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A Gela la più innovativa bioraffineria d’Europa

Con l’inaugurazione della bioraffineria Gela diventa ancora di più un esempio di convivenza sinergica tra impresa e territorio.

La bioraffineria

Avviato nel mese di agosto 2019, con una capacità di lavorazione fino a 750.000 tonnellate annue, l'impianto sarà in grado di trattare progressivamente quantità elevate di oli vegetali usati e di frittura, grassi animali, alghe e rifiuti/residui per produrre biocarburanti di alta qualità. Per la riconversione della raffineria e delle altre unità sono stati a oggi spesi complessivamente oltre 360 milioni di euro ed è in corso l’investimento per il pre-trattamento delle biomasse (cosiddetto BTU), che verrà completato entro la fine del 2020 e consentirà di alimentare l'impianto interamente con materie prime di seconda generazione, composte da scarti, oli vegetali grezzi e materie advanced. Il processo di conversione da raffineria tradizionale a bioraffineria è iniziato nell’aprile 2016 ed è stato completato dopo oltre 3 milioni di ore di lavoro delle imprese terze, con l’importante traguardo raggiunto di zero infortuni. 

La nostra bioraffineria di Gela è progettata per trattare cariche advanced e unconventional fino al 100% della capacità di lavorazione, ed è una delle poche bioraffinerie al mondo a elevata flessibilità operativa. La caratteristica di processare materie prime di seconda generazione, cosiddette “unconventional”, derivanti da scarti della produzione alimentare, quali oli usati e di frittura rigenerati (RUCO, regenerated used cooking oil), grassi animali (tallow) e sottoprodotti legati alla lavorazione degli oli vegetali fa di Gela un impianto innovativo a elevata sostenibilità ambientale. La bioraffineria di Gela consente quindi di processare cariche che altrimenti andrebbero a smaltimento come rifiuti, con aggravio dei costi per la comunità e impatto sull’ambiente, valorizzandole a biocarburante, creando un esempio concreto di economia circolare.

L’impatto ambientale

La realizzazione della bioraffineria garantisce il miglioramento di tutte le matrici ambientali grazie all’abbattimento delle emissioni (SO2, NOX, CO, polveri) superiore al 70% rispetto al ciclo tradizionale. Per migliorare l’impatto visivo del sito realizzeremo numerosi interventi. Lo skyline dell’area industriale è destinato a migliorare progressivamente con gli interventi di dismissione dei vecchi impianti per la raffinazione del petrolio in programma, compresa la demolizione del camino dello Snox. In una prima fase, che durerà tre anni, tutte le aree in disuso del sito industriale saranno smantellate e restituite a nuove funzioni per un ammontare di oltre venti ettari. Inoltre,  rimuoveremo tutti i rottami e i manufatti presenti sul fondale lungo il pontile per una fascia di 500 metri.

L’impianto Ecofining

Per realizzare l’impianto Ecofining™ abbiamo modificato le due esistenti unità di desolforazione e abbiamo costruito lo “Steam Reforming” per la produzione di idrogeno, componente fondamentale nel processo di produzione dell’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil), cioè il biodiesel che, addizionato al gasolio fossile in una quota pari al 15%, compone il carburante premium Enidiesel.

L’impianto Waste to fuel

Oltre alla nuova bioraffineria, il sito gelese ospita l’impianto pilota Waste to fuel che dal dicembre 2018 trasforma i rifiuti organici in acqua e bio olio, con possibilità di estrarre anche una parte di bio metano. Per la realizzazione e la messa in esercizio dell’impianto pilota, a cura della società ambientale Eni Rewind, sono stati investiti oltre 3 milioni di euro; lo sviluppo e la gestione di impianti Waste to Fuel su scala industriale a livello nazionale sarà promossa da Eni Rewind in joint venture con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), come previsto nel Memorandum of Understanding (MoU) sottoscritto tra Eni e CDP il 12 marzo 2019.