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Gela: risanamento e riqualificazione delle aree ex industriali

Gela, grazie a Eni Rewind, è un esempio di ripristino ambientale teso a creare opportunità di sviluppo per il territorio.

Le attività ambientali di Eni Rewind nel sito

Il risanamento del sito di Gela, compreso nell’omonimo Sito di Interesse Nazionale, è in capo a Eni Rewind che opera anche per conto della raffineria di Gela, di Versalis ed EniMed. La società ambientale di Eni è titolare degli oneri di bonifica delle aree ex Anic (circa 17 ettari) e gestisce le attività di demolizione degli asset ISAF distribuiti in circa 55 ettari (Isola 9 ed ex discarica fosfogessi). Le attività contemplano la messa in sicurezza di emergenza e permanente, la demolizione di impianti, la bonifica dei suoli e il mantenimento e monitoraggio della falda multisocietaria con la gestione dell’impianto di trattamento delle acque.

La bonifica e le demolizioni

Eni Rewind ha avviato tutte le attività di risanamento dei suoli che prevedono interventi nelle isole 2, 6, 9 ISAF e 17, privilegiando l’applicazione della tecnologia in situ Multi-Phase Extraction (MPE), e una messa in sicurezza permanente presso l’isola 1. Nell’isola 10 è stata già completata la bonifica dei suoli insaturi. Sul fronte del decommissioning, la nostra società ambientale ha ultimato la demolizione dell’impianto Acrilonitrile (isola 17) e sta ultimando le attività propedeutiche all’avvio dei lavori di demolizione per i capannoni e gli edifici presenti nell’isola 6, detta ex Agricoltura. Prosegue inoltre il progetto di vuotamento e smantellamento dell’ex impianto acido fosforico ISAF, del decantatore e del Parco Serbatoi presso isola 9, uno dei cantieri di bonifica più complessi del sito di Gela, iniziato nel 2016. 

A Gela Eni Rewind ha messo in campo tecnologie innovative, nate e sviluppate nei laboratori di ricerca Eni, per ottimizzare la bonifica dei suoli e della falda. Partirà a breve la sperimentazione dei campionatori passivi sui suoli di isola 9, una metodologia di monitoraggio che serve ad attestare la reale lisciviazione dei contaminanti dal suolo alle acque sotterranee e la loro volatilizzazione dal suolo alle superfici. È già inoltre in corso l’applicazione della tecnologia e-hyrec® che, attraverso il posizionamento di un dispositivo all’interno dei pozzi, consente di rimuovere in maniera selettiva la parte oleosa in galleggiamento sulla falda, senza estrarre e smaltire preziosa risorsa idrica.

A marzo 2021 tramite Eni Rewind abbiamo avviato gli interventi di demolizione degli impianti non più utilizzati, che porteranno al recupero di aree libere per nuove attività industriali e alla riduzione dell’impatto visivo dell’ex petrolchimico. Gli interventi sono già in corso d’esecuzione, per un costo stimato di oltre 25 milioni di euro. Entro quest’anno saranno ultimate le demolizioni del camino SNOX, del gruppo termico G300 e delle strutture trivelle Coking 1 e 2. In un’ottica di economia circolare, sono privilegiati gli interventi che assicurano il recupero e il futuro riutilizzo dei materiali: finora sono stati inviati a recupero quasi 2900 tonnellate di rottami metallici (principalmente ferro, acciaio inox e alluminio), ma anche motori e cavi elettrici, che potranno trovare una seconda vita in ambito civile e industriale.

Messa in sicurezza permanente della discarica Industria Siciliana Acido Fosforico (Isaf) di Gela

A Gela Eni Rewind ha gettato le fondamenta della sua mission circolare fin dal 2007 con la progettazione e successiva realizzazione, ultimata nel 2012, di un impianto fotovoltaico da 5 MW sulla messa in sicurezza permanente dell’ex discarica fosfogessi di ISAF. Un intervento che risponde in pieno alla strategia di sviluppo delle energie rinnovabili e che ogni anno consente di risparmiare circa 1.600 tonnellate di petrolio.

 

Vasca A zona 2 della raffineria di Gela

Nel 2017 sono stati avviati i lavori relativi alla seconda fase del progetto di bonifica della Vasca A, una vecchia discarica autorizzata presente nella raffineria. Dopo lo svuotamento si sta completando la bonifica dei suoli sottostanti con la tecnologia del desorbimento termico che, attraverso un riscaldamento controllato, rimuove i contaminanti presenti consentendo il recupero della risorsa suolo.