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Eni tra le dieci migliori aziende secondo l’indice sui diritti umani del Corporate Human Rights Benchmark

02 dicembre 2019
3 min di lettura
02 dicembre 2019
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I diritti umani costituiscono una parte integrante del sistema normativo di Eni, che ha adottato una propria Dichiarazione sul rispetto dei diritti umani.

SAN DONATO MILANESE, 2 dicembre 2019 – Eni conferma la propria leadership nell’approccio ai diritti umani, classificandosi nel top 4% tra le 200 società valutate dal Corporate Human Rights Benchmark (CHRB).

Il CHRB è un benchmark pubblico per valutare la performance delle aziende in materia di diritti umani. Giunto alla sua terza edizione, compara di anno in anno le più grandi aziende del mondo nei settori (estrattivo, agricolo, abbigliamento, ICT) prendendo in considerazione le politiche, la governance, i processi e le pratiche adottate per sistematizzare il loro approccio ai diritti umani e il modo in cui rispondono alle accuse di violazione.

“Questo incoraggiante risultato testimonia i progressi ed il costante impegno di Eni verso la salvaguardia ed il rispetto dei diritti umani in tutti gli ambiti e i livelli aziendali,” ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. “L’integrazione del rispetto dei diritti umani in tutte le nostre attività è un processo in continua evoluzione che, partendo dai vertici aziendali, arriva a cascata alle più di 30mila persone Eni sparse in 67 Paesi nel mondo, ai partner e ai fornitori con i quali lavoriamo e alle comunità locali che ci ospitano,” ha aggiunto.

I diritti umani costituiscono una parte integrante del sistema normativo di Eni, che ha adottato una propria Dichiarazione sul rispetto dei diritti umani. In aggiunta, Eni ha integrato i diritti umani nelle sue policy principali e la struttura ed i processi di Governance della Società sono stati disegnati e sviluppati tenendo in considerazione i diritti umani quali riferimenti imprescindibili.

L’approccio di Eni ai diritti umani è un elemento centrale anche della nuova mission aziendale, che sottolinea i valori di Eni relativi al clima, all’ambiente, all’accesso all’energia, alla cooperazione e alle partnership per lo sviluppo e, appunto, al rispetto della dignità della persona e dei diritti umani. La mission –  che si ispira ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite – consolida i principi che stanno alla base del modello di business dell’azienda. Modello che si focalizza su investimenti a lungo termine – sia in termini di business che sociali, andando oltre le priorità di profitto a breve termine – e che guida l’integrazione della sostenibilità in tutte le attività aziendali.

I progressi di Eni sono evidenziati anche dal miglioramento nel punteggio ottenuto nelle tre edizioni del CHRB. Eni è tra le imprese che maggiormente hanno aumentato il loro punteggio dalla prima edizione del 2017. Nel 2019 il punteggio totale dell’azienda è migliorato in tutte e sei le categorie utilizzate per l’analisi. Inoltre, anche nel 2019 Eni è risultata essere best performer nella sezione “Company Human Rights Practices” che valuta i fattori e i processi che permettono il rispetto dei diritti e la prevenzione e attenuazione dei rischi e impatti sui diritti umani.

 

Link utili:

Risultati 2019 del Corporate Human Rights Benchmark: https://www.corporatebenchmark.org/2019-results-press-release