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  • AZIENDA

Oltre il visibile, le competenze Eni per la Basilica di San Pietro

Insieme a La Fabbrica portiamo avanti un innovativo progetto di monitoraggio strutturale e analisi del sottosuolo per un bene architettonico unico.

Ricostruzione digitale 3D, interno Basilica di San Pietro, Altare Papale

Sotto la superficie marmorea dei pavimenti e la maestosità delle navate, la Basilica di San Pietro conserva un racconto millenario in cui si stratificano sfide ingegneristiche e memorie silenziose. È a partire da questo intreccio di storie che prende vita "Oltre il visibile”, nuovo capitolo della collaborazione tra Eni e La Fabbrica di San Pietro, istituzione che da sei secoli amministra e tutela il monumento. 

Nel cuore della struttura 

Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e mettendo a disposizione il patrimonio di competenze delle sue persone, Eni ha analizzato direttamente e con precisione millimetrica le fondamenta e gli equilibri invisibili della Basilica, riportando alla luce le intuizioni progettuali che, secolo dopo secolo, hanno plasmato l’opera architettonica che ammiriamo oggi. Non si tratta solo di una fotografia del presente o di un viaggio nel passato, ma soprattutto di una bussola per il futuro. L’elaborazione di dati archeologici, geologici e strutturali eseguita da Eni, ha generato un modello integrato di informazioni di una precisione senza precedenti e consentito alla Fabbrica di San Pietro di pianificare, con una consapevolezza nuova, interventi mirati per garantire la conservazione del monumento negli anni a venire.

  • 1 di 1

    Il racconto del progetto

    Tra storia, arte e innovazione

    Oltre il visibile

    Jacopo Veneziani ci accompagna in un viaggio alla scoperta della collaborazione di Eni con La Fabbrica di San Pietro per un'opera di altissimo valore culturale.

     

    Guarda il documentario e ascolta le voci dei protagonisti.

Le competenze di Eni al servizio della Basilica di San Pietro

La tecnologia incontra la bellezza, per un bene dal valore unico.

Ricerca archivistica

Nell’Archivio della Fabbrica — che conserva la documentazione storica della Basilica dal 1506 a oggi — i tecnici archivisti di Eni hanno recuperato le informazioni fondamentali sulla storia del monumento, a partire dalle antiche annotazioni di maestri come Giovanni Poleni e Luigi Vanvitelli. Decodificare questi dati storici è servito per orientare le moderne tecnologie diagnostiche e comprendere l'evoluzione della struttura.

Analisi topografica e digitalizzazione

Dopo aver effettuato il rilievo topografico completo del sito, Eni ha integrato l’uso del Laser Scanner, realizzando una digitalizzazione a 360 gradi della struttura. Questa elaborazione ha generato il Digital Twin, o Gemello Digitale: una “nuvola di punti” tridimensionale, indispensabile per svelare dettagli invisibili.

Monitoraggio strutturale avanzato

Per monitorare il comportamento strutturale della Cupola, sono stati installati sul tamburo — ovvero sull’anello cilindrico che la sorregge — innovativi sensori che puntano alle stelle. Queste strumentazioni, utilizzando il cielo come riferimento fisso e assoluto, rilevano rotazioni e micro-spostamenti stagionali o termici, monitorando in tempo reale lo stato della struttura con accuratezza millimetrica.

Analisi geofisica

Attraverso l’uso di un georadar e la generazione di onde acustiche tramite piccoli martelli, Eni ha sondato il sottosuolo della Basilica preservando l'integrità dei marmi. I geofoni - sensori capaci di captare le onde che si propagano nel terreno - hanno catturato gli echi provenienti dalle rocce profonde, rivelando come la diversa natura del terreno influenzi gli equilibri dei vari settori del monumento. 

Le competenze di Eni al servizio della Basilica di San Pietro

La tecnologia incontra la bellezza, per un bene dal valore unico.

Ricerca archivistica

Ricerca archivistica

Nell’Archivio della Fabbrica — che conserva la documentazione storica della Basilica dal 1506 a oggi — i tecnici archivisti di Eni hanno recuperato le informazioni fondamentali sulla storia del monumento, a partire dalle antiche annotazioni di maestri come Giovanni Poleni e Luigi Vanvitelli. Decodificare questi dati storici è servito per orientare le moderne tecnologie diagnostiche e comprendere l'evoluzione della struttura.

Analisi topografica e digitalizzazione

Analisi topografica e digitalizzazione

Dopo aver effettuato il rilievo topografico completo del sito, Eni ha integrato l’uso del Laser Scanner, realizzando una digitalizzazione a 360 gradi della struttura. Questa elaborazione ha generato il Digital Twin, o Gemello Digitale: una “nuvola di punti” tridimensionale, indispensabile per svelare dettagli invisibili.

Monitoraggio strutturale avanzato

Monitoraggio strutturale avanzato

Per monitorare il comportamento strutturale della Cupola, sono stati installati sul tamburo — ovvero sull’anello cilindrico che la sorregge — innovativi sensori che puntano alle stelle. Queste strumentazioni, utilizzando il cielo come riferimento fisso e assoluto, rilevano rotazioni e micro-spostamenti stagionali o termici, monitorando in tempo reale lo stato della struttura con accuratezza millimetrica.

Analisi geofisica

Analisi geofisica

Attraverso l’uso di un georadar e la generazione di onde acustiche tramite piccoli martelli, Eni ha sondato il sottosuolo della Basilica preservando l'integrità dei marmi. I geofoni - sensori capaci di captare le onde che si propagano nel terreno - hanno catturato gli echi provenienti dalle rocce profonde, rivelando come la diversa natura del terreno influenzi gli equilibri dei vari settori del monumento. 

Scarica l'approfondimento che ripercorre nel dettaglio le diverse fasi del progetto.

Arte e tecnologia: un impegno concreto

Con il progetto “Oltre il visibile” Eni torna a mettere a disposizione del mondo dell’arte le proprie competenze e tecnologie, riaprendo il dialogo con La Fabbrica iniziato, nel 2000, con il restauro della facciata in occasione del Giubileo. Inoltre, siamo intervenuti nel restauro del Duomo di Milano nel 2013, in quello della Basilica di Collemaggio a L’Aquila, restituita alla comunità dopo il sisma, e nella complessa ricostruzione della Basilica di San Benedetto a Norcia.

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