Eni: incontro a Livorno per l’impianto di metanolo da materie prime non riciclabili

16 ottobre 2019
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Livorno, 16 ottobre 2019 – Eni ha illustrato oggi ai rappresentanti dei Comuni di Livorno e Collesalvetti e alle istituzioni del territorio i contenuti del Protocollo tra le amministrazioni comunali e la raffineria che puntano alla massimizzazione della sostenibilità ambientale e le iniziative industriali per lo sviluppo di progetti di economia circolare. In particolare, Eni sta studiando, nell’area della raffineria Eni, un progetto in partnership con imprese toscane per la realizzazione di un impianto ‘Waste to Methanol’, sviluppato da Eni e NextChem, in grado di convertire, mediante una tecnologia innovativa, circa 200.000 tonnellate/anno di rifiuti solidi urbani (CSS-combustibile solido secondario e plasmix, ovvero plastiche non riciclabili) in circa 100.000 tonnellate/anno di metanolo. Il metanolo è un nuovo vettore energetico utilizzabile come carburante per autotrazione o come base petrolchimica tramite una parziale ossidazione con ossigeno ad elevata temperatura.

Il processo produttivo dell’impianto si configura come una soluzione tecnica diversa dalla termovalorizzazione in quanto il processo industriale prevede la produzione di un syngas ricco in idrogeno e ossido di carbonio attraverso una reazione di ossidazione parziale con ossigeno, in ambiente chiuso e quindi senza emissioni dirette in camino, a differenza di un inceneritore dove i fumi vengono trattati e poi rilasciati in atmosfera. La reazione inoltre avviene in condizioni di alta temperatura, tale da non permettere la formazione di diossine e altri composti organici tossici e potenzialmente cancerogeni e consentendo il processo di vetrificazione del materiale inerte, presente nella carica. Le uniche emissioni sono di CO2 ad elevata purezza e che può essere resa disponibile sul mercato e l’immissione di CO2 in atmosfera sarebbe sensibilmente ridotta rispetto al processo di smaltimento dei rifiuti via termovalorizzazione.

La scelta di Livorno nasce dall’opportunità di far leva sull’elevata competenza tecnica necessaria per la gestione di un processo chimico sofisticato e di sfruttare le sinergie con la raffineria, che si configurerebbe come un sito industriale arricchito  da un impianto bio in ottica di lungo termine.

Eni proseguirà il confronto con il territorio e valuterà la realizzazione delle iniziative industriali solo con il consenso e della comunità locale.