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Premiati i vincitori della prima edizione di “South Up! Agritech e Startup, la-Basilicata-riparte”

Daiki, Farm4Trade e Regrowth si aggiudicano il premio messo in palio da Joule, la scuola di Eni per l’impresa

30 settembre 2021
6 min di lettura
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Metaponto, 30 settembre 2021 - É terminata oggi, con la presentazione dei sei progetti finalisti e la premiazione dei tre vincitori, la prima edizione dell’iniziativa di Eni Joule “South Up! Agritech e Startup, la Basilicata riparte”. Presso il Centro Ricerche di Alsia, a Metaponto, sono state presentate le sei startup finaliste selezionate a luglio scorso, che per un mese sono state affiancate da un mentor di PoliHub e da un tutor di ALSIA per sviluppare un business case con un’azienda agricola lucana, verificando quindi sul campo la fattibilità del proprio progetto. I 6 progetti finalisti sono stati: Fertivino, IoAgri, Daiki, SF System, Farm4Trade e Regrowth, che hanno collaborato rispettivamente con l’Azienda Agricola Dimitra, l’Azienda Agricola Fuina Donato, l’azienda La Fonte Antica, l’Azienda Agricola Panio Massimo, Bioagrimar e Masseria La Fiorita.

Tra queste sei, una giuria composta da rappresentanti di Eni Joule, Alsia, PoliHub e delle Università partner (Università degli Studi della Basilicata, Politecnico di Bari, Università della Calabria, Università Federico II di Napoli, Università degli Studi "G. d'Annunzio” Chieti – Pescara” e Università degli Studi di Messina) ha selezionato i tre progetti vincitori che si aggiudicano un grant di 30mila euro ciascuno:

  • Daiki: soluzioni per monitoraggio percezione reale dell’umidità del terreno, percezione del fabbisogno idrico reale della pianta, percezione del fabbisogno chimico reale, resa agricola, stato di fertirrigazione e livelli di concimazioni. Avvierà la sperimentazione con l’azienda La Fonte Antica che si occupa della produzione e della vendita dei prodotti ortofrutticoli quali zucchine, asparagi, fagioli, di spezie pregiate come lo zafferano e lombricoltura in Basilicata.
  • Farm4Trade: applicativi digitali in cloud per la raccolta dati e il miglioramento dei processi di gestione degli allevamenti con benefici su tracciabilità e qualità dei prodotti.

    Avvierà la sperimentazione con l’azienda Bioagrimar, un’azienda biologica che dal 1994 si occupa di cerealicoltura, di zootecnia e di olivicoltura

  • Regrowth: tecnologie per l’allevamento rigenerativo di precisione progettate per adattarsi ai piccoli agricoltori di tutto il mondo. Avvierà la sperimentazione con l’azienda Masseria La Fiorita, un' azienda agricola di produzione biologica certificata che unisce alle coltivazioni e all'allevamento la più autentica e semplice ospitalità.

 

“South Up!” nasce con l’intenzione di individuare e raccogliere progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili in ambito Agritech e Agroenergia provenienti dalle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), per accelerarne la crescita attraverso il coinvolgimento attivo delle aziende agricole lucane, generando così ricadute dirette positive sul territorio della Regione Basilicata. Dagli oltre 40 progetti presentati alla scadenza della call lo scorso mese di giugno, si è passati alle tre startup vincitrici che oggi sono state premiate alla presenza dei tre partner di progetto: Fondazione Politecnico di Milano, PoliHub, l’Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano e ALSIA, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura.

Per Mattia Voltaggio, responsabile Startup Acceleration di Joule, la Scuola per l’Impresa di Eni “la scelta di puntare su due dorsali di sviluppo come l’agritech e l’agroenergia ha incontrato l’originalità di un modello di accelerazione imprenditoriale che si basa sulla co-innovazione tra startup e aziende agricole fin dalle fasi iniziali. Abbiamo portato startup, PMI e aziende lucane a dialogare tra loro individuando bisogni reali e condivisi che hanno portato alla creazione di business case concreti, pronti a trasformarsi in relazioni commerciali con ricadute dirette sulla produttività del comparto. Uno scambio reciproco, arricchito dalle competenze apportate dai nostri partner, Alsia e PoliHub, ciascuno per i propri ambiti di competenza”.

Positivo anche il bilancio di Aniello Crescenzi, direttore di Alsia: “L'azione di ingaggio delle imprese agricole nell'ambito della call di “South Up!”, condotta da ALSIA, ha interessato le confederazioni agricole e le più importanti organizzazioni di produttori e filiere presenti in regione. Abbiamo raccolto la partecipazione entusiasta di aziende agricole della Basilicata, per la maggior parte gestite da giovani imprenditrici ed imprenditori attenti alla sostenibilità ed interessati a soluzioni innovative nell'ambito dell'agricoltura di precisione e  dell'economia circolare. In questa sua prima edizione “South Up!” ha dimostrato tutto il potenziale dell'iniziativa e l'impatto socio-economico che può avere sul comparto agricolo lucano”.

“Una delle più grandi sfide dei nostri tempi è riuscire a produrre cibo a sufficienza per tutti e con un impatto ridotto per il pianeta – ha affermato Enrico Deluchi, CEO di PoliHub - Per questo siamo felici di poter contribuire a SouthUp! e portare l'innovazione, creata da eccellenti startup, ad aziende agricole che stanno guardando con mente aperta al futuro, mostrandosi pronte a introdurre cambiamenti che migliorano quantità, qualità e redditività della loro produzione”.

Nel corso dell’evento di premiazione si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Economia circolare e agricoltura sostenibile: opportunità e direttrici di sviluppo per la Basilicata” con i contributi di Stefano Saviano, Carbon Capture and Storage & Forestry Portfolio Analysis and Reporting di Eni, Mariarita Costanza, CEO e Co-Founder di Everywhere TEW - Travel Experience Work e Severino Romano, Professore dell'Università degli Studi della Basilicata.

Per le tre realtà vincitrici comincia ora un programma accelerazione della durata di tre mesi finalizzato allo sviluppo dei prototipi di prodotto e servizio presso le aziende agricole locali.