10
tonnellate
peso di un singolo magnete
Siamo partner strategici della società CFS per lo sviluppo della fusione a confinamento magnetico.
Collaboriamo con Commonwealth Fusion Systems (CFS) per accelerare lo sviluppo industriale della fusione a confinamento magnetico. Un risultato fondamentale è già stato raggiunto con la sperimentazione del primo prototipo di magnete con tecnologia superconduttiva High Temperature Superconductors (HTS), una svolta tecnologica che rappresenta un passo decisivo verso la realizzazione di impianti a fusione più compatti ed efficienti. Nel 2025, abbiamo rafforzato questa collaborazione con un accordo commerciale strategico per l’acquisto di elettricità decarbonizzata prodotta da ARC, il futuro impianto a fusione di CFS negli Stati Uniti. ARC sarà il primo impianto al mondo su scala industriale in grado di immettere in rete energia elettrica generata da fusione con un processo che non prevede emissioni di CO2 o di altri gas serra. L’intesa prevede un lavoro congiunto per accelerare lo sviluppo dell’impianto, attraverso attività operative, supporto tecnologico e condivisione di metodologie progettuali derivate dall’esperienza di Eni nel settore energetico. Oggi, CFS è impegnata nella costruzione del reattore dimostrativo SPARC, progettato per confermare la produzione netta di energia da fusione e raccogliere dati fondamentali indispensabili per la realizzazione di ARC e la successiva fase di industrializzazione.
La fusione a confinamento magnetico rappresenta una delle tecnologie più promettenti per la transizione energetica: consente di generare grandi quantità di energia a zero emissioni, in modo sicuro e virtualmente illimitato. Il tipo di reattore che stiamo sviluppando insieme a CFS, compatto ed efficiente, è basato sulla configurazione tokamak ottenuta grazie a innovativi magneti superconduttori ad alta temperatura.
Alcuni dati per raccontare la collaborazione.
I reattori per la fusione a confinamento magnetico studiati nella maggior parte dei programmi di ricerca utilizzano magneti con superconduttori a basse temperature, Low Temperature Superconductors (LTS), che richiedono temperature prossime allo zero assoluto (-273 °Celsius). Questa tecnologia, però richiede macchine di grandi dimensioni. La soluzione proposta da CFS, invece, utilizza un tipo innovativo di superconduttori industriali a base di ossidi di terre rare, bario e rame, Rare Earth Barium Copper Oxide (ReBCO), definiti “ad alta temperatura” ovvero High Temperature Superconductors (HTS) perché richiedono temperature di “solo” circa - 253 ° Celsius. Inoltre, questi superconduttori riescono a raggiungere densità di campo magnetico molto elevate. Differenze che consentono di realizzare reattori molto più compatti ed efficienti di quelli fino ad ora concepiti.
Eni e CFS annunciano la sigla di un accordo di Power Purchase Agreement (PPA) del valore stimato di 1 miliardo di dollari per l’acquisto da parte di Eni di elettricità decarbonizzata proveniente da ARC, il futuro impianto di CFS per la produzione di energia da fusione.
I momenti salienti della ricerca per produrre energia da fusione iniziata nel 2018 e tuttora in corso.
CFS prevede l’entrata in funzione dell’impianto ARC per immettere energia in rete e l’utilizzo del primo plasma nel reattore sperimentale Divertor Tokamak Test.
Entro la seconda metà degli anni Venti CFS prevede l'avvio del reattore SPARC, in grado di gestire, confinare il plasma e garantire il raggiungimento del bilancio positivo di energia netta.
Annunciata la firma di un accordo per l’acquisto da parte di Eni di elettricità decarbonizzata proveniente da ARC, il futuro impianto di CFS per la produzione di energia da fusione.
Eni e CFS firmano un nuovo accordo per accelerare la commercializzazione dell’energia da fusione.
CFS dimostra che magneti superconduttori ad alta temperatura basati su ReBCO sono in grado di generare un campo con densità di flusso magnetico pari a 20 Tesla.
Eni aderisce al Commonwealth Fusion System (CFS), spin-out del MIT.
La diversificazione energetica e la neutralità tecnologica guidano le nostre scelte strategiche nel percorso di decarbonizzazione.
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