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Controlli e rischi

Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi è l’insieme di strumenti, strutture e regole per gestire e monitorare i rischi.

Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) comprende l’insieme di strumenti, strutture organizzative, norme e regole aziendali volte a consentire una conduzione dell’impresa di Eni sana, corretta e coerente con gli obiettivi aziendali definiti dal Consiglio di Amministrazione, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, così come attraverso la strutturazione di adeguati flussi informativi volti a garantire la circolazione delle informazioni.

Gli attori e i tre livelli di controllo

Gli attori del SCIGR agiscono secondo un modello a tre livelli di controllo:

  • il primo livello di controllo: identifica, valuta, gestisce e monitora i rischi di competenza in relazione ai quali individua e attua specifiche azioni di trattamento.
  • il secondo livello di controllo: monitora i principali rischi per assicurare l’efficacia e l’efficienza del loro trattamento, monitora l’adeguatezza e operatività dei controlli posti a presidio dei principali rischi e, inoltre, fornisce supporto al primo livello nella definizione e implementazione di adeguati sistemi di gestione dei principali rischi e dei relativi controlli.
  • il terzo livello di controllo: fornisce “assurance” indipendente e obiettiva sull’adeguatezza ed effettiva operatività del primo e secondo livello di controllo e, in generale, sul SCIGR di Eni nel suo complesso.

 

L’articolazione del primo e secondo livello di controllo è coerente con dimensione, complessità, profilo di rischio specifico e con il contesto regolamentare in cui ciascuna società opera.

Il terzo livello di controllo è garantito dalla Direzione Internal Audit di Eni SpA che, in base ad un modello accentrato, svolge verifiche con approccio “risk based” sul SCIGR di Eni nel suo complesso, attraverso interventi di monitoraggio su Eni SpA e società controllate.

Per consentire al management e agli organi di gestione e controllo di svolgere il proprio ruolo in materia di SCIGR, sono definiti appositi flussi informativi tra i suddetti livelli di controllo e i competenti organi di gestione e controllo, coordinati e adeguati in termini di contenuti e tempistiche.

27/09/2019 - 10:00 AM

Per garantire integrità, trasparenza, correttezza ed efficacia ai propri processi, Eni adotta regole per lo svolgimento delle attività aziendali e l’esercizio dei poteri, assicurando il rispetto dei principi generali di tracciabilità e segregazione.

Ogni articolazione di tale sistema è integrata dalle previsioni del Codice Etico della Società che, tra i valori fondamentali, individua la legittimità formale e sostanziale del comportamento dei componenti degli organi sociali e di tutti i dipendenti, la trasparenza anche contabile e la diffusione di una mentalità orientata all’esercizio del controllo.

Eni è consapevole, infatti, che gli investitori fanno affidamento sulla piena osservanza, da parte degli organi sociali, del management e dei dipendenti tutti, del sistema di regole costituenti il sistema di controllo interno aziendale.

Il 28 luglio 2010, il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato le Linee Fondamentali del Nuovo Sistema Normativo Eni, finalizzate a razionalizzare, integrare e semplificare il sistema di norme di Eni.

Il 23 giugno 2016 il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato un aggiornamento delle Linee Fondamentali al fine di adeguare il Sistema Normativo all’attuale struttura organizzativa di Eni, favorirne l’integrazione nei processi aziendali e renderlo più fruibile da parte delle società controllate.

27/09/2019 - 10:00 AM

Compliance Program Anti-corruzione

Lavoriamo con lealtà, correttezza, trasparenza, integrità, nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti.

Le regole e i controlli contro la corruzione

In coerenza con il principio di “zero tolerance” espresso nel Codice Etico, Eni ha voluto far fronte agli alti rischi cui la società va incontro nello svolgimento dell’attività di business dotandosi di un articolato sistema di regole e controlli finalizzati alla prevenzione dei reati di corruzione  (“Compliance Program Anti-Corruzione”). Il Compliance Program Anti-Corruzione di Eni, elaborato in coerenza con le vigenti disposizioni anticorruzione applicabili e le Convenzioni Internazionali si connota per la sua dinamicità e per la costante attenzione all’evoluzione del panorama normativo nazionale e internazionale e delle best practice. L’esperienza di Eni in materia anti-corruzione matura anche attraverso la continua partecipazione a convegni e gruppi di lavoro internazionali che rappresentano per Eni strumento di crescita e di promozione e diffusione dei propri valori (ad esempio PACI, B20, Global Compact delle Nazioni Unite, ABC Benchmarking Group e OCSE).

Normative Anti-Corruzione

L’attuale corpo normativo anti-corruzione di Eni è costituito dalla Management System Guideline Anti-Corruzione che individua le aree di attività a rischio corruzione e stabilisce i principi generali di riferimento da seguire nello svolgimento delle attività ricadenti in dette aree e da specifici strumenti normativi anti-corruzione che dettano la disciplina di dettaglio applicabile alla gestione dei singoli processi aziendali a rischio corruzione.

Adozione e implementazione

L’adozione degli strumenti normativi anti-corruzione  è obbligatoria per Eni SpA e per tutte le sue società controllate, in Italia e all’estero, mediante delibera del proprio Consiglio di Amministrazione. Inoltre è previsto che le società o enti in cui Eni non ha una partecipazione di controllo soddisfino gli standard indicati negli strumenti normativi anti-corruzione mantenendo un adeguato sistema di controllo interno in coerenza con i requisiti stabiliti dalle leggi anti-corruzione.

Unità Anti-Corruzione

Al fine di assicurare l’effettività del Compliance Program Anti-Corruzione di Eni è stata creata una struttura organizzativa dedicata, con il ruolo di prestare assistenza specialistica anti-corruzione a Eni e alle società controllate non quotate di Eni sia in Italia sia all’estero. Questa unità è posta a diretto riporto della Direzione “Compliance Integrata”, a sua volta alle dirette dipendenze dell’Amministratore Delegato di Eni SpA.

Due diligence

Al fine di presidiare possibili criticità, il Compliance Program Anti-Corruzione di Eni prevede l’esecuzione di una due diligence anti-corruzione sulle controparti a rischio. Nel corso della due diligence viene valutata l’integrità, l’affidabilità professionale e la reputazione della potenziale controparte. Ogni due diligence deve essere avviata tempestivamente e, comunque, deve essere completata prima dell’eventuale assunzione di impegni con le controparti a rischio. Tale attività è esercitata da Eni, in qualità di Titolare, nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (UE) 2016/679 ( “GDPR”) e dei principi di correttezza e trasparenza, finalità, esattezza, minimizzazione, conservazione, integrità e sicurezza, responsabilizzazione e tutela dei diritti dell’interessato.

Contrastiamo la corruzione anche con la formazione

Nella consapevolezza che il primo elemento per lo sviluppo di un’efficace strategia di contrasto alla corruzione è rappresentato da un’approfondita conoscenza degli strumenti di prevenzione, Eni promuove la diffuzione della cultura della Compliance all’interno della società mediante diverse inizitive di comunicazione interna (ad esempio nel 2018 mediante la sitcom “Compliance Tips”). Inoltre, Eni tramite l’unità anti-corruzione svolge una capillare attività di sensibilizzazione e formazione, mediante un articolato sistema di messaging e un programma di formazione obbligatoria periodica. In particolare viene erogato un programma di formazione per il personale Eni articolato in corsi online (“e-learning”), eventi formativi in aula di carattere generale (“workshop anti-corruzione generale”) e “job specific training” destinati ad aree professionali a specifico rischio di corruzione. In questi corsi viene fornita una panoramica delle leggi anti-corruzione applicabili in Eni, illustrati gli strumenti per riconoscere le aree di rischio corruzione e applicare i presidi di controllo che Eni ha definito in relazione a queste aree. Inoltre, vengono descritte le modalità di reporting, incluse quelle del Whisteblowing, rispetto a qualsiasi violazione sospetta o nota delle leggi anti-corruzione o del Compliance Program Anti-Corruzione di Eni. 

Al fine di ottimizzare l’individuazione dei destinatari delle diverse iniziative formative, viene utilizzata una metodologia per la segmentazione sistematica delle persone Eni sulla base del livello di rischio di corruzione in funzione di specifici driver di rischiosità come ad esempio Paese, qualifica, famiglia professionale.

Inoltre, a partire dal  2018, l’unità anti-corruzione ha avviato il programma di formazione anti-corruzione, sia on-line che in aula, per alcune categorie di partner di Eni. L’obiettivo di tale programma è quello di sensibilizzare i terzi sul tema della corruzione e in particolare su come riconoscere un comportamento corruttivo e come prevenire la violazione delle leggi anti-corruzione nell’ambito della loro attività professionale.

Riconoscimenti del Compliance Program Anti-Corruzione di Eni

Il Compliance Program Anti-Corruzione di Eni S.p.A. è certificato ai sensi della norma ISO 37001:2016 “Antibribery Management Systems”.

Eni S.p.A. è stata la prima società italiana ad ottenere a gennaio 2017 detta certificazione e, ai fini del suo mantenimento, la società è soggetta periodicamente ad audit di sorveglianza. Nell’ultimo trimestre 2019, inoltre, si è svolto, e concluso con esito positivo, il primo audit di ricertificazione, nel corso del quale, l’ente certificatore ha verificato l’applicazione del sistema di gestione anti-corruzione mediante una complessa e pervasiva analisi documentale, nonché mediante verifiche e interviste “sul campo”. 

19/02/2020 - 10:00 AM

Il Modello 231: organizzazione, gestione e controllo

La disciplina della “responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato” (decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231), in cui il Modello 231 di Eni trova fondamento, prevede che le società possano essere sanzionate, in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a taluni reati commessi o tentati – in Italia o all'estero – nell'interesse o a vantaggio della società da parte di persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della Società o di una sua unità finanziariamente autonoma e funzionale, nonché da persone che ne esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo (cosiddetti soggetti in posizione apicale) e, infine, da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei suddetti. 
Il Modello 231 di Eni, di cui il Codice Etico della Società costituisce un principio fondamentale di riferimento, è stato adottato per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione di Eni nel dicembre 2003-gennaio 2004 e successivamente aggiornato (da ultimo, il 4 giugno 2020). Contestualmente all’adozione del Modello 231, è stato istituito il relativo Organismo di Vigilanza con il compito di vigilare sull’effettività e sull’adeguatezza del Modello 231, riferendo in merito alla sua attuazione al vertice societario. L’Organismo di Vigilanza è formato da componenti interni a Eni ed esterni, fra cui il Presidente, in possesso di specifici requisiti.
La responsabilità dell’aggiornamento del Modello 231 è dell’Amministratore Delegato, già incaricato della sua attuazione. Le modifiche al documento “Modello 231 di Eni SpA” sono approvate dal Consiglio di Amministrazione, previa informativa al Collegio Sindacale. Eni promuove l’adozione ed efficace attuazione da parte di tutte le società controllate di idonei sistemi di prevenzione del rischio di responsabilità di impresa derivante da reato. A tal fine le regole del sistema normativo interno di Eni assicurano che tutte le Società Controllate italiane adottino, nella gestione delle attività a rischio ai fini della responsabilità di impresa, principi e presidi di controllo coerenti con i principi e i presidi di controllo previsti nel presente Modello 231. I rappresentanti indicati da Eni negli organi sociali delle partecipate, nei consorzi e nelle joint-venture promuovono l’adozione di sistemi di prevenzione del rischio di responsabilità di impresa derivante da reato, in coerenza con le misure adottate dalle società del gruppo Eni.

Modello 231

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18/06/2020 - 10:00 AM

Segnalazioni, anche anonime, ricevute da Eni

Eni permette a chiunque di trasmettere, anche in forma confidenziale o anonima, segnalazioni su comportamenti posti in essere in violazione di:  Codice Etico,  Modello 231 o Modelli di Compliance per le controllate estere, leggi, regolamenti, provvedimenti delle Autorità, normative interne, comunque idonei ad arrecare danno o pregiudizio, anche solo d’immagine, ad Eni. La disciplina in materia è contenuta nella normativa "Segnalazioni, anche anonime, ricevute da Eni spa e da società controllate in Italia e all’estero", approvata dal Collegio Sindacale di Eni, quale Audit Committee ai sensi della normativa SOA. 
 

AVVISO: Puoi utilizzare questo link esclusivamente per le finalità indicate. Se sei un cliente Eni e vuoi segnalare problematiche di natura commerciale consulta le pagine dedicate a Gas e Luce, Carburanti, Car Sharing  e Multicard

Le segnalazioni possono essere inoltrate attraverso un’apposito form.

Invia una segnalazione

Normativa sulle segnalazioni, anche anonime, ricevute da Eni

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Informativa sul trattamento dati Eni S.p.a. 2019

PDF 101.76 KB 29 maggio 2019 CEST 00:00
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27/09/2019 - 10:00 AM

Operazioni con interessi degli Amministratori e Sindaci e operazioni con parti correlate

Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato una normativa per assicurare trasparenza e correttezza sostanziale e procedurale alle operazioni nelle quali un Amministratore o un Sindaco abbiano un interesse, nonché alle operazioni con parti correlate.

La normativa, che distingue la disciplina delle operazioni in ragione della relativa rilevanza, riprende le previsioni del Regolamento Consob in materia, estendendole a tutte le operazioni compiute dalle società controllate con le parti correlate di Eni in ottica di maggior tutela e operatività, ampliando inoltre la definizione di parte correlata.

Il Consiglio ha attribuito un ruolo centrale agli amministratori indipendenti riuniti nel Comitato Controllo e Rischi, o nel Compensation Committee nel caso di operazioni in materia di remunerazioni. Al fine di assicurare un efficace sistema di controllo sulle operazioni effettuate, è stato previsto che l’Amministratore Delegato renda al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale un’informativa bimestrale e semestrale sulle operazioni eseguite nel periodo di riferimento. Con riferimento all'informativa al pubblico, sono state integralmente richiamate le disposizioni in materia previste dal Regolamento Consob.

La normativa è stata modificata da ultimo il 4 aprile 2017 in ottica di ulteriore allineamento ai benchmark di riferimento e alle best pratice in materia, in particolare sulle soglie di esiguità, cumulo delle operazioni di importo esiguo e informativa periodica verso gli organi sociali.

27/09/2019 - 10:00 AM

Compliance Program Antitrust

Per garantire il rispetto della normativa antitrust – rientrante tra le norme poste a tutela della leale concorrenza, al cui rispetto si richiama espressamente anche il Codice Etico – Eni si è dotata di un apposito strumento normativo, volto a diffondere la conoscenza della normativa antitrust all’interno di Eni e delle sue controllate, italiane ed estere, e ad assicurare adeguati presidi per la prevenzione delle violazioni.

In ottica di continuous improvement, tale strumento normativo è stato oggetto di successivi aggiornamenti e, da ultimo, nell’aprile 2017, trasformato in un vero e proprio Compliance Program Antitrust, codificato all’interno della Management System Guideline Antitrust (MSG Antitrust), che si applica ad Eni e alle sue controllate. Eni si impegna inoltre a utilizzare la propria influenza affinché le società e gli altri enti cui partecipa senza averne il controllo si dotino di linee guida analoghe a quelle contenute nella MSG Antitrust.

In attuazione del Compliance Program Antitrust, un’apposita funzione aziendale ha il compito di svolgere valutazioni preventive circa la conformità delle iniziative di business alla normativa antitrust – identificando i rischi connessi e indicando specifici controlli per la mitigazione degli stessi – e di effettuare un periodico esame dell’adeguatezza del Compliance Program Antitrust, tenendo conto dei rischi riscontrati e delle linee guida e best practice di riferimento, anche al fine di proporre eventuali aggiornamenti.

La stessa funzione aziendale cura inoltre le iniziative formative in materia.

MSG Codice Antitrust

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14/02/2020 - 10:00 AM

Market Abuse - Procedura Abuso delle Informazioni di Mercato (Emittenti)

Eni riconosce che le informazioni sono un asset strategico, che deve essere gestito in modo da assicurare la tutela degli interessi dell’impresa, degli azionisti e del mercato.

Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato la Procedura Abuso delle Informazioni di Mercato (Emittenti), su proposta dell’Amministratore Delegato, con parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi.

La Procedura, aggiornando per gli aspetti relativi agli “emittenti” la precedente normativa Eni in materia, recepisce le modifiche introdotte dal Regolamento n. 596/2014/UE del 16 aprile 2014 e dai relativi Regolamenti di attuazione, nonché dalle norme nazionali, tenendo conto degli orientamenti istituzionali italiani e esteri in materia.

La Procedura - ripercorrendo l’evoluzione delle informazioni aziendali all’interno di Eni – disciplina i principi di comportamento per la tutela della loro riservatezza in generale, affinché i componenti degli organi sociali, i dipendenti, e le persone che lavorano in nome e per conto di Eni si attengano ad essi nell’ambito delle mansioni assegnate e nello svolgimento dei loro compiti, come richiesto anche dal Codice Etico di Eni e dalle misure di sicurezza aziendali.

La Procedura:

i. definisce i principi di comportamento per la gestione interna e la comunicazione all’esterno delle informazioni aziendali e, in particolare, delle informazioni privilegiate, incluse quelle che riguardano direttamente Eni, come raccomandato anche dal Codice di Autodisciplina, ripercorrendo i divieti di abuso e comunicazione illecita di informazioni privilegiate e le relative sanzioni;

ii. descrive i flussi informativi e autorizzativi, individuando ruoli e responsabilità connessi alla qualifica di un’informazione come “privilegiata”, e, successivamente, per l’elaborazione dei comunicati stampa, affinché le informazioni siano comunicate al pubblico prima possibile o sia eccezionalmente attivata la procedura del ritardo sussistendone i presupposti di legge; la Procedura definisce altresì le regole per acquisire dalle società controllate i dati e le notizie necessari a fornire un’adeguata e tempestiva informativa al pubblico;

iii. come raccomandato da Consob, disciplina il monitoraggio dell’evoluzione di un’informazione fino a divenire informazione privilegiata per Eni, partendo dalla mappatura delle tipologie di informazioni rilevanti e individuando i presidi a tutela della segregazione e della riservatezza delle informazioni (fra cui “Relevant Information List” e “Registro delle persone che hanno accesso alle informazioni privilegiate”);

disciplina gli obblighi generali di comportamento in relazione alle operazioni su titoli Eni (in particolare, “Managers’ Transactions” e “Blocking Period”).

27/09/2019 - 10:00 AM

La gestione delle segnalazioni di Eni

Eni è dotata di un sistema di gestione delle segnalazioni, anche anonime, valido in Italia e all'estero e per tutte le aziende del gruppo.

Assicuriamo la corretta ricezione gestione, analisi e trattamento delle Segnalazioni, anche anonime, ricevute da Eni SpA e da sue controllate, in Italia e all'estero. Gli esiti delle verifiche effettuate dalla funzione Internal Audit sui casi sono presentati agli organismi interni interfunzionali, al Collegio Sindacale, all'Organismo di Vigilanza e al top management sia di Eni SpA che di ciascuna delle controllate non quotate interessate.

Analisi e gestione delle segnalazioni

In osservanza di quanto previsto dal Sarbanes - Oxley Act del 2002, dal Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. n. 231 del 2001 e dagli Strumenti Normativi interni Anti-Corruzione, abbiamo adottato un sistema di gestione delle segnalazioni (Segnalazioni anche Anonime Ricevute da Eni) che ci permette di gestire le segnalazioni, anche anonime, ricevute da Eni SpA e dalle società controllate in Italia e all’estero. Garantiamo la ricezione, l'analisi e il trattamento di segnalazioni inoltrate da chiunque, stakeholder, Persone di Eni (personale di Eni e tutti coloro, sia persone fisiche che giuridiche, che operano in Italia e all’estero per il conseguimento degli obiettivi di Eni, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni e responsabilità ) e altri soggetti terzi o dipendenti, anche in forma confidenziale o anonima. Si tratta di segnalazioni aventi a oggetto il mancato rispetto di leggi e normative esterne, nonché di norme del sistema normativo di Eni, incluse ipotesi di frodi sul patrimonio aziendale e/o sull’informativa finanziaria; tra gli eventi oggetto di accertamento rientrano le condotte illegittime ai sensi del D.Lgs. 231 del 2001 e/o le violazioni di natura dolosa o fraudolenta del Modello 231 o dei Modelli di Compliance per le controllate estere, inclusi possibili fatti di corruzione (attiva o passiva) o la violazione di strumenti normativi anti-corruzione o del Codice Etico Eni., relative a problematiche di controllo interno (rispetto di leggi e normative esterne, nonché di regole e procedure aziendali, frodi sul patrimonio aziendale e informativa societaria, responsabilità amministrativa della società, ecc.), o di altre materie in violazione del nostro Codice Etico (tematiche attinenti l'etica dei comportamenti, pratiche di mobbing, molestie, conflitti relativi alla gestione del personale, ecc.). Gli esiti dell'istruttoria condotta dall’Internal Audit sui casi segnalati sono sottoposti all’attenzione di organismi interni inter-funzionali dedicati alla gestione delle segnalazioni, del Collegio Sindacale, nonché, per le segnalazioni di rispettiva competenza, dell’Organismo di Vigilanza e dei vertici aziendali di Eni SpA e dei Vertici e degli organi di controllo e vigilanza di ciascuna Società Controllata Non Quotata interessata. È garantita la massima riservatezza sui soggetti e sui fatti segnalati, nonché e l’anonimato dei segnalanti, affinché chi effettua la segnalazione non sia soggetto ad alcuna forma di ritorsione.

Gestione delle segnalazioni (a)

2016 2017 2018
Fascicoli di segnalazioni aperti nell’anno di cui 103 73 81
Fascicoli di segnalazioni sistema di controllo interno e gestione dei rischi suddivisi per processo oggetto della segnalazione: 73 58 69
approvvigionamenti 17 12 14
risorse umane 10 8 11
manutenzione 6 5 8
commerciale 10 10 6
logistica materie prime e prodotti 6 4 6
HSE 4 3 5
altro (security,operations, portfolio management e trading, …) 20 16 19
Fascicoli di segnalazioni altre materie su presunte violazioni del Codice Etico 30 15 12
Fascicoli di segnalazioni chiusi nell’anno suddivisi per esito dell’istruttoria, di cui: 111 83 79
Fondati 27 10 15
altre materie 9 2 4
sistema di controllo interno e gestione dei rischi 18 8 11
Non fondati con adozione di azioni di miglioramento 36 35 30
altre materie 11 8 2
sistema di controllo interno e gestione dei rischi 25 27 28
Non fondati/generici 48 38 34
altre materie 18 12 8
sistema di controllo interno e gestione dei rischi 30 26 26

Note
(a) I dati relativi a Segnalazioni contenuti in questa sezione si riferiscono a Eni SpA e sue controllate.

Gestione delle segnalazioni e rispetto diritti umani

Per quanto concerne le segnalazioni, nel 2018 è stata completata l’istruttoria su 79 fascicoli, di cui 31 includevano tematiche afferenti i diritti umani, principalmente relativi a potenziali impatti sui diritti dei lavoratori.

Tra queste sono state verificate 34 asserzioni: per 9 sono stati confermati, almeno in parte, i fatti segnalati e sono state intraprese azioni per mitigarne e/o minimizzarne gli impatti tra cui: i) azioni sul Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, relativi a implementazione e rafforzamento di controlli in essere, interventi di sensibilizzazione e formazione verso i dipendenti, ii) azioni verso i fornitori e, iii) azioni verso i dipendenti, quali provvedimenti disciplinari, secondo il Modello 231 e il contratto collettivo di lavoro e le altre norme nazionali applicabili.

A fine anno risultano ancora aperti 21 fascicoli, in 5 dei quali sono richiamate tematiche relative ai diritti umani, riguardanti principalmente potenziali impatti sui diritti dei lavoratori.

Report di segnalazione (a) su violazioni dei diritti umani

2016 2017 2018
Fascicoli di segnalazioni (asserzioni)b afferenti il rispetto dei diritti umani chiusi nell’anno e suddivisi per esito dell’istruttoria e per tipologia: 36 29 (32) 31 (34)
Asserzioni fondate 11 3 9
Potenziali impatti socioeconomici sulle comunità localic 0 0 0
Potenziali impatti sulla salute, la sicurezza e/o l’incolumità delle comunità localid 1 0 0
Potenziali impatti sui diritti dei lavoratorie 9 3 6
Potenziali impatti sulla salute e sicurezza occupazionalef 1 0 3
Asserzioni non fondate con adozione di azioni di miglioramento 6 9 9
Potenziali impatti socioeconomici sulle comunità localic 0 0 0
Potenziali impatti sulla salute, la sicurezza e/o l’incolumità delle comunità localid 0 0 0
Potenziali impatti sui diritti dei lavoratorie 6 8 8
Potenziali impatti sulla salute e sicurezza occupazionalef 0 1 1
Asserzioni non fondate/generiche 19 20 16
Potenziali impatti socioeconomici sulle comunità localic 0 0 0
Potenziali impatti sulla salute, la sicurezza e/o l’incolumità delle comunità localid 1 2 2
Potenziali impatti sui diritti dei lavoratorie 14 15 12
Potenziali impatti sulla salute e sicurezza occupazionalef 4 3 2

Note
(a) Fascicolo di segnalazione: è un documento di sintesi degli accertamenti condotti sulla/e segnalazione/i (che può contenere una o più asserzioni circostanziate e verificabili) nel quale sono riportati la sintesi dell’istruttoria eseguita sui fatti oggetto della segnalazione, l’esito degli accertamenti svolti e gli eventuali piani d’azione individuati.

(b) Per l’anno 2016 il dato rappresentato si riferisce ai fascicoli e non alle asserzioni.

(c) Incluse problematiche relative ai processi di consultazione e/o compensazione e all’aumento dei conflitti.

(d) Inclusi sversamenti, inquinamento atmosferico, incidenti, ecc.

(e) Inclusi discriminazione, violazione diritti sindacali, lavoro forzato, minorile e condizioni di lavoro non dignitose (incluse molestie e mobbing, salari inferiori al minimo e/o non dignitosi).

(f) Inclusi ambienti di lavoro insalubri e/o insicuri.