’International Centre for Materials Science di Bangalore. Infine, il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche sulla tutela di aria, acqua e terra e sulla bonifica di siti industriali, è stato assegnato a Jürgen Caro e Jörg Kärger, delle Università di Hannover e Lipsia rispettivamente.

Per la sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti dal continente africano, il premio è stato assegnato ad Alaa Abbas e Mohamed Ahmed Ismail Tarek dell’American University del Cairo e Djalila Ben Bouchta della Cairo University.

Per il premio Giovane Ricercatore dell’Anno, che ogni anno premia due ricercatori under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, i riconoscimenti sono stati assegnati a Matteo Morciano e Francesca De Falco.

Per la sezione Riconoscimento all’Innovazione Eni, che elegge i progetti più rivoluzionari sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati premiati:

  • Roberto Millini, Michela Bellettato e Giuseppe Bellussi per aver brevettato un processo di mineralizzazione della CO2 con fasi minerali naturali e l’impiego dei prodotti ottenuti nella formulazione dei cementi.
  • Giovanna Carpani, Ilaria Pietrini per la soluzione tecnologica E-Limina (Trademark), che collega l'indagine isotopica e microbiologica per l'analisi della biodegradazione per via naturale di siti contaminati (attenuazione naturale).
  • Filomena Castaldo, Orazio Lo Chiano, Alessandro Riva per la soluzione tecnologica della bio-fissazione della COultra-intensificata, che si basa sulla bio-fissazione della CO2 da parte di microalghe, in foto-bioreattori illuminati con una luce artificiale adatta alla loro fotosintesi.

Le sezioni attuali di Eni Award

  • Premio Transizione energetica: ricerca nell’ambito dell’utilizzo innovativo degli idrocarburi e dell’efficienza energetica come ponte verso la decarbonizzazione del sistema energetico.
  • Premio Frontiere dell’energia: innovazione tecnologica nel campo delle fonti di energia rinnovabile e dello stoccaggio di energia, nell’ottica della decarbonizzazione del sistema energetico e dell’accesso all’energia nei Paesi in via di sviluppo.
  • Premio Soluzioni ambientali avanzate: ricerca e sviluppo di tecnologie nel campo della tutela e del risanamento ambientale.
  • Premio Giovane ricercatore dell’anno: due premi destinati a laureati autori di tesi per il dottorato di ricerca svolte in università italiane sui temi della prevenzione dell’inquinamento delle acque, del suolo e dell’atmosfera, nonché del recupero e riutilizzo di siti industriali dismessi, dell’innovazione tecnologica nel campo delle energie rinnovabili e dello stoccaggio di energia, dell’utilizzo innovativo degli idrocarburi come ponte verso il processo di decarbonizzazione energetica.
  • Premio Debutto nella ricerca - Giovani talenti dall’Africa: quattro premi da assegnare a laureati provenienti da Paesi africani autori di tesi di laurea o di master svolte in università africane sui temi della prevenzione dell’inquinamento delle acque, del suolo e dell’atmosfera, nonché del recupero e riutilizzo di siti industriali, dell’innovazione tecnologica nel campo delle energie rinnovabili e dello stoccaggio di energia, dell’utilizzo innovativo degli idrocarburi come ponte verso il processo di decarbonizzazione energetica. La sezione è stata istituita nel 2017 in occasione del decennale del Premio.
  • Riconoscimenti all’innovazione Eni (donne e uomini che lavorano in Eni): un premio per le migliori idee in termini di impatto potenziale dell’innovazione da essa derivante tutelate da domande di brevetto depositate. E due premi per le migliori innovazioni tecnologiche generate dalla ricerca Eni.
La Commissione Scientifica del Premio che valuta le candidature e assegna i riconoscimenti è composta da scienziati che appartengono ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale. Attualmente si avvale della presenza del Prof. Jean-Marie Lehn, premio Nobel per la Chimica nel 1987. Ricordiamo, inoltre, Robert Richardson, premio Nobel per la Fisica nel 1996 e Sir Harold Kroto, premio Nobel per la Chimica nel 1996 recentemente scomparsi.
 

La storia di Eni Award attraverso i suoi protagonisti

Quest’infografica ripercorre la storia di Eni Award attraverso i volti dei suoi protagonisti, le videointerviste ai premiati e le descrizioni dettagliate delle ricerche, filtrabili per anno e per temi. L’evoluzione di un premio all’insegna dell’eccellenza.


L'energia del futuro comincia da qui

Dal 2008 a oggi Eni Award è diventato un punto di riferimento per l’innovazione sull’energia a livello internazionale. La sua storia comincia nel 2007 quando viene inserito nel Master Plan Tecnologico Eni e sostituito al premio Eni-Italgas con l’obiettivo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche, promuovere la scienza e la tecnologia applicate all’ambiente e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori.

Negli anni il Premio si è evoluto abbracciando temi come il risanamento ambientale, gli idrocarburi e le energie rinnovabili, con un occhio attento ai Paesi in via di sviluppo e alle idee dei giovani studenti e delle persone di Eni. A cadenza annuale, oggi Eni Award coinvolge sia le più importanti istituzioni scientifiche di tutto il mondo che i Centri di Ricerca di Eni.

Nel 2008 le candidature ammontavano a 167 e hanno raggiunto punte di 1.253 nel 2014. Per le categorie principali del premio la media è di oltre 600 application all’anno,  nonostante si sia deciso di stringere i parametri di ammissione per l’elevato numero di domande inoltrate e per alzare il livello qualitativo.

Nel complesso, i ricercatori che in questo decennio hanno presentato la loro candidatura per le tre categorie principali sono stati 8.506: 2.056 nel settore degli idrocarburi, 3.301 in quello delle rinnovabili e 3.149 nel campo della protezione dell’ambiente.

Comprendendo anche i premi ai giovani ricercatori, le candidature presentate dal 2008 a oggi sono 10.644 e cioè, in media, 819 all’anno.

Un numero imponente che ha raccolto il meglio della ricerca mondiale dimostrando la vivacità della ricerca innovativa e l’attenzione ai temi cruciali dell’energia e dell’ambiente.

I premiati: alcuni "case studies"

Eni Award ha premiato figure di grande prestigio: nel 2013, ad esempio, il riconoscimento per le energie rinnovabili è stato assegnato alla statunitense Frances H. Arnold che poi, nel 2018, è stata insignita del premio Nobel per la chimica dall’Accademia Reale delle Scienze della Svezia. Nel 2012, invece, per il suo lavoro sull’applicazione della geochimica degli isotopi stabili alla protezione delle risorse di falda e dell’ambiente, è stata scelta la canadese Barbara Sherwood Lollar, diventata famosa per i suoi studi della presenza di acqua su Marte. Eni Award, tra l’altro, si distingue per una importante presenza femminile fra i premiati: 7 su 20 sono donne.

Sempre nel 2013, il ricercatore italiano Roberto Danovaro è stato premiato per i suoi studi sull’ambiente marino e sul suo ruolo nel ciclo della CO2. Poco dopo il riconoscimento, ormai conosciuto in tutto il mondo, il professor Danovaro ha ottenuto l’incarico di Presidente della Stazione Geologica Anton Dohrn di Napoli: istituto nazionale di grande rilevanza internazionale.

Nel suo complesso, dalla sua istituzione a oggi, Eni Award ha visto partecipare illustri scienziati: da John Craig Venter, noto per la sequenziazione del genoma umano, a Gérard Férey, ricercatore dei solidi ibridi e inorganici nanoporosi scomparso nel 2017, fino a Emiliano Mutti, uno dei padri della geologia italiana moderna.