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La tutela dell’ambiente e della biodiversità per Eni

L’impegno di Eni per l’ambiente e la biodiversità è sottolineato nella mission: ci impegniamo a sostenere una transizione energetica socialmente equa con l’obiettivo di preservare il pianeta.

Il nostro impegno per il Pianeta che abitiamo

Combattere i cambiamenti climatici. Produrre e garantire energia sostenibile per tutti. Accompagnare modelli sostenibili di consumo. Favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Sono solo alcuni degli obiettivi che, nel 2015, si sono dati 150 leader mondiali a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, sottoscrivendo l’Agenda 2030 che contiene gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Sono gli stessi obiettivi che, come azienda globale dell’energia, abbiamo deciso di abbracciare e sostenere come nostre linee guida per l’azione, il pensiero, gli investimenti. Quindi, oltre a operare ovviamente nel rispetto delle leggi, in conformità agli accordi e agli standard nazionali e internazionali, e ai regolamenti e alle politiche nazionali, abbiamo improntato la nostra azione a principi di sostenibilità, circolarità, e con una sempre maggiore attenzione all’investimento su fonti rinnovabili e a basso impatto. Inoltre, la nostra gestione dell'ambiente, dell'aria, del suolo e la salvaguardia della biodiversità si basano su criteri di prevenzione, protezione, informazione e partecipazione.

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Congo, Myanmar, Nigeria: le nostre azioni per la biodiversità

studio sulla biodiversità nei comuni di Magway e Myothit
135famiglie
interviste sulla biodiversità in Myanmar
studio sulla biodiversità nei comuni di Magway e Myothit
8villaggi
comunità coinvolte in Myanmar
studio sulla biodiversità nel sito di M’Boundi e dei suoi satelliti Zingali, Kouakouala e Loufika
15villaggi
comunità coinvolte in Congo
15° SDG La vita sulla Terra
da Eni for 2019
30ettari
ripristino di mangrovie nel Delta del Niger
studio sulla biodiversità nel sito di M’Boundi e dei suoi satelliti Zingali, Kouakouala e Loufika
4000Kmq
area di studio della biodiversità in Congo
studio sulla biodiversità nel sito di M’Boundi e dei suoi satelliti Zingali, Kouakouala e Loufika
743specie
flora e fauna rilevata in Congo
studio sulla biodiversità nel sito di M’Boundi e dei suoi satelliti Zingali, Kouakouala e Loufika
80persone
interviste sulla biodiversità in Congo

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La gestione integrata HSE

Nelle nostre attività usiamo le più avanzate tecnologie e norme tecniche in materia di salute, sicurezza e ambiente. Investiamo nella ricerca e nell’innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti e processi con le migliori caratteristiche di compatibilità ambientale e di tutela di sicurezza e salute, promuovendo anche collaborazioni per lo sviluppo di nuove tecnologie. La gestione HSE è regolata da un modello integrato che, oltre a definire in modo chiaro ruoli e responsabilità dei diversi livelli organizzativi, disciplina le attività HSE e la loro interazione con i processi aziendali e diffonde metodologie e criteri comuni. Il coordinamento delle tematiche HSE è effettuato dal Comitato di Coordinamento HSE, presieduto dal Responsabile Sicurezza Salute e Ambiente di Eni ed è composto dai Responsabili della funzione HSE delle varie unità.

Il nostro impegno per i Siti Naturali del Patrimonio Mondiale UNESCO

Eni non svolge attività di esplorazione e sviluppo di idrocarburi all’interno dei confini dei Siti Naturali inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (alla data del 31 maggio 2019). Quando svolgiamo attività (di esplorazione, sviluppo e produzione) in aree importanti per la biodiversità, ci impegniamo per la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici (BES) attraverso l’adozione del nostro modello di gestione in linea con la Policy BES di Eni. Quando siamo presenti in joint venture in cui non siamo operatori, ci impegniamo a promuovere con i nostri partner lo sviluppo e l’adozione di buone pratiche gestionali in linea con la nostra Policy sulla Biodiversità e Servizi Ecosistemici (BES).

 

Cos’è la “Gerarchia di Mitigazione” e perché è importante

La Gerarchia di Mitigazione è lo strumento che utilizziamo per mitigare i potenziali impatti delle nostre attività sull’ambiente naturale. La gerarchia di mitigazione stabilisce una sequenza preferenziale di azioni dando priorità alle misure preventive dei potenziali impatti rispetto a quelle correttive. Laddove non è possibile evitare l’impatto si applicano azioni mirate per ridurlo al minimo e ripristinare. Se permangono impatti residui significativi, questi vengono compensati ambientalmente applicando azioni tanto più stringenti quanto maggiore è il valore di biodiversità (ad esempio habitat naturali e critici), in modo da evitare il più possibile la perdita netta (no net loss) di biodiversità o addirittura garantirne un incremento (net positive impact). 

Green Sourcing: un’opportunità di miglioramento

In Eni abbiamo una visione chiara di come operare in maniera sostenibile. È per questo che abbiamo sviluppato una strategia integrata, capace di conciliare la solidità finanziaria con l’attenzione alla sostenibilità: il tutto costruendo un modello operativo in grado di prevenire e ridurre i rischi associati al nostro business. È per questo motivo che la politica del Green Sourcing è centrale nel nostro approccio. Parliamo di stimolare e incentivare una coscienza ambientale, che sia attiva lungo tutta la catena di fornitura, e che favorisca scelte che aiutino a ridurre l’impatto delle nostre attività. Vogliamo contribuire in maniera concreta allo sviluppo locale e globale. Siamo consapevoli che ogni nostra azione rappresenta un’opportunità di diffusione e condivisione con il mercato di principi fondamentali, come quelli di Green Sourcing appunto, che adottiamo e applichiamo ottimizzando:

  • L’energia utilizzata
  • L’utilizzo delle risorse naturali
  • La gestione del suolo (riduzione contaminazione e impoverimento)
  • Le emissioni in atmosfera
  • Il consumo e dell’impatto sulle risorse idriche
  • La riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti (economia circolare)

Vogliamo sviluppare criteri di valutazione e selezione di prodotti e servizi che favoriscano il ricorso a soluzioni progettate, realizzate e impiegate in coerenza con i principi dell’economia circolare, misurando in maniera costante le nostre performance. L’obiettivo finale è lo sviluppo di un programma condiviso, che sensibilizzi le persone di Eni e i fornitori riguardo l’importanza del Green Sourcing all’interno del nostro modello operativo.

 

La tutela dell’acqua

Eni promuove la gestione efficiente delle acque con azioni volte alla mitigazione del rischio idrico, soprattutto nelle aree sottoposte a stress idrico in cui nel 2019 sono continuate le iniziative di riduzione dei prelievi di acqua dolce e nel settore upstream i progetti di accesso all’acqua. Nelle aree a stress idrico Eni effettua annualmente la mappatura e il monitoraggio del rischio idrico e degli scenari di siccità per definire azioni di medio-lungo termine volte anche a prevenire e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici3. Nel dettaglio, i nostri prelievi, nel 2019, sono composti per il 91% da acqua di mare, per circa il 8% da acqua dolce e per il restante 1% da acqua salmastra.

Ad aprile 2019 Eni, prima fra le compagnie O&G, ha aderito al CEO Water Mandate, dando un segnale inequivocabile dell’importanza che va attribuita alla risorsa idrica1.

Eni, con il punteggio A-, è risultata tra le uniche tre società Oil & Gas considerate leader nella gestione delle acque nella valutazione CDP Water Security 2019 sulla sicurezza idrica. Nel 2019, le società invitate a compilare i questionari CDP sono state circa 8.500, tra cui 250 del settore Oil & Gas, rappresentative di oltre il 50% della capitalizzazione mondiale. CDP è un’organizzazione no-profit riconosciuta a livello internazionale tra le Istituzioni di riferimento nella valutazione della performance e della strategia su clima e ambiente delle imprese quotate.

3 L’analisi viene condotta utilizzando Aqueduct, strumento sviluppato dal World Resources Institute e riconosciuto a livello internazionale come riferimento per l’individuazione delle condizioni di stress idrico. https://www.wri.org/applications/maps/aqueduct-atlas.

 

La tutela dell’aria

Un’ azienda dell’energia, come Eni, lungo tutto il suo processo industriale produce emissioni  che hanno impatto sull’atmosfera. Proprio per questo, applichiamo le Best Available Techniques (BAT) e i migliori standard procedurali per la riduzione delle emissioni e il controllo dei principali inquinanti in atmosfera e i risultati confermano il nostro impegno. Nel 2019 le emissioni di inquinanti in atmosfera di Eni presentano tutte trend in riduzione, ad eccezione delle emissioni di NMVOC che aumentano del 4% rispetto al 2018, in particolare nel settore E&P dove è stata aggiornata la composizione del gas del campo di Bouri in Libia, con conseguente aumento della percentuale di composti non metanici inviati a torcia. Le emissioni di NOx si sono ridotte del 2% rispetto al 2018 per il contributo in calo di tutti i settori.

 

Gestione dell’Oil Spill

Eni è impegnata quotidianamente nella gestione dei rischi derivanti dagli oil spill sia in Italia che all’estero, attraverso azioni sempre integrate su tutti i piani di intervento, da quello amministrativo a quello tecnico di prevenzione, controllo e qualità/rapidità/efficacia. I barili complessivamente sversati a seguito di oil spill operativi sono diminuiti del 61% vs. 2018, grazie alle significative riduzioni in Italia e Nigeria. Per quanto riguarda gli eventi da sabotaggio, nel 2019 si è registrato un aumento sia del numero di spill sia delle quantità sversate; tutti gli eventi hanno riguardato le attività upstream in Nigeria dove l'incremento degli spill potrebbe essere in parte legato alle maggiori tensioni sociali per le concomitanti elezioni.

Economia circolare e rifiuti

Il percorso di transizione verso un’economia circolare rappresenta una risposta alle attuali sfide ambientali, sostituendo al modello classico di economia lineare un approccio rigenerativo basato sulla sinergia e simbiosi industriale e associato ad una revisione, mediante l’ecodesign, dei processi produttivi e della gestione degli asset. Tale processo si esplica riducendo il prelievo di risorse naturali a favore di materiali da fonti rinnovabili (o provenienti da scarti di processi produttivi), riducendo e valorizzando gli scarti (rifiuti, emissioni, scarichi) mediante azioni di riciclo o recupero, ed estendendo la vita utile dei prodotti e degli asset con azioni di riuso o riconversione. Nel 2019, con la collaborazione di Certiquality/Universita S. Anna di Pisa, e stato sviluppato un modello, sulla base di riferimenti nazionali ed internazionali, che consentira di attribuire un grado di circolarità nei siti. Inoltre dal 2017 Eni svolge analisi di circolarità sito-specifiche per mappare elementi di circolarità già presenti e individuare possibili interventi di miglioramento, e nel 2019 ne sono state realizzate 4 presso siti societari.

Azioni virtuose identificate attraverso le analisi di circolarità:

  • SITO MULTISOCIETARIO DI BRINDISI: è in progettazione un impianto fotovoltaico flottante per la produzione di energia; si prevede inoltre l’impiego di acqua da TAF4 presso il nuovo impianto a membrane per la produzione di acqua demineralizzata, che consentirà una riduzione aggiuntiva dell’acqua di mare finora utilizzata.
  • UFFICI DI BOLGIANO: presso gli uffici della sede vengono impiegate tecnologie a risparmio energetico quali Smart Windows e Pannelli Solari Organici.
  • DEPOSITO DI RHO: possibilità di raccogliere le acque piovane per essere riutilizzate nella rete antincendio sostituendo così l’acqua di falda emunta da pozzo.
  • RAFFINERIA DI TARANTO: opportunità di ottimizzare l’impianto di Water Reuse per ridurre ulteriormente il prelievo di acqua di pozzo e lo scarico a mare delle acque di processo nonché per destinare i fanghi separati con il trattamento delle acque reflue a recupero invece che a smaltimento.

4 TAF: trattamento acque di falda.

Gestione dei rifiuti

I rifiuti da attività produttive generati da Eni nel 2019 sono diminuiti del 15% rispetto al 2018, in particolare per quanto riguarda i rifiuti non pericolosi (pari al 78% del totale) mentre i rifiuti pericolosi sono risultati in aumento.Inoltre, la quota di rifiuti recuperati e riciclati da Eni nel 2019 è stata pari all'7% dei rifiuti totali smaltiti, in calo rispetto al 2018, anno nel quale il rump-up del progetto Zohr ha generato ingenti quantità di rifiuti recuperati.

 

Le attività di bonifica

La tutela dei territori in cui operiamo è una priorità assoluta per Eni, in linea con l’obiettivo della mission aziendale di preservare il nostro pianeta. Per queste ragioni, negli anni, abbiamo messo a punto tecniche e pratiche di bonifica sempre più efficaci. La spesa complessiva per le bonifiche nel 2019 ammonta a circa €367 milioni, in diminuzione rispetto allo scorso anno del 2%. Oltre il 50% della spesa in bonifica è sostenuta da Eni Rewind, società dedicata alla bonifica dei siti contaminati dismessi, ed è aumentata nel 2019 ad oltre €197 milioni (€175 milioni nel 2018).

Inoltre, rispetto al 2018 si registra una riduzione del 5,1% dei quantitativi prodotti per il contributo di tutti i settori. Il volume di attività testimonia la complessità e variabilità della realtà Eni che spazia da Siti di Interesse Nazionale (raffinerie, petrolchimici e siti dismessi), ai punti vendita del settore R&M o a piazzole pozzo del settore E&P. Le attività di bonifica sono sostanzialmente allineate agli anni precedenti con la prosecuzione della realizzazione dei progetti di bonifica approvati ed il follow up tecnico/amministrativo dei numerosi procedimenti in essere.

Note

¹ Il CEO Water Mandate è un’iniziativa speciale del Segretariato delle Nazioni Unite e del UN Global Compact, realizzato in collaborazione con il Pacific Institute. Gli aderenti al mandato riconoscono di poter identificare e ridurre i rischi per il proprio business connessi alla risorsa idrica, di saper cogliere le opportunità ad essa correlate e di poter contribuire al raggiungimento dei Sustainable Development Goals