cover-nostro-impegno-diritti-umani.jpg

L’impegno di Eni per il rispetto dei diritti umani

La dignità di ciascun essere umano e il benessere delle persone e delle Comunità nei Paesi in cui operiamo sono alla base del nostro approccio fondato sul rispetto dei diritti umani.

I termini dell’impegno

Allo scopo di tutelare la dignità di ogni essere umano e il benessere delle persone Eni i Principi Guida delle Nazioni Unite in materia di Diritti Umani e Business e le convenzioni internazionali sono, per noi, un riferimento fondamentale in relazione alle nostre attività, al sistema normativo e alla governance. I termini di questo impegno di Eni è espresso nella Dichiarazione Eni sul rispetto dei diritti umani ed è inoltre integrato in altri documenti fondamentali del sistema normativo interno della società come ad esempio il Codice Etico e la Policy di Sostenibilità . L’approccio di Eni ai Diritti Umani è inoltre confermato nell’ Accordo Quadro Globale sulle Relazioni Industriali (a livello internazionale) e sulla Responsabilità Sociale d'Impresa rinnovato nel giugno 2019, in cui viene fatto esplicito riferimento agli UNGPs.

L’Amministratore Delegato, insieme a 35 CEO di altre grandi aziende che fanno parte del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) ha aderito all’Iniziativa Call to Action attraverso cui i CEO e i top manager hanno comunicato l’impegno sul tema oltre a firmare la  CEO Guide on Human Rights.

Le aree prioritarie

Il nostro cammino è proseguito individuando le principali tematiche riguardanti i Diritti Umani, anche attraverso confronti e seminari con i nostri dirigenti. Abbiamo così individuato quattro aree prioritarie: Diritti Umani sul posto di lavoro, Diritti Umani nella catena di fornitura, Diritti Umani nelle Comunità, Diritti Umani nelle attività di Security. In tutte le aree ci guidano gli stessi principi e rigorose procedure di controllo interno volte a prevenire ogni violazione e a mitigarne il più possibile gli effetti, qualora si verificassero.

Le principali tematiche di Eni riguardanti i Diritti Umani

Nel tematiche di identificazione delle principali tematiche di Eni riguardanti i Diritti Umani, i risultati preliminari successivi al Seminario possono essere raggruppati in quattro cluster principali:

Diritti Umani sul posto di lavoro Diritti Umani nella assegnazione di appalti e negli acquisti Diritti Umani nelle comunità Diritti Umani e Sicurezza
Discriminazione e pari trattamento in base a religione, etnia e genere; Schiavitù moderna Diritti sulla terra Uso eccessivo della forza da parte di forze di sicurezza pubbliche e private
Condizioni di lavoro sicure e sane Lavoratori migranti Impatti ambientali che provocano conseguenze su mezzi di sostentamento, salute, disponibilità di acqua per le comunità e le Persone Indigene Sicurezza dei dipendenti in ambienti ad alto rischio
Libertà di associazione e contrattazione collettiva Libertà di associazione e contrattazione collettiva Chiusura dei progetti
Condizioni di lavoro (salari e orario lavorativo)
Condizioni di lavoro sicure e sane

Due diligence

Eni si impegna a sottoporre le proprie attività a un processo di due diligence sul rispetto dei diritti umani. Eni valuta e monitora costantemente i propri impatti reali e potenziali in materia di diritti umani e identifica strategie e soluzioni specifiche, in uno sforzo costante per migliorare l’efficacia della propria azione di prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. Nel quadro dell’integrazione dei diritti umani nei propri processi e prassi, Eni impartisce istruzioni specifiche e offre formazione specializzata ai propri dipendenti, oltre a svolgere iniziative di sensibilizzazione dedicate ai subappaltatori e ad altri Business Partner. Eni valuta e monitora l’efficacia delle proprie attività e rendiconta sulla performance. Eni si impegna a rispettare i quattro standard di lavoro fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, come enunciati nella Dichiarazione sui Principi e i Diritti fondamentali nel Lavoro:

  • libertà di associazione e riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva;
  • eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio;
  • abolizione effettiva del lavoro infantile;
  • eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione.

Inoltre Eni offre un’equa remunerazione e garantisce che l’ambiente di lavoro sia sicuro e salubre e che le condizioni di lavoro siano in linea con gli standard internazionali. Eni mette a disposizione dei propri lavoratori servizi sanitari preventivi e curativi, oltre che di emergenza. Questo modello di assistenza offre un servizio standardizzato per tutti gli ambiti operativi, attraverso servizi e prodotti in economia o acquisiti esternamente. Eni si impegna a rispettare la Convenzione ILO n. 135 che vieta esplicitamente qualsiasi discriminazione nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori in relazione alle loro attività sindacali, assicurando un adeguato accesso al posto di lavoro, oltre che ai dipendenti, anche ai rappresentanti sindacali e rimanendo neutrale riguardo alla preferenza dei dipendenti ad aderire e rimanere in un’organizzazione sindacale, trasferire la propria adesione o concludere tale adesione.

Molestie o atteggiamenti comunque riconducibili a pratiche di mobbing sono proibiti, senza eccezioni, nelle relazioni lavorative, sia all’interno che all’esterno della società. Eni si impegna ad assicurare che, nel collaborare per o con Eni, le imprese terze accettino di applicare ai lavoratori le garanzie sopra descritte, anche imponendo clausole contrattuali adeguate contro possibili violazioni.

Eni tiene conto degli impatti potenziali anche sui diritti umani derivanti dalle attività dei Business Partner nella gestione delle relazioni commerciali e prevede misure specifiche a riguardo. Eni si attende che i propri Business Partner rispettino i principi enunciati in questa Dichiarazione e compie ogni sforzo per inserire clausole sul rispetto dei diritti umani nei propri accordi con essi, relativamente alle attività svolte con o per Eni.

Eni rispetta i diritti delle persone e delle Comunità locali dei Paesi in cui opera, con particolare riferimento alla biodiversità, al diritto alla proprietà e all’utilizzo delle terre e delle risorse naturali, al diritto all’acqua e al massimo livello conseguibile di salute fisica e mentale. Inoltre, Eni opera nel rispetto di standard avanzati per la tutela dell’ambiente e della sicurezza pubblica. Particolare attenzione è riservata ai diritti dei gruppi vulnerabili con un focus sui minori. L’impegno di Eni a rispettare i Diritti Umani delle comunità locali è, insieme alla protezione dell’ambiente e allo sviluppo socialmente responsabile delle comunità in cui opera Eni, uno dei principi che contribuisce alla nostra creazione del valore (sia per Eni sia per le comunità). L’impegno a rispettare i Diritti Umani delle comunità locali è strutturato intorno al riconoscimento:

  • del principio fondamentale di consultazione libera, preventiva, informata;
  • della prassi consolidata di effettuare valutazioni di impatto ambientale, socioeconomico e culturale, compresi quelli relativi alle persone indigene, al fine di identificare, prevenire e quando applicabile mitigare il possibile effetto negativo potenziale e/o effettivo sui Diritti Umani causato dalla società, a cui la stessa ha contribuito o a cui è associata, come ad esempio quelli relativi a:
  • del diritto a cibo e acqua potabile adeguati, al più alto standard possibile di salute fisica e mentale, ad un’abitazione adeguata, alla scolarità e diritti speciali di indigeni e appartenenti alle tribù.
  • dell’impegno fondamentale ad evitare il reinsediamento delle comunità locali e fornire una adeguata compensazione in caso di acquisizione inevitabile di terreni e di reinsediamenti delle persone coinvolte con cui devono comunque essere raggiunti degli accordi. Una delle priorità di Eni è il rispetto del diritto alla vita e alla integrità fisica e alla salute sia del proprio personale sia dei membri delle comunità locali. Eni è cosciente che gli eventi di Sicurezza possono interessare sostanzialmente quasi l’intero spettro dei Diritti Umani, compresi i diritti economici, sociali e culturali. Per esempio, le attività di sicurezza possono avere un significativo impatto negativo o positivo sulla libertà di espressione e sulla possibilità di partecipare ai processi politici. Conscia di queste opportunità e sfide, Eni gestisce le proprie attività di sicurezza in conformità ai principi internazionali sui Diritti Umani, e in conformità alle linee guida stabilite dai Principi Volontari su Sicurezza e Diritti Umani.

Accesso al rimedio

Il coinvolgimento attivo delle imprese nelle attività di rimedio deve comprendere tanto la partecipazione alla creazione di meccanismi di reclamo a livello operativo, a disposizione di persone e comunità, quanto la cooperazione con meccanismi giudiziari e non giudiziari statali, così come riconosciuto dall’UNGP n. 29 e dalle Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali. I meccanismi di reclamo a livello operativo possono rappresentare la forma primaria di rimedio, in particolare ove i sistemi giudiziari o non giudiziari statali sono deboli o inaccessibili. La rilevanza di questi meccanismi emerge in tutta la sua forza se si stima che, attualmente, quattro miliardi di persone in tutto il mondo non possono attualmente contare su uno stato di diritto né avere accesso a istituzioni giudiziarie. Un meccanismo di reclamo a livello operativo può inoltre consentire alle aziende di rispondere in maniera rapida ed efficace alle possibili situazioni critiche, prevenendone il peggioramento e impedendo l’insorgere di conflitti.

Nel 2016 Eni ha adottato una procedura relativa ai "Meccanismo di Reclamo" che definisce le attività che devono essere svolte quando Eni riceve, in forma scritta o verbale, segnalazioni o reclami relativi alle proprie attività. Questa procedura è direttamente applicabile ad ogni realtà Eni, essendo stata allegata alle Linee Guida del Sistema di Gestione della Sostenibilità: le consociate di Eni in tutto il mondo devono assicurarne l’applicazione, in conformità al sistema interno di disciplina di Eni.

Come previsto dalle Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali, Eni coopera anche con altri meccanismi giudiziari e non giudiziari statali (come per esempio i Punti di Contatto Nazionali OCSE, le Istituzioni per i Diritti Umani e simili). Eni consente a tutti – terzi e dipendenti – di inviare informazioni riguardanti problematiche collegate al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi o presunte violazioni del Codice Etico, compresi potenziali abusi in materia di Diritti Umani. La riservatezza e l’anonimato delle persone che presentano le denunce sono garantiti, come previsto dal regolamento “Segnalazioni ricevute (anche in forma anonima) da Eni SpA e dalle sue controllate in Italia e all’estero". Le Segnalazioni possono essere inviate utilizzando questa pagina.

manager-descalzi.jpg

Il rispetto dei diritti umani è un aspetto fondamentale e una priorità del nostro modo di operare, e influenza il modo in cui noi gestiamo le nostre attività aziendali.

da CLAUDIO DESCALZI

L’impegno alla trasparenza sui risultati che otteniamo

La trasparenza, interna ed esterna, in merito ai risultati ottenuti, è indispensabile per verificare i miglioramenti e monitorare le criticità. Per questo dal 2017 abbiamo adottato per i nostri report i nuovi GRI substainibility reporting standard (GRI Substainibility) del Global Reporting Standards (GRI). L’intera parte dedicata ai diritti umani, inoltre, è stata sviluppata coerentemente con il UNGP Reporting Framework.

 

Eni for Human Rights - Executive Summary

PDF 6.07 MB 20 gennaio 2019 CET 12:00
PDF 6.07 MB

Eni for Human Rights - English version

PDF 3.50 MB 19 novembre 2019 CET 17:47
PDF 3.50 MB

Slavery and Human Trafficking Statement 2018

PDF 349.75 KB 19 aprile 2019 CEST 15:16
PDF 349.75 KB
PDF 119.60 KB

Report HRA Eni Angola Cabinda Nord e relativo piano di azione 2019

PDF 284.86 KB 16 settembre 2019 CEST 00:00
PDF 284.86 KB

Eni Myanmar: Human Rights Report 2016

PDF 987.22 KB 04 ottobre 2016 CEST 00:00
PDF 987.22 KB

La collaborazione con gli organismi internazionali

Il nostro impegno per i diritti umani e la loro promozione è sancito anche dalla collaborazione costante e prolungata con diversi organismi internazionali, sia afferenti al sistema delle Nazioni Unite sia alla società civile. Solo per citare alcuni esempi:

  • nel 2001 siamo stati la prima impresa italiana ad aderire al  Global Compact promosso dalle Nazioni Unite;
  • abbiamo organizzato attività formative in collaborazione con  l'International Training Center, l’istituto di formazione dell’International Labour Organization (ILO);
  • ci confrontiamo con le altre compagnie del settore O&G sui temi della sostenibilità (biodiversità, local content, sviluppo delle comunità, reporting, diritti umani) all’interno di IPIECA;
  • collaboriamo con l’IHRB, un’organizzazione indipendente che lavora come centro globale di eccellenza e di expertise (a think & do tank) sul tema delle relazioni tra il business e i diritti umani;
  • Cooperiamo stabilimente con United Nations Development Programme, FAO  Unesco.

Informare e contribuire a migliorare l’accesso ai diritti fondamentali nelle comunità locali sono aspetti fondamentali dell’approccio con cui Eni sviluppa le proprie operazioni. A tal fine Eni si è avvalsa del Danish Institute for Human rights per condurre studi di impatto (Human Rights Impact Assessments) in alcune aree operative come in Myanmar, Messico, Angola e Mozambico. La collaborazione con DIHR ha toccato vari aspetti dalle valutazioni di impatto alla formazione e ad altri elementi che hanno contribuito a delineare l’approccio Eni sul tema.

Il Danish Institute for Human rights

Il DIHR è un’istituzione indipendente finanziata dallo stato danese, il cui mandato è di proteggere e promuovere i diritti umani e affrontare il tema degli impatti provocati dal business sulla sfera dei diritti umani. Attraverso strumenti quali la ricerca e le partnership con altri attori, il DIHR intende contribuire alla costruzione di un ambiente globale in cui gli impatti negativi del business siano minimizzati e siano realizzate le opportunità per un contributo positivo all’affermazione dei diritti umani. Questo istituto collabora con Eni nella realizzazione di iniziative specifiche in materia di diritti umani e nello svolgimento di corsi di formazione rivolti al personale.

 

Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani

Tra gli stakeholder rilevanti di Eni il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani  (CIDU) ha un ruolo molto importante infatti Eni si è confrontata con esso nell’elaborare la sua nuova Dichiarazione sui diritti umani e l’identificazione dei “temi salienti”. Il CIDU ha lo scopo di assolvere agli obblighi assunti dall’Italia negli accordi e convenzioni adottati sul piano internazionale relativi alla protezione e promozione dei Diritti Umani, ha permesso all’Italia di dotarsi, tra i primi, di un Piano d’Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani

 

Il rinnovo del Global Framework Agreement

Nell’ambito delle relazioni Industriali a livello internazionale il 21 giugno 2019 è stato rinnovato il Global Framework Agreement on International Relations and Corporate Social Responsibility (GFA) con le Organizzazioni Sindacali Filctem, CGIL, Femca CISL, UiltecUIL e con IndustriALL Global Union. Il rinnovo del Global Framework Agreement ha confermato l’impegno da parte dei firmatari nel supportare e condurre le proprie attività nel rispetto di una serie di principi condivisi, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, le Convenzioni fondamentali ILO (International Labour Organization), le OECD Guidelines for Multinational Enterprises, i principi del Global Compact e gli “UN Guiding Principles for Business & Human Rights”.

Gli elementi di novità rispetto alla precedente intesa si concentrano principalmente sull’aumentata attenzione verso le tematiche di Salute e Sicurezza al Lavoro, il rapporto con i fornitori, lo sviluppo sostenibile e la difesa dell’ambiente, oltre che all’introduzione di un sistema di monitoraggio rispetto alle previsioni dell’Accordo stesso. Dal 2018 è attivo e disponibile per tutti i dipendenti Eni il programma formativo sull’Accordo Quadro Globale sulle Relazioni Industriali a livello internazionale e sulla responsabilità Sociale d’Impresa.

 

Il World Business Council for Sustainable Development

Il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), è una “CEO-led organization” che conta oggi circa 200 multinazionali aderenti di diversi settori, accomunate dall’impegno per lo sviluppo sostenibile. Il WBCSD è stato creato nel 1992 in preparazione del primo Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Rio ed Eni è stata tra i membri fondatori. Il WBCSD supporta il settore privato nel perseguire l’obiettivo della crescita economica attraverso l'individuazione di percorsi di sviluppo sostenibile attraverso metodologie condivise. Eni partecipa ai lavori dei cluster, Social Impact e Climate & Energy.