Foresta Amazzonica

La tutela dell’ambiente e della biodiversità per Eni

L’impegno di Eni per l’ambiente e la biodiversità è sottolineato nella mission: ci impegniamo a sostenere una transizione energetica socialmente equa con l’obiettivo di preservare il Pianeta.

Il nostro impegno per il Pianeta

Combattere i cambiamenti climatici. Produrre e garantire energia sostenibile per tutti. Accompagnare modelli sostenibili di consumo. Favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Sono solo alcuni degli obiettivi che, nel 2015, si sono dati 150 leader mondiali a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, sottoscrivendo l’Agenda 2030 che contiene gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Sono gli stessi obiettivi che, come azienda globale dell’energia, abbiamo deciso di abbracciare e sostenere come nostre linee guida per l’azione, il pensiero, gli investimenti. Quindi, oltre a operare ovviamente nel rispetto delle leggi, in conformità agli accordi e agli standard nazionali e internazionali, e ai regolamenti e alle politiche nazionali, abbiamo improntato la nostra azione a principi di sostenibilità, circolarità, e con una sempre maggiore attenzione all’investimento su fonti rinnovabili e a basso impatto con il traguardo delle emissioni zero al 2050. Inoltre, la nostra gestione dell'ambiente, dell'aria, del suolo e la salvaguardia della biodiversità si basano su criteri di prevenzione, protezione, informazione e partecipazione.

Le azioni di Eni per la salvaguardia della biodiversità

Eni lavora costantemente per la salvaguardia della biodiversità, come indicato dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’obiettivo numero 14, relativo alla vita sott’acqua punta a conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. 

L’obiettivo numero 15, invece, è dedicato alla vita sulla terra e mira a proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le forestecontrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica.

Nel 2020, Eni ha aggiornato la valutazione dell’esposizione al rischio biodiversità dei siti operativi e ha aderito ai principi del patto “Together with Nature” a tutela del Pianeta, impegnandosi, oltre a riconoscere lo stretto legame tra cambiamento climatico e perdita di biodiversità, a ridurre al minimo i rischi e massimizzare gli sforzi per la protezione e la conservazione degli ecosistemi esistenti, attraverso l’applicazione di soluzioni basate sulla natura e fondate su rigorosi principi ecologici.

Cos’è la “Gerarchia di Mitigazione” e perché è importante

La Gerarchia di Mitigazione è lo strumento che utilizziamo per mitigare i potenziali impatti delle nostre attività sull’ambiente naturale. La gerarchia di mitigazione stabilisce una sequenza preferenziale di azioni dando priorità alle misure preventive dei potenziali impatti rispetto a quelle correttive. Laddove non è possibile evitare l’impatto si applicano azioni mirate per ridurlo al minimo e ripristinare. Se permangono impatti residui significativi, questi vengono compensati ambientalmente applicando azioni tanto più stringenti quanto maggiore è il valore di biodiversità (ad esempio habitat naturali e critici), in modo da evitare il più possibile la perdita netta (no net loss) di biodiversità o addirittura garantirne un incremento (net positive impact).

Il nostro impegno per i Siti Naturali del Patrimonio Mondiale UNESCO

Eni non svolge attività di esplorazione e sviluppo di idrocarburi all’interno dei confini dei Siti Naturali inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (alla data del 31 maggio 2019). Quando svolgiamo attività (di esplorazione, sviluppo e produzione) in aree importanti per la biodiversità, ci impegniamo per la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici (BES) attraverso l’adozione del nostro modello di gestione in linea con la Policy BES di Eni. Quando siamo presenti in joint venture in cui non siamo operatori, ci impegniamo a promuovere con i nostri partner lo sviluppo e l’adozione di buone pratiche gestionali in linea con la nostra Policy sulla Biodiversità e Servizi Ecosistemici (BES).

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La gestione integrata HSE

Nelle nostre attività usiamo le più avanzate tecnologie e norme tecniche in materia di salute, sicurezza e ambiente. Investiamo nella ricerca e nell’innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti e processi con le migliori caratteristiche di compatibilità ambientale e di tutela di sicurezza e salute, promuovendo anche collaborazioni per lo sviluppo di nuove tecnologie. La gestione HSE è regolata da un modello integrato che, oltre a definire in modo chiaro ruoli e responsabilità dei diversi livelli organizzativi, disciplina le attività HSE e la loro interazione con i processi aziendali e diffonde metodologie e criteri comuni. Il coordinamento delle tematiche HSE è effettuato dal Comitato di Coordinamento HSE, presieduto dal Responsabile Sicurezza Salute e Ambiente di Eni ed è composto dai Responsabili della funzione HSE delle varie unità.

Green Sourcing: un’opportunità di miglioramento

In Eni abbiamo una visione chiara di come operare in maniera sostenibile. È per questo che abbiamo sviluppato una strategia integrata, capace di conciliare la solidità finanziaria con l’attenzione alla sostenibilità: il tutto costruendo un modello operativo in grado di prevenire e ridurre i rischi associati al nostro business. È per questo motivo che la politica del Green Sourcing è centrale nel nostro approccio. Parliamo di stimolare e incentivare una coscienza ambientale, che sia attiva lungo tutta la catena di fornitura, e che favorisca scelte che aiutino a ridurre l’impatto delle nostre attività. Vogliamo contribuire in maniera concreta allo sviluppo locale e globale. Siamo consapevoli che ogni nostra azione rappresenta un’opportunità di diffusione e condivisione con il mercato di principi fondamentali, come quelli di Green Sourcing appunto, che adottiamo e applichiamo ottimizzando:

  • L’energia utilizzata
  • L’utilizzo delle risorse naturali
  • La gestione del suolo (riduzione contaminazione e impoverimento)
  • Le emissioni in atmosfera
  • Il consumo e la gestione delle risorse idriche
  • La riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti (economia circolare)

Vogliamo sviluppare criteri di valutazione e selezione di prodotti e servizi che favoriscano il ricorso a soluzioni progettate, realizzate e impiegate in coerenza con i principi dell’economia circolare, misurando in maniera costante le nostre performance. L’obiettivo finale è lo sviluppo di un programma condiviso, che sensibilizzi le persone di Eni e i fornitori riguardo l’importanza del Green Sourcing all’interno del nostro modello operativo.

 

La tutela dell’aria

Un’ azienda dell’energia, come Eni, lungo tutto il suo processo industriale, produce emissioni che hanno impatto sull’atmosfera. Proprio per questo, applichiamo le Best Available Techniques (BAT) e i migliori standard procedurali per la riduzione delle emissioni e il controllo dei principali inquinanti in atmosfera e i risultati confermano il nostro impegno. Complessivamente, le emissioni dirette di GHG derivanti dalle attività operate da Eni nel 2020 sono state pari a 37,8 milioni ton CO2eq. in riduzione dell’8% rispetto al 2019 principalmente per effetto del calo delle attività riconducibile all’emergenza sanitaria, nei settori upstream, power e raffinazione. Le emissioni di NOx si sono ridotte dello 0,6% rispetto al 2019.

 

Gestione dell’Oil Spill

Eni è impegnata quotidianamente nella gestione dei rischi derivanti dagli oil spill sia in Italia che all’estero, attraverso azioni sempre integrate su tutti i piani di intervento, da quello amministrativo a quello tecnico di prevenzione, controllo e qualità/rapidità/efficacia. I barili complessivamente sversati a seguito di oil spill operativi sono diminuiti del 7% rispetto al 2019. Nel 2020 i dati relativi agli oil spill operativi risentono di uno sversamento operativo di 300 barili, quasi tutti recuperati, causato da un malfunzionamento durante il trasferimento del greggio presso il terminale di Brass in Nigeria. Parallelamente, nel 2020 sono stati recuperati il 37% degli sversamenti da oil spill da sabotaggio e il 66% di quelli operativi, sostanzialmente in linea con i volumi recuperati nel 2019.

Economia circolare e rifiuti

Il percorso di transizione verso un’economia circolare rappresenta una risposta alle attuali sfide ambientali, sostituendo al modello classico di economia lineare un approccio rigenerativo basato sul criterio delle 3R (Reduce, Reuse, Recyle). Dal 2017 Eni ha avviato la realizzazione di analisi di circolarità con un modello di misurazione costruito sulla base di principi riconosciuti a livello internazionale e validato dall’ente terzo Certiquality, che si è avvalso della collaborazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Questo modello, attraverso il monitoraggio di specifici indicatori, tra cui quelli HSE, consente sia di misurare lo stato di circolarità attuale sia l’effetto delle opportunità di miglioramento individuate, anticipando al contempo l’impostazione di future normative nazionali e internazionali in materia. Nel 2020, Il modello è stato applicato a diversi contesti aziendali tra cui siti operativi, processi e business unit ed è stato avviato uno studio per integrarlo con progetti di riqualificazione ambientale, così da favorire l’incremento del livello complessivo di circolarità.

Azioni virtuose identificate attraverso le analisi di circolarità:

  • Sito multisocietario di Brindisi: è in progettazione un impianto fotovoltaico flottante per la produzione di energia; si prevede inoltre l’impiego di acqua da TAF (Trattamento acque di falda) presso il nuovo impianto a membrane per la produzione di acqua demineralizzata, che consentirà una riduzione aggiuntiva dell’acqua di mare finora utilizzata.

  • Uffici di Bolgiano: presso gli uffici della sede vengono impiegate tecnologie a risparmio energetico quali Smart Windows e Pannelli Solari Organici.

  • Deposito di Rho: possibilità di raccogliere le acque piovane per essere riutilizzate nella rete antincendio sostituendo così l’acqua di falda emunta da pozzo.

  • Raffineria di Taranto: opportunità di ottimizzare l’impianto di Water Reuse per ridurre ulteriormente il prelievo di acqua di pozzo e lo scarico a mare delle acque di processo nonché per destinare i fanghi separati con il trattamento delle acque reflue a recupero invece che a smaltimento.

Gestione dei rifiuti

I rifiuti da attività produttive generati da Eni nel 2020 sono diminuiti del 19% rispetto al 2019, per il calo sia dei rifiuti non pericolosi (pari al 76% del totale) che dei pericolosi. La diminuzione dei rifiuti non pericolosi è legata principalmente al settore E&P, dove sono state generate oltre 350.000 tonnellate in meno rispetto al 2019 a causa del rallentamento delle attività a seguito dell’emergenza COVID-19 e a seguito della cessazione delle attività di Construction presso Zohr. La quasi totalità dei rifiuti di Eni in Italia è gestita da Eni Rewind che nel 2020 ha avviato un progetto di digitalizzazione per l’efficientamento e il monitoraggio del proprio processo di gestione dei rifiuti e ha implementato soluzioni per assicurarne la tracciabilità fino al loro corretto smaltimento o recupero finale.

Le attività di bonifica

La tutela dei territori in cui operiamo è una priorità assoluta per Eni, in linea con l’obiettivo della mission aziendale di preservare il nostro pianeta. Per queste ragioni, negli anni, abbiamo messo a punto tecniche e pratiche di bonifica sempre più efficaci. La spesa complessiva per le bonifiche nel 2020 ammonta a oltre €411 milioni, in aumento rispetto agli anni precedenti. Oltre il 50% della spesa in bonifica è sostenuta da Eni Rewind, società dedicata alla bonifica dei siti contaminati dismessi ed è aumentata nel 2020 ad oltre €208 milioni (€197 milioni nel 2019). Nel 2020 sono state generate complessivamente 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti da attività di bonifica (di cui 3,9 milioni da Eni Rewind), costituite per il 73% da acque di falda trattate da impianti TAF, in parte riutilizzate e in parte restituite all'ambiente. Le attività di bonifica, in linea con gli anni precedenti, sono presidiati in ogni fase del processo, dalla progettazione fino all'esecuzione dei lavori e alla riqualificazione e valorizzazione delle risorse come suolo, acqua e rifiuti.

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