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Una nuova Eni per un nuovo futuro

Il piano strategico di Eni fino al 2050.

di Mike Scott
03 marzo 2020
9 min di lettura
diMike Scott
03 marzo 2020
9 min di lettura

Il 28 febbraio, l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha annunciato la sua strategia a lungo termine per i prossimi trent’anni, che permetterà all’azienda di concentrarsi maggiormente sulla produzione di energia a basse emissioni di carbonio.
Alla luce del mutevole ambiente energetico, che impone a tutte le attività commerciali di diventare significativamente più sostenibili negli anni a venire, Eni afferma ancora una volta il suo ruolo di leader in quest’impulso volto a rendere più sostenibile il processo di produzione energetica. 

La nuova Eni sarà un’azienda molto più sostenibile, in grado di prosperare nella transizione energetica, offrendo, da un lato, una produzione di energia redditizia e, dall’altro, un’importante riduzione del livello di carbon footprint.

di Claudio Descalzi, CEO Eni

Costruito sulla base dei progressi già compiuti da Eni negli ultimi sei anni, il piano si afferma innanzitutto come strategia industriale che avrà inizio con un piano quadriennale, fino al 2023, e che dovrà portare a ridurre drasticamente il livello di carbon footprint dell’azienda e dei suoi prodotti.  Le emissioni di gas serra relative al ciclo di vita dei prodotti Eni saranno ridotte dell’80% entro il 2050. Un dato particolarmente significativo se consideriamo che l’azienda includerà anche tutti gli idrocarburi prodotti o acquistati da terzi in tutte le attività facenti parti del suo portafoglio energetico nella quantificazione delle emissioni relative allo Scope 3. Lo Scope 1 comprende infatti le emissioni dirette prodotte dall’azienda, mentre lo Scope 2 si riferisce alle emissioni risultanti dalla generazione di energia elettrica, vapore, riscaldamento e raffreddamento consumati dall’azienda. Infine, lo Scope 3 include appunto le emissioni indirette derivanti dal consumo dei prodotti Eni da parte dei suoi clienti. 

Lo sviluppo dell’azienda da qui al 2050 sarà basato su quattro principi fondamentali

  1. i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, dai quali ha tratto ispirazione la “mission” di Eni
  2. Una maggiore integrazione tra le diverse attività: Eni diventerà ancora più integrata, dalla produzione alla vendita finale, sia per quanto riguarda i prodotti convenzionali, sia quelli bio e rinnovabili.
  3. Solidità finanziaria: l’azienda conserverà il proprio focus sulla disciplina del capitale, al fine di mantenere un solido bilancio patrimoniale e una generazione di flusso di cassa sostenibile.  
  4. Remunerazione degli azionisti: la società manterrà la sua politica di remunerazione progressiva degli azionisti.

Adesso vediamo insieme come Eni intende sviluppare le proprie attività nell’arco dei prossimi 30 anni. 

Attività upstream

La produzione di petrolio e gas crescerà del 3,5% entro il 2025, anno in cui raggiungerà un livello stabile e poi inizierà a calare. La gran parte di tale riduzione sarà relativa alla produzione di petrolio, mentre il gas costituirà l’85% della produzione dell’azienda entro il 2050. Eni continuerà a concentrarsi su progetti convenzionali e su asset che possono essere immessi sul mercato in modo semplice, economico e veloce. Ciò accrescerà la flessibilità dell’azienda e la sua capacità di reagire alle mutevoli condizioni del mercato e alle innovazioni tecnologiche, oltre a ridurre il rischio di rimanere vincolata da attivi non recuperabili (stranded asset).

Energia rinnovabile

L’azienda nutre inoltre grandi ambizioni per quanto riguarda l’energia rinnovabile, con l’obiettivo di affermarsi come importante attore globale integrato, con oltre 55 GW di capacità produttiva ricavata da fonti rinnovabili entro il 2050. 
Circa il 70% della capacità da fonti rinnovabili di Eni sarà localizzata in Paesi OCSE, dove esiste una forte domanda di energia elettrica sostenibile da parte di clienti industriali e al dettaglio, mentre nei Paesi non facenti parte dell’OCSE, l’energia sarà venduta principalmente a società statali. Il gruppo prevede di concentrare la propria crescita nei Paesi del nord del Mediterraneo, negli Stati Uniti e in Australia, dove si attende una significativa espansione in termini di energia rinnovabile e biometano.

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Attività midstream

“Le attività midstream rappresenteranno in misura sempre maggiore l’anello di congiunzione e il motore di ottimizzazione tra la produzione e la vendita di gas, energia e prodotti a zero emissioni di carbonio”, ha sottolineato Descalzi.
Col passare del tempo, la divisione midstream venderà principalmente biometano ed energia da fonti rinnovabili e, al contempo, continuerà a gestire la capacità di produzione di energia e gas convenzionali, con progetti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), che renderanno il gas neutrale in termini di emissioni di carbonio

Per Eni e l’Italia si presenta un’opportunità unica: costruire un impianto con tecnologia CCS a Ravenna, competitivo in termini di costi e reso possibile dalla concomitanza di fattori quali un giacimento di gas offshore esaurito, infrastrutture già presenti e la prossimità di siti industriali che producono emissioni. Eni prevede di portare a termine gli studi tecnici e le procedure normative necessarie entro il 2025, per poi costruire un progetto che spera servirà da modello per progetti futuri in tutto il mondo.

L’obiettivo è integrare tale progetto con altri mirati alla conservazione delle foreste, che a loro volta contribuiranno a catturare fino a 20 milioni di tonnellate annue di CO2 entro il 2030 ed oltre 30 tonnellate entro il 2050.

Raffinazione

L’attività di raffinazione dell’azienda si evolverà accrescendo notevolmente le sue capacità di bioraffinazione, portandole a 5 milioni di tonnellate annue entro il 2050, rifornendosi di materie prime di seconda e terza generazione ed eliminando l’olio di palma entro 2023. I mercati chiave saranno gli Stati Uniti, il Medio e l’Estremo Oriente, e l’Europa per quanto riguarda il carburante sostenibile per l’aviazione (Biojet). Entro il 2050, la divisione di raffineria e marketing di Eni venderà solo prodotti decarbonizzati e le sue stazioni di servizio incrementeranno l’offerta di prodotti blu, green e bio. La sola raffineria tradizionale a rimanere nel portafoglio di Eni nel lungo termine sarà quella ad Al-Ruwais, negli Emirati Arabi Uniti, mentre i siti italiani dell’azienda saranno progressivamente convertiti alla produzione di idrogeno, biometano, metanolo e prodotti derivati da scarti.

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Prodotti chimici

 Per quanto riguarda il settore chimico, l’attività convenzionale dell’azienda si concentrerà su prodotti specializzati, producendo polimeri ad alte prestazioni, ma svilupperà altresì soluzioni di economia circolare per produrre prodotti chimici da energia rinnovabile e materie plastiche riciclate avanzate.
Versalis, la società chimica di Eni, userà in misura sempre maggiore la plastica come materia prima, impiegando tecniche meccaniche e chimiche per riciclare quanta più plastica possibile. “Entro il 2050, la nostra attività nel settore chimico risulterà ridotta, ma al contempo molto meno esposta alle flessioni del mercato”, ha affermato Descalzi.

Piano 2020-2023

Questa visione a lungo termine è supportata da azioni concrete nel breve termine, come stabilito nel piano aziendale per i prossimi quattro anni.
Ciò vedrà un amento annuo del 3,5% della produzione upstream entro il 2025. Il piano d’azione 2020-2023 pone l’accento sui progetti con alta probabilità di successo che possono essere sviluppati più rapidamente. È infatti meno probabile che questi siano vincolati da normative più restrittive in materia di emissioni in un secondo momento.
La capacità produttiva di energia da fonti rinnovabili aumenterà fino a raggiungere 3 GW entro il 2023 e 5 GW entro il 2025, grazie ad investimenti pari a 2,6 miliardi di euro da allocare entro il 2023. 
Nel frattempo, l’utile derivante dalle attività midstream e downstream risulterà più che triplicato entro il 2023 rispetto ai livelli del 2019, raggiungendo 2 miliardi di euro. Le principali aree di interesse saranno rappresentate dal gas e dall’energia al dettaglio, area in cui il gruppo prevede di incrementare il numero di clienti al dettaglio portandoli a 11 milioni, 4 milioni dei quali nell’energia, sviluppando al contempo nuovi prodotti e servizi. 
Per quanto riguarda la raffinazione, la capacità di biotrattamento aumenterà fino a raggiungere 1 milione di tonnellate entro il 2023. L’azienda si concentrerà inoltre sullo sviluppo di iniziative di economia circolare per produrre idrogeno e metanolo riciclando materiali di scarto e dall’olio di ricino, entrambi nuove materie prime per la bioraffinazione.
Nel settore dei prodotti chimici, l’azienda inizierà la transizione verso la produzione di polimeri più pregiati, oltre che ad incrementare la quantità di materie prime riciclate e a ridurre le emissioni. 

“La strategia che annunciamo quest’oggi rappresenta un passo fondamentale per Eni”, ha concluso Descalzi. “L’Eni del futuro sarà ancora più sostenibile”.

L'autore: Mike Scott

Giornalista specializzato in ambiente e scrittura imprenditoriale, per clienti corporate, giornali, riviste e think tank.

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