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#OrangetheWorld: una giornata contro la violenza sulle donne

La campagna ONU per eliminare la più diffusa violazione dei diritti umani ricorre ogni 25 novembre. Quest’anno Palazzo Mattei, la sede di Eni a Roma, si illumina di arancione.

di Eni Staff
25 novembre 2020
7 min di lettura
di Eni Staff
25 novembre 2020
7 min di lettura

Orange Day: il mondo si tinge di arancione

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre, e si celebra ogni 25 novembre. La giornata è conosciuta anche come Orange Day perché in tutto il mondo viene identificata con il colore arancione, scelto dall’UN Women, l’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere, per simboleggiare un futuro senza violenza sulle donne. In occasione della Giornata, infatti, l’UN Women promuove la campagna di sensibilizzazione #OrangetheWorld, alla quale anche Eni partecipa con l’illuminazione arancione di Palazzo Mattei a Roma durante l’intera serata.

Questa data è stata scelta per ricordare la brutale uccisione delle sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana. Il 25 novembre del 1960, durante una visita ai loro mariti in carcere le tre donne furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Furono torturate, massacrate e poi gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. All’opinione pubblica fu subito chiaro che le sorelle Mirabal erano state assassinate. La ribellione che ne conseguì condusse presto alla morte del dittatore del Paese.

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Donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo. La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace.

Obiettivo di sviluppo sostenibile n.5

“16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”: a difesa dei diritti umani

La violenza contro le donne non è solo un reato, ma è la più diffusa e dilagante violazione dei diritti umani a livello globale. Per questo motivo un filo rosso unisce due ricorrenze altrettanto significative e indissolubili: da una parte il 25 novembre celebra la lotta contro “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata” (Dichiarazione ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne del 1993); dall’altra il 10 dicembre commemora l’Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. 

Tra le due date si estende la campagna ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne entro il 2030 lanciata nel 2008 e denominata UNiTE: “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”, un’azione globale che dà forma a diverse manifestazioni di solidarietà e invita a riflettere su quello che l’ONU ha definito “non solamente un diritto umano fondamentale, ma una condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace”, ovvero la parità di genere.

La sede Eni diventa arancione per sostenere la campagna #OrangetheWorld

L’uguaglianza di genere, oltre a essere un diritto umano, è uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, il n. 5 “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”. I 17 SDGs hanno ispirato la nostra mission e guidano le nostre azioni ogni giorno. Una mission che conferma il nostro impegno per una transizione energetica che sia anche socialmente equa e integrando organicamente i 17 SDGs. Questo è possibile grazie alle persone, alla loro passione e alla spinta dell’azienda verso l’innovazione continua, alla valorizzazione della diversità come leva di sviluppo, al rispetto e alla promozione dei diritti umani, all’integrità nella gestione del business.

La campagna #OrangetheWorld ci vede partecipi alla Giornata  internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con un’iniziativa dal valore simbolico: mercoledì 25 novembre, dalle 18 fino a mezzanotte, illuminiamo di arancione la sede romana di Eni, Palazzo Mattei. Eni aderisce alla campagna #OrangeTheWorld nelle Nazioni Unite anche attraverso iniziative di formazione e un progetto di comunicazione interna che vede il coinvolgimento di tutti i dipendenti Eni, uniti simbolicamente contro la violenza di genere.

In perfetta sintonia con i principi e i valori alla base del nostro operato e del nostro Codice etico, siamo da sempre impegnati nel rispetto verso i diritti umani, in Italia e nei Paesi in cui operiamo in tutto il mondo, approccio che ci ha portati nel 2019 a pubblicare il primo “Eni for Human Rights”. Il rapporto, che ha goduto del contributo di esperti internazionali e organizzazioni di settore ed è stato aggiornato nello scorso giugno, contiene informazioni trasparenti e concrete sul nostro impegno per il rispetto dei diritti umani. 

La parità di genere rientra certamente tra quei diritti che difendiamo in maniera concreta: per esempio sostenendo progetti in favore delle pari opportunità come fattore di crescita di una comunità (HALO Trust - Angola “100 Women in Demining”), promuovendo la parità salariale (realizzata al 98%), o avvicinando bambine e ragazze alle materie tecnico-scientifiche attraverso iniziative di vario genere. Come afferma l’ONU: “Garantire a donne e ragazze un accesso paritario all’educazione, alla sanità, a un lavoro dignitoso, così come a una rappresentanza nei processi decisionali politici ed economici, darà nuova linfa vitale all'economia sostenibile, apportando benefici su larga scala alla società e all’umanità".

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La sede romana di Eni, Palazzo Mattei.

La violenza di genere durante il lockdown

In questo anno particolare segnato da una profonda piaga, il diffondersi del COVID-19 e le conseguenti misure di sicurezza adottate a livello globale, il tema della campagna UNiTE è dedicato proprio agli effetti della pandemia sul fenomeno della violenza domestica. Questo tipo di violenza è infatti incrementato dai rischi legati alla convivenza forzata durante la chiusura per l’emergenza sanitaria e all’offerta limitata di strutture e programmi dedicati alle vittime. Secondo quanto riportato nel Dossier Viminale, il lockdown ha visto triplicare gli omicidi di donne, soprattutto nell’ambito familiare. 

Le donne sono state dunque esposte su più fronti, economico, familiare e sanitario. Abbiamo di recente pubblicato un dossier che analizza le conversazioni in rete intorno al tema della "gender equality" proprio durante il periodo di chiusura, dal titolo Donne e lavoro: la pandemia inasprisce le disuguaglianze. Di seguito alcuni dati emerse dalle ricerche Google sul tema “uguaglianza di genere”, nel mondo e in Italia.

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Donne e lavoro: la pandemia inasprisce le disuguaglianze

La gender equality vista attraverso gli occhi della Rete.

La ricerca