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Oltre il visibile, le competenze Eni per la Basilica di San Pietro
Insieme a La Fabbrica portiamo avanti un innovativo progetto di monitoraggio strutturale e analisi del sottosuolo per un bene architettonico unico.
Insieme a La Fabbrica portiamo avanti un innovativo progetto di monitoraggio strutturale e analisi del sottosuolo per un bene architettonico unico.
Sotto la superficie marmorea dei pavimenti e la maestosità delle navate, la Basilica di San Pietro conserva un racconto millenario in cui si stratificano sfide ingegneristiche e memorie silenziose. È a partire da questo intreccio di storie che prende vita "Oltre il visibile”, nuovo capitolo della collaborazione tra Eni e La Fabbrica di San Pietro, istituzione che da sei secoli amministra e tutela il monumento.
Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e mettendo a disposizione il patrimonio di competenze delle sue persone, Eni ha analizzato direttamente e con precisione millimetrica le fondamenta e gli equilibri invisibili della Basilica, riportando alla luce le intuizioni progettuali che, secolo dopo secolo, hanno plasmato l’opera architettonica che ammiriamo oggi. Non si tratta solo di una fotografia del presente o di un viaggio nel passato, ma soprattutto di una bussola per il futuro. L’elaborazione di dati archeologici, geologici e strutturali eseguita da Eni, ha generato un modello integrato di informazioni di una precisione senza precedenti e consentito alla Fabbrica di San Pietro di pianificare, con una consapevolezza nuova, interventi mirati per garantire la conservazione del monumento negli anni a venire.
Operazioni di rilievo topografico all'interno della navata centrale.
Tecnico effettua dei rilievi all’esterno della Basilica di San Pietro, Roma.
Rilievo con Laser Scanner 3D eseguito da un tecnico.
Intervento di monitoraggio ravvicinato sul Baldacchino di Bernini con piattaforma aerea.
Installazione di sensori di precisione sul pavimento della Basilica.
Utilizzo di un veicolo robotico all'interno della Basilica.
La tecnologia incontra la bellezza, per un bene dal valore unico.
Nell’Archivio della Fabbrica — che conserva la documentazione storica della Basilica dal 1506 a oggi — i tecnici archivisti di Eni hanno recuperato le informazioni fondamentali sulla storia del monumento, a partire dalle antiche annotazioni di maestri come Giovanni Poleni e Luigi Vanvitelli. Decodificare questi dati storici è servito per orientare le moderne tecnologie diagnostiche e comprendere l'evoluzione della struttura.
Dopo aver effettuato il rilievo topografico completo del sito, Eni ha integrato l’uso del Laser Scanner, realizzando una digitalizzazione a 360 gradi della struttura. Questa elaborazione ha generato il Digital Twin, o Gemello Digitale: una “nuvola di punti” tridimensionale, indispensabile per svelare dettagli invisibili.
Per monitorare il comportamento strutturale della Cupola, sono stati installati sul tamburo — ovvero sull’anello cilindrico che la sorregge — innovativi sensori che puntano alle stelle. Queste strumentazioni, utilizzando il cielo come riferimento fisso e assoluto, rilevano rotazioni e micro-spostamenti stagionali o termici, monitorando in tempo reale lo stato della struttura con accuratezza millimetrica.
Attraverso l’uso di un georadar e la generazione di onde acustiche tramite piccoli martelli, Eni ha sondato il sottosuolo della Basilica preservando l'integrità dei marmi. I geofoni - sensori capaci di captare le onde che si propagano nel terreno - hanno catturato gli echi provenienti dalle rocce profonde, rivelando come la diversa natura del terreno influenzi gli equilibri dei vari settori del monumento.
La tecnologia incontra la bellezza, per un bene dal valore unico.
Nell’Archivio della Fabbrica — che conserva la documentazione storica della Basilica dal 1506 a oggi — i tecnici archivisti di Eni hanno recuperato le informazioni fondamentali sulla storia del monumento, a partire dalle antiche annotazioni di maestri come Giovanni Poleni e Luigi Vanvitelli. Decodificare questi dati storici è servito per orientare le moderne tecnologie diagnostiche e comprendere l'evoluzione della struttura.
Dopo aver effettuato il rilievo topografico completo del sito, Eni ha integrato l’uso del Laser Scanner, realizzando una digitalizzazione a 360 gradi della struttura. Questa elaborazione ha generato il Digital Twin, o Gemello Digitale: una “nuvola di punti” tridimensionale, indispensabile per svelare dettagli invisibili.
Per monitorare il comportamento strutturale della Cupola, sono stati installati sul tamburo — ovvero sull’anello cilindrico che la sorregge — innovativi sensori che puntano alle stelle. Queste strumentazioni, utilizzando il cielo come riferimento fisso e assoluto, rilevano rotazioni e micro-spostamenti stagionali o termici, monitorando in tempo reale lo stato della struttura con accuratezza millimetrica.
Attraverso l’uso di un georadar e la generazione di onde acustiche tramite piccoli martelli, Eni ha sondato il sottosuolo della Basilica preservando l'integrità dei marmi. I geofoni - sensori capaci di captare le onde che si propagano nel terreno - hanno catturato gli echi provenienti dalle rocce profonde, rivelando come la diversa natura del terreno influenzi gli equilibri dei vari settori del monumento.
Fabrizio Mastai, Project Manager e Civil Engineering Knowledge Owner di Eni, illustra le caratteristiche dell’iniziativa in collaborazione tra Eni e la Fabbrica di San Pietro.
Scarica l'approfondimento che ripercorre nel dettaglio le diverse fasi del progetto.
Con il progetto “Oltre il visibile” Eni torna a mettere a disposizione del mondo dell’arte le proprie competenze e tecnologie, riaprendo il dialogo con La Fabbrica iniziato, nel 2000, con il restauro della facciata in occasione del Giubileo. Inoltre, siamo intervenuti nel restauro del Duomo di Milano nel 2013, in quello della Basilica di Collemaggio a L’Aquila, restituita alla comunità dopo il sisma, e nella complessa ricostruzione della Basilica di San Benedetto a Norcia.
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