Foresta Amazzonica

La tutela dell’ambiente e della biodiversità per Eni

L’impegno di Eni per l’ambiente e la biodiversità è sottolineato nella mission: ci impegniamo a sostenere una transizione energetica socialmente equa con l’obiettivo di preservare il Pianeta.

Il nostro impegno per il Pianeta

Combattere i cambiamenti climatici. Produrre e garantire energia sostenibile per tutti. Accompagnare modelli sostenibili di consumo. Favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Sono solo alcuni degli obiettivi che, nel 2015, si sono dati 150 leader mondiali a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, sottoscrivendo l’Agenda 2030 che contiene gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Sono gli stessi obiettivi che, come azienda globale dell’energia, abbiamo deciso di abbracciare e sostenere come nostre linee guida per l’azione, il pensiero, gli investimenti. Quindi, oltre a operare ovviamente nel rispetto delle leggi, in conformità agli accordi e agli standard nazionali e internazionali, e ai regolamenti e alle politiche nazionali, abbiamo improntato la nostra azione a principi di sostenibilità, circolarità, e con una sempre maggiore attenzione all’investimento su fonti rinnovabili e a basso impatto con il traguardo delle emissioni zero al 2050. Inoltre, la nostra gestione dell'ambiente, dell'aria, del suolo e la salvaguardia della biodiversità si basano su criteri di prevenzione, protezione, informazione e partecipazione.

La cultura ambientale

La precauzione, la protezione, l’informazione e la partecipazione, sono solo alcune delle componenti imprescindibili nel modo in cui Eni intende e opera per la tutela dell’ambiente. Dall’attenzione per l’uso efficiente delle risorse naturali alla gestione dei rifiuti, fino alla tutela delle aree protette e rilevanti per la biodiversità e per i sistemi ecosistemici, consideriamo la cultura ambientale una leva importante in ogni settore.

Nel 2021, come negli anni passati, abbiamo intrapreso diverse iniziative rivolte al personale interno ed esterno sulla corretta gestione degli aspetti ambientali, per una diffusione capillare e un rafforzamento della diffusione della nostra cultura e dei nostri valori a tutti i livelli. Sono 2.000 le persone di Eni che hanno partecipato al percorso formativo “Insieme per l’ambiente”, mentre altre 300 persone sono state aggiornate circa la tematica di gestione dei rischi per l’ambiente. Tramite webinar, in Italia e all’estero, è stata inoltre presentata la nuova metodologia Eni di valutazione dei rischi integrata e comune a tutta l’azienda.

Per la promozione dei comportamenti virtuosi di dipendenti e fornitori, sempre nel 2021, sono state emesse prima e promosse poi, le Environmental Golden Rules a tutte le persone che lavorano in Eni e ai nostri fornitori.

Il nostro impegno per la diffusione della cultura ambientale si è tradotto anche nella sottoscrizione, nel corso dell’anno, di 15 Patti per l’ambiente e la sicurezza, e nel coinvolgimento di diversi fornitori che si sono impegnati a realizzare azioni di miglioramento tangibili e misurabili con l’Indice di Prestazione della Sicurezza e Ambiente.

Le azioni di Eni per la salvaguardia della biodiversità

Eni lavora costantemente per la salvaguardia della biodiversità, come indicato dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’obiettivo numero 14, relativo alla vita sott’acqua punta a conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. 

L’obiettivo numero 15, invece, è dedicato alla vita sulla terra e mira a proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le forestecontrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica.

Eni aderisce ai principi del patto “Together with Nature” a tutela del Pianeta, impegnandosi, oltre a riconoscere lo stretto legame tra cambiamento climatico e perdita di biodiversità, a ridurre al minimo i rischi e massimizzare gli sforzi per la protezione e la conservazione degli ecosistemi esistenti, attraverso l’applicazione di soluzioni basate sulla natura e fondate su rigorosi principi ecologici.

Valutiamo inoltre annualmente la nostra esposizione al rischio biodiversità, mappando la vicinanza geografica dei nostri siti ad aree protette ed aree importanti per la conservazione della biodiversità. Tale mappatura consente l’identificazione dei siti prioritari dove intervenire con indagini a più alta risoluzione per caratterizzare il contesto operativo e ambientale e valutare i potenziali impatti da mitigare attraverso Piani d’Azione, garantendo così un’efficace gestione dell’esposizione al rischio.

Cos’è la “Gerarchia di Mitigazione” e perché è importante

La Gerarchia di Mitigazione è lo strumento che utilizziamo per mitigare i potenziali impatti delle nostre attività sull’ambiente naturale. La gerarchia di mitigazione stabilisce una sequenza preferenziale di azioni dando priorità alle misure preventive dei potenziali impatti rispetto a quelle correttive. Laddove non è possibile evitare l’impatto si applicano azioni mirate per ridurlo al minimo e ripristinare. Se permangono impatti residui significativi, questi vengono compensati ambientalmente applicando azioni tanto più stringenti quanto maggiore è il valore di biodiversità (ad esempio habitat naturali e critici), in modo da evitare il più possibile la perdita netta (no net loss) di biodiversità o addirittura garantirne un incremento (net positive impact).

Il nostro impegno per i Siti Naturali del Patrimonio Mondiale UNESCO

Eni non svolge attività di esplorazione e sviluppo di idrocarburi all’interno dei confini dei Siti Naturali inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (alla data del 31 maggio 2019). Quando svolgiamo attività (di esplorazione, sviluppo e produzione) in aree importanti per la biodiversità, ci impegniamo per la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici (BES) attraverso l’adozione del nostro modello di gestione in linea con la Policy BES di Eni. Quando siamo presenti in joint venture in cui non siamo operatori, ci impegniamo a promuovere con i nostri partner lo sviluppo e l’adozione di buone pratiche gestionali in linea con la nostra Policy sulla Biodiversità e Servizi Ecosistemici (BES).

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La gestione integrata HSE

Nelle nostre attività usiamo le più avanzate tecnologie e norme tecniche in materia di salute, sicurezza e ambiente. Investiamo nella ricerca e nell’innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti e processi con le migliori caratteristiche di compatibilità ambientale e di tutela di sicurezza e salute, promuovendo anche collaborazioni per lo sviluppo di nuove tecnologie. La gestione HSE è regolata da un modello integrato che, oltre a definire in modo chiaro ruoli e responsabilità dei diversi livelli organizzativi, disciplina le attività HSE e la loro interazione con i processi aziendali e diffonde metodologie e criteri comuni. Il coordinamento delle tematiche HSE è effettuato dal Comitato di Coordinamento HSE, presieduto dal Responsabile Sicurezza Salute e Ambiente di Eni ed è composto dai Responsabili della funzione HSE delle varie unità. Con riferimento ai sistemi di gestione ambientale certificati secondo la norma ISO 14001, circa 90 certificazioni, presso i siti aziendali certificati vengono realizzate attività di audit di parte terza con periodicità annuale (audit di sorveglianza annuale), e triennale, per il rinnovo del certificato, in conformità con quanto previsto dalla norma.

Performance tool

Di seguito i Key Performance Indicator (KPI) relativi al quinquennio 2017-2021.

Green Sourcing: un’opportunità di miglioramento

In Eni abbiamo una visione chiara di come operare in maniera sostenibile. È per questo che abbiamo sviluppato una strategia integrata, capace di conciliare la solidità finanziaria con l’attenzione alla sostenibilità: il tutto costruendo un modello operativo in grado di prevenire e ridurre i rischi associati al nostro business. È per questo motivo che la politica del Green Sourcing è centrale nel nostro approccio. Parliamo di stimolare e incentivare una coscienza ambientale, che sia attiva lungo tutta la catena di fornitura, e che favorisca scelte che aiutino a ridurre l’impatto delle nostre attività. Vogliamo contribuire in maniera concreta allo sviluppo locale e globale. Siamo consapevoli che ogni nostra azione rappresenta un’opportunità di diffusione e condivisione con il mercato di principi fondamentali, come quelli di Green Sourcing appunto, che adottiamo e applichiamo ottimizzando:

  • L’energia utilizzata
  • L’utilizzo delle risorse naturali
  • La gestione del suolo (riduzione contaminazione e impoverimento)
  • Le emissioni in atmosfera
  • Il consumo e la gestione delle risorse idriche
  • La riduzione e riciclo dei rifiuti (economia circolare).

Vogliamo sviluppare criteri di valutazione e selezione di prodotti e servizi che favoriscano il ricorso a soluzioni progettate, realizzate e impiegate in coerenza con i principi dell’economia circolare, misurando in maniera costante le nostre performance. L’obiettivo finale è lo sviluppo di un programma condiviso, che sensibilizzi le persone di Eni e i fornitori riguardo l’importanza del Green Sourcing all’interno del nostro modello operativo.

 

L'utilizzo efficiente dell'acqua

Nel 2021, in un’ottica di gestione sostenibile dell’acqua, sono state implementate, presso i siti Eni, delle iniziative volte alla riduzione dei prelievi di acqua dolce e alla sua sostituzione (sia negli usi civili che in quelli industriali) con acqua proveniente da fonti secondarie, come le acque meteoritiche o quelle di falda bonificata. Oltre a queste iniziative, prosegue nel settore Upstream lo sviluppo di progetti volti sia alla reiniezione delle acque di produzione che al loro trattamento e riutilizzo per scopi industriali. L’obiettivo finale è quello di ridurre gli impatti per le comunità e per gli ecosistemi locali soprattutto nelle aree di stress idrico.

In particolare, sono stati installati o potenziati impianti di dissalazione in Egitto e sono in corso progetti per la reiniezione e valorizzazione a scopo IOR6 delle acque di produzione in Egitto e Angola. Inoltre, è stato concluso uno studio di resilienza idrica del polo industriale di Ravenna, per l’ottimizzazione del ciclo idrico industriale. 

Dopo al CEO Water Mandate nel 2019, l’acqua utilizzata in tutti i siti Upstream è stata mappata e sono state individuate azioni di ottimizzazione del suo impiego. Infine, in accordo con i propri principi di trasparenza, anche nel 2021 Eni ha risposto pubblicamente al questionario CDP Water Security, confermando il punteggio A- ottenuto nel 2020.

L'importanza dell'acqua

L'importanza dell'acqua

Una risorsa fondamentale per la sopravvivenza del Pianeta, da preservare in ogni nostra azione.

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La tutela dell’aria

Un’ azienda dell’energia, come Eni, lungo tutto il suo processo industriale, produce emissioni che hanno impatto sull’atmosfera. Proprio per questo, applichiamo le Best Available Techniques (BAT) e i migliori standard procedurali per la riduzione delle emissioni e il controllo dei principali inquinanti in atmosfera e i risultati confermano il nostro impegno.

Eni è storicamente impegnata nella riduzione delle proprie emissioni GHG dirette ed è stata tra i primi del settore a definire, a partire dal 2015, una serie di obiettivi volti a migliorare le performance relative alle emissioni GHG degli asset operati, con indicatori specifici che illustrano i progressi finora conseguiti in termini di riduzione di emissioni di GHG in atmosfera. Complessivamente, le emissioni dirette di GHG derivanti dalle attività operate da Eni nel 2021 sono state pari a 40,08 milioni ton CO₂eq), mentre le Net GHG Lifecycle Emissions (SCOPE 1+2+3) sono diminuite del 10% rispetto al 2018.

Gestione dell’Oil Spill

Eni è impegnata quotidianamente nella gestione dei rischi derivanti dagli oil spill sia in Italia che all’estero, attraverso azioni sempre integrate su tutti i piani di intervento, da quello amministrativo a quello tecnico di prevenzione, controllo e qualità/rapidità/efficacia. Tra i nostri risultati del 2021, i barili sversati da oil spill sono diminuiti del 35% rispetto al 2020. Mentre i barili sversati a seguito di oil spill operativi sono aumentati del 41% rispetto al 2020 a causa di uno sversamento di quasi 900 barili presso la Raffineria di Gela, dovuto ad un errore durante le operazioni di trasferimento olio da serbatoi a nave, con un tasso di recupero pari al 51%. Per quanto riguarda invece gli oil spill da sabotaggio, nel 2021 si è registrato un aumento degli eventi (+13% rispetto al 2020), ma quasi un dimezzamento dei barili sversati (-48% rispetto all’anno precedente).

 

Economia circolare

Il percorso di transizione verso un’economia circolare rappresenta per Eni una delle principali risposte alle attuali sfide ambientali, attraverso la promozione di un modello rigenerativo.

Sulla base di tale approccio i processi aziendali e produttivi vengono rivisitati, minimizzando il prelievo di risorse naturali a favore di input sostenibili, riducendo e valorizzando gli scarti mediante azioni di riciclo o recupero ed estendendo la vita utile dei prodotti e degli asset mediante azioni di riuso o riconversione e,nel caso della CO₂, anche rimuovendo e bilanciando la parte residuale presente in atmosfera.

Giardino

Il nostro percorso verso l'economia circolare

Rispondiamo alle sfide ambientali promuovendo un modello rigenerativo e sostenibile.

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Gestione dei rifiuti

Rispetto alla gestione dei rifiuti, Eni pone particolare attenzione alla tracciabilità dell’intero processo e alla verifica dei soggetti coinvolti nella filiera di smaltimento/recupero, al fine di garantire il rispetto della normativa e dell’ambiente. A causa del contributo in crescita sia dei rifiuti non pericolosi (pari al 78% del totale) che di quelli pericolosi, i rifiuti da attività produttive generati da Eni nel 2021 sono aumentati nel 19% rispetto al 2020. L’incremento è legato principalmente al settore E&P (a cui è riconducibile oltre l’88% dei rifiuti Eni) dove, coerentemente con la progressiva ripresa delle attività dopo l’emergenza COVID-19, sono state generate oltre 334.000 tonnellate in più rispetto al 2020. Ad influire nel settore E&P sono state anche le attività di drilling svolte in Egitto, USA, Vietnam, Messico e Norvegia, mentre al trend in crescita dei rifiuti non pericolosi, hanno contribuito anche i settori Plenitude & Power e R&MeC, in particolare lo stabilimento EniPower di Ravenna e la raffineria di Taranto. I rifiuti recuperati e riciclati nel 2021 sono però aumentati del 15% rispetto al 2020, rappresentando l’11% dei rifiuti totali inviati a trattamento, per i contributi in crescita sia dei pericolosi che dei non pericolosi nei settori E&P e R&MeC.

La quasi totalità dei rifiuti di Eni in Italia è gestita da Eni Rewind che nel 2021 ha proseguito il progetto di digitalizzazione avviato nel 2020 per l’efficientamento e il monitoraggio del proprio processo di gestione dei rifiuti.

Le attività di bonifica

La tutela dei territori in cui operiamo è una priorità assoluta per Eni, in linea con l’obiettivo della mission aziendale di preservare il nostro pianeta. Per queste ragioni, negli anni, abbiamo messo a punto tecniche e pratiche di bonifica sempre più efficaci. La spesa complessiva per le bonifiche nel 2021 ammonta a oltre 452 milioni, in ulteriore aumento rispetto agli anni precedenti. Oltre il 55 della spesa in bonifica è sostenuta da Eni Rewind, società dedicata alla bonifica dei siti contaminati dismessi ed è aumentata nel 2021 ad oltre 250 milioni (208 milioni nel 2020). Nel 2021 sono state generate complessivamente 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti da attività di bonifica (di cui 3,9 milioni da Eni Rewind), costituite per oltre l’89% da acque di falda trattate da impianti TAF, in parte riutilizzate e in parte restituite all'ambiente. Le attività di bonifica, in linea con gli anni precedenti, sono presidiate in ogni fase del processo, dalla progettazione fino all'esecuzione dei lavori e alla riqualificazione e valorizzazione delle risorse come suolo, acqua e rifiuti.

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