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Fine anno, tempo di finire i gasdotti

Inaugurati Tanap e "Forza della Siberia", mentre è quasi ultimato il Turkish Stream e manca solo l'ultima parte del Nord Stream 2.

da Evgeny Utkin
04 dicembre 2019
6 min di lettura
daEvgeny Utkin
04 dicembre 2019
6 min di lettura

"Oggi è un giorno straordinario, un evento veramente storico non solo per il mercato globale dell'energia, ma prima di tutto per noi, Russia e Cina", ha dichiarato Vladimir Putin nel suo intervento alla inaugurazione del gasdotto 'Forza della Siberia' il 2 dicembre. Sono stati il presidente russo, Vladimir Putin, e quello cinese Xi Jinping che hanno dato il via, in videoconferenza, alle consegne di gas russo alla Repubblica popolare attraverso la cosiddetta "rotta orientale". “Quest’anno celebriamo i 70 anni da quando sono stati stabiliti i legami diplomatici tra Russia e Cina e iniziamo le forniture alla Cina. Questo passaggio porta il partenariato strategico russo-cinese nel settore energetico a un livello completamente nuovo e ci avvicina all’obiettivo di un interscambio commerciale di 200 miliardi di dollari entro il 2024”, ha aggiunto Putin.

Al momento si è conclusa la parte di circa 2.200 chilometri che va dal campo di Chayandinskoye in Jakuzia fino a Blagoveshchensk (al confine con la Cina); alla seconda fase, di circa 800 km, si unisce un altro mega giacimento a Kovykta. Così la lunghezza totale del gasdotto raggiungerà i 3000 km. La costruzione del gasdotto ha richiesto più di cinque anni e un costo totale di 1,1 trilioni di rubli (più di 15 miliardi di euro). Gazprom e la CNPC cinese hanno firmato un accordo trentennale sulla fornitura annuale di 38 miliardi di metri cubi di gas a maggio 2014. Il valore totale del contratto è di circa  400 miliardi di dollari. Nel 2020, Gazprom potrebbe fornire fino a cinque miliardi di metri cubi di gas in Cina, fino a dieci nel 2021 e fino a 15 nel 2022. Si prevede di raggiungere una capacità di progettazione di 38 miliardi di metri cubi entro il 2025.

Dalla Siberia al TANAP

Sabato 30 novembre è stato inaugurato anche il gasdotto transanatolico (TANAP), attraverso il quale il gas azero verrà fornito anche ai consumatori italiani. La cerimonia si è tenuta nella provincia turca di Edirne, vicino al confine con la Grecia, alla presenza dei presidenti di turco e azero, Recep Tayyip Erdogan e Ilham Aliyev. All'evento è stato presente anche il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri italiano Ivan Scalfarotto. La capacità iniziale del gasdotto TANAP ammonterà a 16 miliardi di metri cubi all'anno, di cui 6 miliardi rimarranno in Turchia e 10 miliardi spetteranno all'Europa.

TANAP fa parte del Corridoio meridionale del gas (SGC), che si estende per 3500 chilometri da Baku alle coste pugliesi attraverso il territorio di Georgia, Turchia, Grecia e Albania. L'inizio delle consegne commerciali di gas azero in Europa tramite SGC è previsto nel 2020.

La via Russia-Turchia

Lo stesso 30 novembre il presidente turco Erdogan ha anche annunciato la data di avvio del Turkish Stream. “Daremo via ad un altro gasdotto, Turkish Stream, l’8 gennaio a Istanbul”, ha detto al canale televisivo NTV. Lo stesso Putin ha confermato la sua presenza in occasione dell’apertura del gasdotto. Sempre alla fine di novembre i lavori di avviamento e gli ultimi collaudi sono entrati in fase di completamento. Probabilmente tutto sarà pronto per la fine dell’anno, ma non è stato facile per i due Presidenti liberare la propria agenda, e la data è stata fissata appena dopo il Natale ortodosso. Il Turkish Stream ha due linee di capacità per un totale di 31 miliardi di metri cubi all’anno. La prima linea è stata progettata per la fornitura di gas russo ai consumatori turchi mentre la seconda fornirà il gas ai paesi dell'Europa meridionale e sud-orientale: Bulgaria, Serbia e Ungheria.

La via Russia-Germania

Ci sono novità anche per il Nord Stream 2. Prima di tutto, a novembre anche la Danimarca ha acconsentito a far posare i tubi nelle sue acque territoriali. Un permesso piuttosto simbolico, se si considera che altri paesi hanno dato il loro consenso, e che in caso contrario si sarebbe dovuta cambiare la rotta allungandola di pochi chilometri, aumentando tempi e costi (il progetto vale 9.5 miliardi di euro). Il rischio maggiore per il Nord Stream 2 (il cui completamento era programmato per la fine del 2019) è la pressione americana e di alcuni paesi europei che si oppongono, in quanto il progetto aumenterebbe la dipendenza europea da un solo fornitore, la Russia. Oltre alla politica, dietro agli ostacoli degli USA ci sono anche interessi economici. Gli USA vorrebbero vendere all’Europa il proprio Gnl, liberandosi del loro maggior concorrente, la Russia: tuttavia al momento il gas americano costa più di quello russo.

Gli Stati Uniti minacciano di introdurre, probabilmente prima di Natale, sanzioni contro le compagnie partecipanti al progetto. In tal caso il Nord Stream 2 potrebbe essere ostacolato, ma non interrotto, visto lo stato di finale completamento.

La via Russia-Europa passando per l’Ucraina

Ovviamente, rimane la storica rotta del gas russo in Europa, tramite l’Ucraina. Con il completamento del Turkish Stream e del Nord Stream 2 (capacità di 55 miliardi di metri cubi) questa strada diventa secondaria, considerati i continui conflitti e il costo maggiore del transito. Al momento non è ancora firmato un contratto di transito tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogaz, ma si spera che i dettagli si discutano all’incontro tra Vladimir Putin con il suo omonimo ucraino, Vladimir Zelensky, il 9 dicembre. Putin ha annunciato tempo fa di essere disposto a stipulare un accordo con l’Ucraina in linea con le normative europee.

In ogni caso, i successi nella costruzione dei diversi gasdotti verso l’Europa alleggeriscono le preoccupazioni riguardanti possibili interruzioni sulla rotta ucraina. Più gasdotti, più scelta; più gasdotti, più sicurezza di approvvigionamenti.

L'autore: Evgeny Utkin

Evgeny Utkin è giornalista ed esperto di economia russa e di questioni energetiche. Lavora alla redazione di Milano del Quotidiano Energia e collabora con diverse testate italiane (inserto "Russia Oggi" de La Repubblica e La Stampa) ed estere (Expert). In passato ha lavorato come ricercatore alla Moscow State University prima di diventare manager per imprese intergovernative e internazionali come Eutelsat ed Ericsson.