Le nostre attività in Kenya

Operiamo nel Paese dal 2012 nel settore Exploration & Production e realizziamo progetti per il territorio. Abbiamo contribuito ad avviare un nuovo modello industriale che integra l’economia circolare lungo la filiera e nel 2022 abbiamo avviato la produzione del primo bio-olio sul territorio.

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SEMAKENYA II, il programma per promuovere agro-ecologia e biocarburanti

A dicembre 2022 abbiamo avviato il programma SEMAKENYA II con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e l’Ambasciata d’Italia a Nairobi, per sperimentare tecnologie e pratiche agronomiche sostenibili resilienti al clima nella Contea di Makueni. Il progetto supporterà la coltivazione di varietà di ricino su campi pilota e la valorizzazione di colture locali resistenti alla siccità, come legumi e frutti tropicali, con un forte potenziale di commercializzazione sui mercati nazionali e internazionali. Sarà introdotta anche una piattaforma digitale che collegherà direttamente gli agricoltori agli acquirenti, con l’obiettivo di garantire un commercio più equo per gli agricoltori e un prodotto di qualità che soddisfi le richieste del mercato.

L’esplorazione delle acque profonde

Concentriamo le operazioni esplorative nell’offshore del Paese, in sei blocchi situati nelle acque profonde del Bacino di Lamu, a una profondità tra i mille e i quattromila metri. La storia della nostra presenza nel Paese affonda le sue radici nel 1960 con la nascita della società Agip Kenya che si occupava di importare e distribuire prodotti e sottoprodotti petroliferi, concimi azotati e gomma sintetica. A dicembre 2020, nell’incontro avvenuto tra l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi e il Presidente della Repubblica del Kenya Uhuru Kenyatta, sono stati firmati degli emendamenti ai contratti di Production Sharing (PSC) in vigore, relativi a tre permessi esplorativi nell’offshore antistante Mombasa.

Economia circolare in Kenya

A ottobre 2022, il primo cargo di olio vegetale per la bioraffinazione prodotto da Eni in Kenya è partito dal porto di Mombasa, diretto alla bioraffineria di Gela. A soli tre mesi dallo startup dell’agri-hub di Makueni inizia l’export di olio vegetale per le bioraffinerie, attraverso un modello di integrazione verticale che consente di promuovere uno sviluppo locale sostenibile e di valorizzare la filiera per la produzione di biocarburanti.

A luglio 2021 abbiamo firmato un Memorandum d’Intesa con il Ministero del Petrolio e delle Attività Minerarie del Kenya per promuovere il processo di decarbonizzazione, attraverso un nuovo modello industriale che integra l’economia circolare lungo l’intera filiera attraverso l’avanzamento di partnership e finanziamenti internazionali. Il Paese rappresenta una delle economie più sviluppate dell’Africa subsahariana, con il settore agricolo che gioca un ruolo dominante contribuendo al 33% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e impiega oltre la metà della forza lavoro complessiva. Abbiamo avviato dei progetti agricoli grazie a cui produrremo agri-feedstock, ovvero materia prima per l’approvvigionamento delle bioraffinerie Eni di Gela e Venezia. Inoltre, valuteremo insieme anche l’opportunità di costruire un impianto di bio-etanolo di seconda generazione da biomasse di scarto, con le tecnologie Eni Ecofining™ e Proesa®. I progetti di sviluppo agricolo puntano allo sviluppo di colture oleaginose sostenibili e altri coprodotti agroindustriali, mentre le iniziative relative alla raccolta di scarti e residui saranno incentrate sulla promozione e la messa in atto di un sistema di raccolta degli oli vegetali esausti di altri residui agroalimentari.

A distanza di pochi mesi dall’accordo abbiamo fornito le sementi di ricino a circa 25.000 beneficiari ed avviato la raccolta di semi di croton e di cotone, mentre dopo un anno abbiamo avviato con le istituzioni la produzione di olio vegetale dal primo agri-hub entrato in funzione il 18 luglio 2022 a Wote, nella Contea di Makueni. Sempre in Kenya, stiamo portando avanti la raccolta dell’olio di cucina esausto (UCO), sostanzialmente olio fritto, coinvolgendo catene di fast food, ristoranti e alberghi. L’avvio della produzione di biocarburanti a livello industriale nel Paese prevede complessivamente la realizzazione di 20 agri hub. Il piano include anche lo studio per la conversione della raffineria di Mombasa in bioraffineria per la produzione di HVO e SAF.

Creiamo energia

Operiamo nel Paese grazie alla nostra controllata Eni Kenya. Oltre alle attività di business siamo impegnati in iniziative per lo sviluppo socio-economico del territorio, come quella che ha visto la realizzazione di un impianto a energia solare per garantire alla popolazione l’accesso all’acqua nella Contea di Lamu. 

Seeds for energy

In Kenya il progetto prevede il coinvolgimento di circa 25 mila famiglie di agricoltori locali nella produzione di 200 mila tonnellate all’anno di agri-feedstock entro il 2026, a partire dalla coltivazione del ricino, la raccolta del croton e la valorizzazione dei co-prodotti dell’industria locale del cotone, per cui si attendono 30 mila tonnellate all’anno nel 2023.

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Nuove strategie per decarbonizzare i trasporti

Biocarburanti a partire dal ricino, dalle noci di croton e dal cotone. È questo il futuro del sistema di bioraffinazione di Eni. Il progetto in Kenya è partito ufficialmente a luglio 2021, con la firma di un Memorandum d’intesa con il Governo.

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Energia per lo sviluppo

Un libro fotografico per raccontare il nostro impegno in alcuni dei Paesi in cui operiamo.

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A luglio 2021, tramite la consociata Eni Kenya abbiamo firmato un Memorandum con la Sede di Nairobi dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), per individuare possibili opportunità di collaborazione in settori chiave per lo sviluppo del Paese, quali agricoltura e catene del valore, ambiente, saluteformazione e istruzione professionale, accesso all'energia, energia verde e innovazione. L'accordo, dalla durata quadriennale, intende promuovere e rafforzare il Sistema Italia all'estero e si inserisce nella strategia di Eni e Aics di far leva sui partenariati pubblico-privati, che le Nazioni Unite indicano come strumento chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

A giugno 2021, tramite Eni Kenya e la National Oil Corporation of Kenya (NOCK), abbiamo consegnato una cucina e una mensa alla scuola media Mwakichuchu a Voi, nella contea di Taita-Taveta. Il progetto rappresenta la seconda fase dell'investimento nella scuola, volto a migliorare i suoi servizi sociali dopo la costruzione di due case per il personale e un’area per le abluzioni, completate e consegnate nell'ottobre 2018. La struttura polivalente comprende una cucina e una sala attrezzata con tavoli e panche, che può essere utilizzata anche come mensa e aula per il teatro. La scuola conta attualmente 309 studenti, un numero destinato ad aumentare. Questo progetto fornirà uno spazio fondamentale per ospitare tutti gli studenti durante i pasti, a prova di distanziamento sociale. Inoltre, abbiamo anche donato mille mascherine alla scuola, per la gestione della pandemia da Covid-19. A ottobre 2021, tramite Eni Kenya e il suo partner National Oil Corporation of Kenya, abbiamo consegnato un laboratorio avanzato di scienze alla scuola secondaria Lunga Lunga, nella Contea di Kwale. Il progetto è un’opportunità per gli 816 studenti frequentanti (164 ragazze e 652 ragazzi) e va ad aggiungersi all’unico laboratorio già presente nella scuola. Il nuovo laboratorio ospiterà lezioni pratiche di chimica, fisica e biologia in un ambiente moderno e funzionale. L'accesso a un'istruzione di qualità, infatti, è uno dei pilastri del progetto di sviluppo locale di Eni, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG 4), che mira a promuovere e sostenere il progresso educativo per garantire un futuro sostenibile alle giovani generazioni. Inoltre, i partner hanno donato alla scuola cinque serbatoi da 10.000 litri da utilizzare per raccogliere l'acqua piovana a uso potabile e per cucinare.  Nello stesso anno abbiamo firmato un cooperation agreement con AVSI per l’installazione pilota di pannelli fotovoltaici organici (OPV) in una scuola della stessa contea. 

Creato nel 1991 sul territorio della Contea di Garissa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per ospitare le popolazioni somale in fuga dalla guerra civile, il campo di Dadaab è composto di 5 campi profughi per un totale di oltre 420.000 rifugiati. Il 60% della popolazione ha meno di 18 anni, meno del 50% frequenta la scuola e il 61% non ha accesso all’energia. La storia di Eni a Dadaab nasce nel 2015, quando l’AD Claudio Descalzi, nel corso di un’iniziativa organizzata dalla Vodafone Foundation, ha potuto dialogare con un gruppo di ragazzi tra i 16 e i 22 anni provenienti dal campo profughi. Di lì a breve, Eni ha realizzato una serie di attività per migliorare l’accesso all’educazione nel campo attraverso la fornitura di energia solare alle strutture prive di corrente elettrica. Sono state illuminate undici scuole e sono stati installati i primi impianti solari, con circa diecimila persone che hanno così potuto imparare a leggere e scrivere. L’analisi esecutiva del progetto è stata elaborata in collaborazione con UNHCR e il Ministero dell’Energia e del Petrolio del Kenya e la Fondazione AVSI - People for development. A causa del lockdown proclamato dal Governo del Kenya a seguito della pandemia di Covid-19, le scuole del campo sono state chiuse. AVSI ha sviluppato e implementato metodi alternativi per diffondere le informazioni riguardanti il Covid-19 e ha introdotto metodologie di apprendimento e didattica a distanza che salvaguardassero la salute di insegnanti, bambini, genitori e assistenti. Grazie al lavoro fatto precedentemente da Eni è stato possibile creare un contesto valido in cui le attività sono potute proseguire.

COVID-19: il nostro impegno globale

Ci siamo assunti la responsabilità di prevenire e contrastare la diffusione della pandemia COVID-19 nei Paesi in cui operiamo, avviando numerose iniziative.