ENI PRODUCE IL VOLUME “NOI ENI”

20 dicembre 2021
4 min di lettura
20 dicembre 2021
4 min di lettura
Il volume è stato pensato per condividere, attraverso una selezione mirata di immagini affiancata da brevi testi, i valori fondanti di Eni e attinge a oltre 5000 immagini dell’archivio fotografico dell’azienda.

San Donato Milanese (MI), 20 dicembre 2021 - Eni ha prodotto un volume fotografico dal titolo evocativo “Noi Eni” con l’obiettivo di raccontare i propri valori fondanti e la cultura aziendale. È un racconto, essenzialmente in forma di immagine, fondato su parole chiave che identificano lo stile e il DNA di Eni: collaborazione, inclusione, passione per le sfide, innovazione, trasformazione. 

Ciascuno di questi termini è affiancato da una selezione mirata di immagini che accompagnano il lettore in un lungo viaggio che, partendo dagli anni della fondazione, giunge ai giorni nostri e proietta la società verso traguardi futuri, mostrandone la vocazione a coniugare umanesimo e tecnologia.

È una lunga e incessante trasformazione quella illustrata nelle pagine del libro “Noi Eni”, che guarda al passato per raccontare la capacità di cambiamento che è un elemento caratterizzante di Eni e che ne determinerà la leadership futura.  A transizione e innovazione si affiancano poi cooperazione  e sostenibilità, che sono parte integrante ed elemento di forza della cultura aziendale, specialmente nell’attuale percorso di transizione energetica. Infatti, come realtà integrata dell’energia, Eni continua oggi a operare in tutti i continenti per concretizzare quotidianamente la propria mission ispirata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Affianco a immagini tecniche e di grandi impianti si trovano immagini di popolazioni lontane, di volti di uomini e donne che parlano di un sistema di valori potente che contraddistingue lo spirito e l’operato quotidiano di tutte le persone di Eni in qualunque epoca e latitudine.

 

La Presidente di Eni, Lucia Calvosa ha commentato: “Attraverso questo volume abbiamo svolto una ricognizione dell’ampio e articolato percorso imprenditoriale attraverso cui si sono forgiate l’identità e la cultura aziendale di Eni. Questo viaggio nella storia ci è stato consentito dall’Archivio storico di Eni, che costituisce un vero e proprio scrigno di manoscritti, fotografie e registrazioni audiovisive, e non è soltanto un «contenitore» delle fonti del passato, ma anche una lente che consente di vedere le dinamiche del presente. Questo percorso mette in luce quanta consistenza, quanto spirito e orgoglio di appartenenza ci fossero nelle persone di Eni e quanto fosse profonda la cultura di questa impresa, consolidata da business complessi in luoghi del mondo complessi e spesso ostili. È facile venire assorbiti da tanta cultura e sentirne lo spessore e la umanità. E ciò rappresenta il valore più rilevante che permette di superare i momenti difficili e raggiungere i più grandi obiettivi, incluso quello attuale di realizzare, attraverso il percorso di decarbonizzazione, una transizione equa e inclusiva che permetta di garantire a tutti l’accesso all’energia e di preservare l’ambiente.”

 

L’ archivio storico di Eni è da molto tempo un riferimento per gli archivi d’impresa nazionali ma anche per lo studio della storia energetica mondiale. La sezione fotografica dell’archivio rappresenta un patrimonio fotografico di alto valore storico e artistico, sia per i contenuti rappresentati che per gli autori e gli studi fotografici coinvolti (Bruno Stefani, Federico Patellani, Aldo Ballo, Sam Waagenaar, John Phillips, Carlo Bavagnoli, Mimmo Jodice, Marco Anelli, Olivo Barbieri, Franco Fontana, Bruno Barbey, Donata Pizzi, Gianni Giansanti, Studio Rotofoto, Studio Giacomelli, Publifoto, Studio Pratelli, Magnum Photos) che illustrando la storia di Eni racconta anche la storia di questo Paese. Eni è consapevole di avere la responsabilità della conservazione e della consultazione di un grande patrimonio culturale e interpreta questo mandato lavorando alla massima diffusione dei contenuti del proprio archivio cogliendo. Oltre 30 mila foto sono già state digitalizzate e sono oggi consultabili sul sito dell’archivio storico.