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Eni: prima società italiana nella trasparenza dei programmi anticorruzione

San Donato Milanese (MI), 2 ottobre 2013 – Eni si è classificata al primo posto nella ricerca condotta da Transparency International Italia sulla reportistica delle aziende italiane sui temi della trasparenza e dell’anticorruzione. La ricerca, svolta su un campione delle maggiori aziende italiane per capitalizzazione di mercato, ne ha analizzato il corporate reporting valutandone la trasparenza in tre ambiti: i programmi anticorruzione, l’organizzazione (per esempio le informazioni sui rapporti con le società consociate e collegate) e la pubblicazione dei principali dati economico-finanziari per paese.

Il risultato della ricerca premia il forte impegno di Eni nella lotta alla corruzione, ambito in cui lo studio attribuisce a Eni il massimo punteggio, così come nel campo  della trasparenza organizzativa.

L’azienda, negli ultimi anni, oltre a elaborare e applicare volontariamente sistemi di controllo anticorruzione in linea con le convenzioni internazionali e le legislazioni nazionali di riferimento, svolge un ruolo attivo a livello internazionale tale da consentirle non solo il confronto con i maggiori player sul tema della lotta alla corruzione, ma anche di contribuire alla formazione delle best practice in materia. Tra i contributi più significativi in ambito internazionale in materia di anticorruzione figurano: l’impegno costante con il Global Compact delle Nazioni Unite, la partecipazione allo specifico gruppo di lavoro internazionale del B20 in occasione dei G20 di Cannes nel 2011, Los Cabos nel 2012 e Mosca nel 2013, e la nomina nel 2012 del Presidente di Eni a membro del Board del PACI (Partnering Against Corruption Initiative), iniziativa che riunisce importanti aziende a livello mondiale impegnate nella lotta del settore privato contro la corruzione. Eni collabora anche a una ricerca internazionale con ISPAC (International Scientific and Professional Advisory Council of the United Nations Crime Prevention and Criminal Justice Programme), condotta sotto l’egida dell’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) e con il coinvolgimento di cinque università internazionali di primario livello, il cui scopo consiste nell’individuazione delle best practice internazionali e nella definizione di un modello di compliance anti-corruzione che possa divenire un punto di riferimento per il settore privato e uno standard da considerare nelle linee guida delle istituzioni internazionali. 

Inoltre, Eni coltiva da anni un dialogo proficuo con Transparency International e aderisce all’ Extractive Industries Transparency Initiative (EITI), l’iniziativa internazionale che vede coinvolti governi, aziende e società civile per promuovere la trasparenza e il buon governo delle rendite provenienti dal settore estrattivo.

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