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La strategia di Eni contro il cambiamento climatico

La principale sfida del nostro settore, in linea con l’Agenda 2030 dell’Onu, è garantire energia pulita e sostenibile, combattendo il cambiamento climatico.

Il 2030 è vicino: la road map dei nostri impegni

Le evidenze scientifiche sul cambiamento climatico sono indiscutibili. Eni le riconosce ed è stata tra i firmatari del Paris Pledge for Action, sostenendo gli obiettivi contenuti nell’Accordo di Parigi. Inoltre, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu, che Eni ha integrato nella propria mission aziendale, indicano nel 2030 la data in cui verificare un deciso cambio di rotta del mondo. In particolare, gli obiettivi n.7 (Energia pulita e accessibile) e il n.13 (Lotta al cambiamento climatico) ci impegnano in maniera particolare, come azienda dell’energia, a integrare pienamente nel business una strategia concreta di lotta al cambiamento climatico.
Proprio per questo, abbiamo orientato i nostri investimenti nella ricerca applicata al miglioramento delle tecnologie utilizzate per ridurre le emissioni, accelerare il processo di decarbonizzazione e trovare soluzioni innovative per favorire la transizione energetica.

Per queste ragioni, Eni ha approntato una strategia che nel breve periodo si fonda  sull’aumento dell’efficienza e riduzione delle emissioni GHG, su una riduzione delle emissioni carboniche anche sulle fonti fossili, e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Sempre al 2030, sono poi fissati obiettivi importanti, come il raggiungimento della “carbon neutrality” relativa alle operazioni Upstream. Nel lungo termine lo stesso obiettivo, attraverso lo sviluppo e la realizzazione di un piano per la transizione energetica, riguarda ogni nostra attività. 

Dall’Accordo di Parigi agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu

Il 2015 è stato un anno di svolta per il mondo. A settembre a New York sono stati fissati e condivisi, sotto l’egida delle Nazioni Unite, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. A dicembre invece è stato adottato l’Accordo di Parigi, a conclusione della COP21. Sono stati due eventi  storici, supportati da un consenso politico globale, con l’adesione rispettivamente di 193 e 195 Paesi, responsabili del 95% dei gas climalteranti globali. La principale novità dell’Accordo di Parigi ha riguardato il superamento della suddivisione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo che era stata alla base del Protocollo di Kyoto e dei negoziati storici sui cambiamenti climatici: ora tutti i Paesi aderenti si impegnano a contenere le emissioni di gas climalteranti per limitare l’aumento della temperatura globale. 

L’adesione di Eni a entrambi i protocolli ha tracciato la rotta nell’ambito del settore Oil & Gas. Infatti, proprio sulla base di questa mobilitazione globale stiamo giocando un ruolo di primo piano in numerose partnership di rilievo, in particolare con le iniziative Oil & Gas Climate Initiative e Paying for Carbon Coalition, all’interno delle quali, sinergicamente, lavoriamo a soluzioni concrete di breve e lungo termine per la transizione energetica verso un futuro low carbon.

Combattere il cambiamento climatico con l'energia

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