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A Gela la più innovativa bioraffineria d’Europa

Con l’inaugurazione della bioraffineria Gela diventa ancora di più un esempio di convivenza sinergica tra impresa e territorio.

La bioraffineria

Il nuovo impianto di produzione idrogeno, steam reforming, ha rappresentato la svolta per l’avvio della produzione nell’estate 2019. Grazie alla realizzazione di un nuovo impianto di pretrattamento delle biomasse, la bio-raffineria sarà in grado di utilizzare per il 100% della capacità di lavorazione materie prime di seconda generazione composte dagli scarti della produzione alimentare. Quella di Gela, infatti, sarà una delle poche raffinerie al mondo a elevata flessibilità operativa, in grado di trattare anche il 100% di cariche advanced e unconventional. Le materie prime future deriveranno da scarti della produzione alimentare, quali oli usati (UCO - used cooking oil), grassi animali (tallow) e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma (PFAD - acidi grassi). Questa caratteristica farà della bio-raffineria di Gela un impianto a elevata sostenibilità ambientale proprio per l’utilizzo di cariche che diversamente andrebbero smaltite  come rifiuti, con aggravio dei costi per la comunità e impatto sull’ambiente. Inoltre, la bio-raffineria, che avrà una capacità di lavorazione fino a 750 mila tonnellate all’anno, rispetterà in pieno le più recenti normative UE e ridurrà di oltre il 60% le emissioni CO2 rispetto al ciclo fossile. La raffineria di Gela verrà alimentata in parte dall'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici del Progetto Italia, contribuendo così ulteriormente alla riduzione delle emissioni.