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L’impegno di Eni per il rispetto dei diritti umani

La dignità di ciascun essere umano e il benessere delle persone e delle comunità nei Paesi in cui operiamo sono alla base del nostro approccio fondato sul rispetto dei diritti umani.

I termini dell’impegno

I Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UNGPs) e le Convenzioni Internazionali sono per Eni un riferimento fondamentale per orientare le nostre attività, il nostro sistema normativo e la governance verso il rispetto e la promozione dei diritti umani.

Il nostro impegno si riflette nella Dichiarazione Eni sul rispetto dei diritti umani e in una serie di documenti riguardanti l’organizzazione interna e i rapporti con realtà esterne alla società come il Codice Etico, la Policy di Sostenibilità e il Codice di Condotta fornitori.

L’approccio di Eni ai diritti umani è confermato nell’Accordo Quadro Globale sulle Relazioni Industriali a livello internazionale e sulla Responsabilità Sociale d'Impresa rinnovato nel giugno 2019, in cui viene fatto esplicito riferimento agli UNGPs. Siamo stati inoltre ammessi in qualità di “Engaged Corporate Participant” alla Voluntary Principles Initiative (VPI), l‘iniziativa multistakeholder dedicata al rispetto dei diritti umani nella gestione delle operazioni di Security che coinvolge governi, imprese e ONG. La VPI ha definito e promuove i “Voluntary Principles on Security and Human Rights” (VPSHRs), un set di principi in materia di rispetto dei diritti umani nella gestione delle operazioni di Security a supporto delle imprese estrattive.

Infine, Eni si è posizionata come prima società nell’indice sui diritti umani del Corporate Human Rights Benchmark (CHRB) nel 2020, ex aequo con una sola altra azienda.

Il nostro percorso e la crisi sanitaria dovuta al Covid-19

Il 2020 è stato caratterizzato dalla crisi sanitaria mondiale dovuta al Covid-19, che sarà ricordata nel tempo per l’impatto che ha avuto sulle economie globali, sul consumo di energia e sulla società nel suo complesso. Gli effetti più profondi della crisi saranno più evidenti in particolare nei paesi non OCSE.

Nell'affrontare il Covid-19, abbiamo reagito con prontezza, sfruttando al massimo l'esperienza che abbiamo acquisito nelle pandemie passate, come la SARS-CoV-1 e l'Ebola. Abbiamo mobilitato risorse rilevanti in termini economici, e di capitale umano e tecnologico, per sostenere il nostro paese, le nostre persone e le comunità in cui Eni opera.

Mentre il mondo continua a far fronte agli impatti del Covid-19, è essenziale che gli sforzi per sostenere la ripresa economica siano allineati con il percorso verso le zero emissioni. Ecco perché, durante l'ultimo anno, abbiamo lavorato ancora più duramente per rendere i nostri obiettivi più forti. Abbiamo colto il momento per rafforzare il nostro impegno climatico e il nostro ruolo in una transizione energetica giusta, potenziando la strategia che permetterà a Eni di raggiungere la completa neutralità carbonica entro il 2050.

Al tempo stesso, a giugno 2021 abbiamo celebrato il 10° anniversario dell’approvazione unanime dei Principi Guida su Imprese e Diritti Umani da parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, una pietra miliare nella definizione di un quadro internazionale autorevole che delinea i ruoli e le responsabilità delle imprese in relazione ai diritti umani. Con l’introduzione di questi principi, le aziende sono chiamate a impegnarsi concretamente a rispettare dei diritti umani e a praticare la due diligence, cercando proattivamente informazioni sugli impatti possibili delle loro attività sui diritti umani, mitigando al contempo eventuali effetti negativi, siano essi direttamente o indirettamente riconducibili al loro operato. Per Eni, questo anniversario è stata un'occasione per fare un bilancio del lavoro svolto negli ultimi anni e dare nuova forza al suo approccio ai Diritti Umani.

Claudio Descalzi primo piano

Vogliamo crescere in modo inclusivo: per noi, rispettare i diritti umani significa riconoscere il valore di ogni persona, assicurandone la dignità, la salute e la sicurezza, e pari condizioni di lavoro, promuovendo la diversità.

Messaggio agli Stakeholder di Claudio Descalzi (AD di Eni)
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Eni for 2020 - Human rights

PDF 7.80 MB 29 luglio 2021
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Insieme ai leader del mondo per i diritti umani

L’AD di Eni Claudio Descalzi, insieme a 35 leader di altre grandi aziende che fanno parte del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), aderisce all’iniziativa Call to Action attraverso cui i CEO e i top manager si impegnano a promuovere azioni concrete per il rispetto dei diritti umani oltre a seguire le indicazioni contenute all’interno della CEO Guide on Human Rights.

Le aree prioritarie

Una tappa fondamentale del nostro cammino è stata l’individuazione, anche attraverso confronti e seminari all’interno dell’azienda, delle principali tematiche sui diritti umani (salient issues), a loro volta raggruppate in quattro aree di intervento prioritarie: diritti umani sul posto di lavoro, diritti umani nella catena di fornitura, diritti umani nelle comunità, diritti umani nelle attività di security. In ognuna di queste aree di intervento ci guidano gli stessi principi e rigorose procedure di controllo interno volte a prevenire ogni forma di violazione e a mitigarne il più possibile gli effetti, qualora questi si verifichino.

 

Le principali tematiche di Eni riguardanti i Diritti Umani

Diritti umani sul posto di lavoro Diritti umani nella relazione con fornitori e business partner Diritti umani nelle comunità Diritti umani nelle attività di security
Discriminazione e pari trattamento in base a religione, etnia e genere; Schiavitù moderna Diritti sulla terra Uso eccessivo della forza da parte di forze di sicurezza pubbliche e private
Condizioni di lavoro sicure e sane Lavoratori migranti Impatti ambientali che provocano conseguenze su mezzi di sostentamento, salute, disponibilità di acqua per le comunità e le Persone Indigene Sicurezza dei dipendenti in ambienti ad alto rischio
Libertà di associazione e contrattazione collettiva Libertà di associazione e contrattazione collettiva Decommissioning
Condizioni di lavoro (salari e orario lavorativo)
Condizioni di lavoro sicure e sane

La due diligence per il rispetto dei diritti umani

Eni si impegna a sottoporre le proprie attività a un processo di due diligence sul rispetto dei diritti umani. A questo scopo, valutiamo e monitoriamo costantemente i nostri impatti reali e potenziali in materia di diritti umani e identifichiamo strategie e soluzioni specifiche volte a migliorare l’efficacia della nostra azione di prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. In particolare, impartiamo istruzioni specifiche e offriamo formazione specializzata ai dipendenti, oltre a svolgere iniziative di sensibilizzazione dedicate ai subappaltatori e ad altri Business Partner.

I diritti umani sul posto di lavoro

Con riferimento al tema dei diritti dei lavoratori, Eni si impegna a rispettare i quattro standard di lavoro fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, come enunciati nella Dichiarazione sui Principi e i Diritti fondamentali nel Lavoro:

  • libertà di associazione e riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva
  • eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio
  • abolizione effettiva del lavoro minorile
  • eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione

Molestie o atteggiamenti comunque riconducibili a pratiche di mobbing sono proibiti, senza eccezioni, nelle relazioni lavorative, sia all’interno che all’esterno della società. Eni si impegna ad assicurare che, nel collaborare per o con Eni, le imprese terze accettino di applicare ai lavoratori le garanzie sopra descritte, anche imponendo clausole contrattuali adeguate contro possibili violazioni.

Il nostro approccio alla Diversity & Inclusion (D&I) si è sviluppato nel solco della nostra cultura internazionale della pluralità, basata sui principi fondamentali di non discriminazione, pari opportunità e inclusione di tutte le forme di diversità, nonché di integrazione e bilanciamento del lavoro con le e le esigenze della famiglia.

Inoltre, Eni offre un’equa remunerazione e garantisce che l’ambiente di lavoro sia sicuro e salubre e che le condizioni di lavoro siano in linea con gli standard internazionali. Mettiamo a disposizione dei nostri lavoratori servizi sanitari preventivi e curativi, oltre che di emergenza. Questo modello di assistenza offre un servizio standardizzato per tutti gli ambiti operativi, attraverso servizi e prodotti in economia o acquisiti esternamente.

Siamo impegnati nel rispettare la Convenzione ILO n. 135, assicurando un adeguato accesso al posto di lavoro, oltre che ai dipendenti, anche ai rappresentanti sindacali e rimanendo neutrale riguardo alla preferenza dei dipendenti ad aderire e rimanere in un’organizzazione sindacale, trasferire la propria adesione o concludere tale adesione.

I diritti umani nella relazione con i fornitori e business partner

Adottiamo un approccio volto a garantire il pieno impegno dell'intera catena di fornitura sul rispetto dei diritti umani, facendo leva non solo su valutazioni specifiche e requisiti contrattuali, ma anche coinvolgendo i fornitori in iniziative dedicate per ottenere e monitorare concretamente il livello di consapevolezza e attenzione alla fornitura catena.

Scopri di più sulle relazioni con i nostri fornitori:

Ci attendiamo che i nostri Business Partner rispettino i principi enunciati nella nostra Dichiarazione e compiamo ogni sforzo per inserire clausole ad hoc sul rispetto dei diritti umani nei relativi accordi contrattuali, relativamente alle attività svolte con o per Eni.

Il rispetto dei diritti delle comunità locali

Eni è costantemente attenta ai diritti delle persone e delle comunità locali dei Paesi in cui opera. Curiamo la biodiversità, difendiamo il diritto alla proprietà e salvaguardiamo le risorse dei luoghi in cui agiamo. Ogni passo è fatto nel rispetto dei diritti fondamentali, ponendo particolare attenzione ai gruppi vulnerabili.

Il nostro impegno verso le comunità è costruito intorno ai seguenti elementi:

  • una consultazione libera, preventiva, informata
  • la previsione di valutazioni di impatto ambientale, socioeconomico e culturale, compresi quelli relativi alle persone indigene, al fine di identificare, prevenire e quando applicabile mitigare il possibile effetto negativo potenziale e/o effettivo sui Diritti Umani causato dalla società, a cui la stessa ha contribuito o a cui è associata, come ad esempio quelli relativi ai diritti sulla terra
  • del diritto a cibo e acqua potabile adeguati, al più alto standard possibile di salute fisica e mentale, ad un’abitazione adeguata, alla scolarità e diritti speciali di indigeni e appartenenti alle tribù
  • l’impegno ad evitare il reinsediamento delle comunità locali e fornire una adeguata compensazione in caso di acquisizione inevitabile di terreni e di reinsediamenti delle persone coinvolte con cui devono comunque essere raggiunti degli accordi
  • la gestione delle attività di security nel rispetto delle comunità e in conformità ai principi internazionali sui Diritti Umani, e in conformità ai Voluntary Principles on Security and Human Rights.

Il rispetto dei diritti umani nelle attività di security

Eni ha progettato un insieme coerente di regole e strumenti per garantire che:

  • i termini contrattuali comprendano disposizioni sul rispetto dei diritti umani
  • i fornitori delle forze di sicurezza siano selezionati, tra gli altri, in base a criteri afferenti ai diritti umani
  • gli operatori e i supervisori della sicurezza ricevano formazione adeguata sul rispetto dei diritti umani
  • gli eventi considerati più a rischio siano gestiti conformemente agli standard internazionali.

L'importanza dell'accesso al rimedio

Le imprese devono cooperare attivamente con meccanismi giudiziari e non giudiziari, creando meccanismi di reclamo a livello operativo che possano essere a disposizione di persone e comunità, così come riconosciuto dall’UNGP n. 29 e dalle Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali.

Per questo, nel 2016, ci siamo dotati di una procedura denominata “Community Grievance Mechanism” per la gestione delle segnalazioni o dei reclami ricevuti, in forma scritta o verbale, relativi alle nostre attività. Un meccanismo di reclamo a livello operativo che consente ad Eni di rispondere in maniera rapida ed efficace alle possibili situazioni critiche, prevenendone il peggioramento e impedendo l’insorgere di conflitti.

Eni coopera inoltre con altri meccanismi giudiziari e non giudiziari, quali, ad esempio i punti di contatto nazionale stabiliti dalle Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali.

L’impegno alla trasparenza sui risultati che otteniamo

La trasparenza, interna ed esterna, in merito ai risultati ottenuti, è indispensabile per verificare i miglioramenti e monitorare le criticità. Per questo dal 2017 abbiamo adottato per i nostri report i nuovi GRI Sustainability Reporting Standard (GRI Sustainability) del Global Reporting Standards (GRI). L’intera parte dedicata ai diritti umani, inoltre, è stata sviluppata coerentemente con l'UNGP Reporting Framework.

I Report Eni for Human Rights degli anni precedenti sono disponibili nella sezione Documentazione

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La collaborazione con gli organismi internazionali

Il nostro impegno per i diritti umani e la loro promozione è sancito anche dalla collaborazione costante e prolungata con diversi organismi internazionali, sia afferenti al sistema delle Nazioni Unite sia alla società civile. Solo per citare alcuni esempi: 

  • nel 2001 siamo stati la prima impresa italiana ad aderire al Global Compact promosso dalle Nazioni Unite
  • abbiamo organizzato attività formative in collaborazione con l'International Training Center, l’istituto di formazione dell’International Labour Organization (ILO)
  • ci confrontiamo con le altre compagnie del settore O&G sui temi della sostenibilità (biodiversità, local content, sviluppo delle comunità, reporting, diritti umani) all’interno di IPIECA
  • collaboriamo con l’IHRB, un’organizzazione indipendente che lavora come centro globale di eccellenza e di expertise (a think & do tank) sul tema delle relazioni tra il business e i diritti umani
  • cooperiamo stabilmente con lo United Nations Development Programme, FAO,  Unesco.

Informare e contribuire a migliorare l’accesso ai diritti fondamentali nelle comunità locali sono aspetti fondamentali dell’approccio con cui Eni sviluppa le proprie operazioni. A tal fine Eni si è avvalsa del Danish Institute for Human rights per condurre studi di impatto (Human Rights Impact Assessments) in alcune aree operative come in Myanmar, Messico, Angola e Mozambico. La collaborazione con DIHR ha toccato vari aspetti dalle valutazioni di impatto alla formazione e ad altri elementi che hanno contribuito a delineare l’approccio Eni sul tema. 

Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani

Tra gli stakeholder rilevanti di Eni il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani  (CIDU) ha un ruolo molto importante: Eni si è infatti confrontata con esso nell’elaborare la sua nuova Dichiarazione sui diritti umani e nell’identificazione dei “temi salienti”. Il CIDU ha lo scopo di assolvere agli obblighi assunti dall’Italia negli accordi e convenzioni adottati sul piano internazionale relativi alla protezione e promozione dei Diritti Umani ed ha diretto e coordinato il processo di elaborazione del Piano d’Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani, uno dei primi ad essere adottati a livello globale (2016).

Il rinnovo del Global Framework Agreement

Nell’ambito delle relazioni industriali a livello internazionale il 21 giugno 2019 è stato rinnovato il Global Framework Agreement on International Relations and Corporate Social Responsibility (GFA) con le Organizzazioni Sindacali Filctem, CGIL, Femca CISL, UiltecUIL e con IndustriALL Global Union. 

Gli elementi di novità rispetto alla precedente intesa si concentrano principalmente sull’aumentata attenzione verso le tematiche di Salute e Sicurezza al Lavoro, il rapporto con i fornitori, lo sviluppo sostenibile e la difesa dell’ambiente, oltre che all’introduzione di un sistema di monitoraggio rispetto alle previsioni dell’Accordo stesso. Dal 2018 è attivo e disponibile per tutti i dipendenti Eni il programma formativo sull’Accordo Quadro Globale sulle Relazioni Industriali a livello internazionale e sulla responsabilità Sociale d’Impresa.

Il World Business Council for Sustainable Development

Il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), è una “CEO-led organization” che conta oggi circa 200 multinazionali aderenti di diversi settori, accomunate dall’impegno per lo sviluppo sostenibile. Il WBCSD è stato creato nel 1992 in preparazione del primo Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Rio ed Eni è stata tra i membri fondatori. Il WBCSD supporta il settore privato nel perseguire l’obiettivo della crescita economica attraverso l'individuazione di percorsi di sviluppo sostenibile attraverso metodologie condivise. Eni partecipa ai lavori dei cluster, Social Impact e Climate & Energy.