Dati mercati finanziari

L'impatto del COVID-19 sul sistema energetico globale

Impatti COVID-19

Lo scenario macroeconomico ha registrato una significativa inversione di tendenza nel corso del primo semestre 2021 grazie al successo della campagna vaccinale anti COVID-19 in Usa, UK e nei paesi dell’Europa Nord Occidentale consentendo il graduale reopening delle economie e la ripresa delle attività produttive. La robusta performance del PIL cinese ha dato ulteriore slancio al ciclo economico. In tale contesto la domanda petrolifera ha registrato un notevole rimbalzo rispetto al livello depresso registrato durante il picco pandemico nel secondo trimestre 2020.
I prezzi del petrolio hanno segnato nel primo semestre 2021 un incremento di circa il 60% rispetto allo stesso semestre 2020 sostenuti anche dalla politica di controllo dell’offerta da parte dell’alleanza OPEC+ e dalla disciplina finanziaria delle compagnie petrolifere internazionali che hanno mantenuto gli investimenti ai livelli del 2020.

Questi sviluppi sono alla base del significativo miglioramento dei risultati consolidati del Gruppo Eni nel primo semestre 2021. Il gruppo è tornato in utile con €1.103 milioni rispetto alla perdita di €7.335 milioni nel primo semestre 2020, mentre il flusso di cassa da attività operativa è aumentato del 72,1% a €4.093 milioni. Tuttavia, l’economia e i comportamenti dei consumatori non sono ancora tornati alla normalità pre-pandemia come evidenzia la lenta ripresa del traffico aereo civile, mentre permangono i rischi di possibili downside legati a nuove varianti del virus che possono interferire con la traiettoria di crescita delle economie e con la ripresa della domanda energetica.

Alcuni settori di operatività del Gruppo hanno fatto i conti con la situazione di mercato non ancora normalizzata in particolare il business della raffinazione a causa della debolezza della domanda dei prodotti, in particolare distillati medi e un sensibile peggioramento degli spread dei prodotti rispetto al costo del greggio con valori ai minimi storici, non visti nemmeno durante la fase pandemica più acuta. il peggioramento dello scenario di raffinazione ha comportato una revisione delle prospettive di redditività degli asset con la rilevazione di svalutazioni di circa €900 milioni. Il management conferma un atteggiamento prudente e selettivo nelle decisioni d’investimento e continua a privilegiare, nelle politiche di allocazione della cassa, la solidità patrimoniale, in un clima comunque nettamente migliorato rispetto a inizio anno o al corrispondente periodo di un anno fa.

Nel complesso le misure messe in atto nel 2020 di contenimento degli investimenti e di riduzione dei costi per contrastare gli effetti della pandemia hanno consentito al Gruppo di beneficiare in pieno della ripresa dello scenario petrolifero, ad eccezione, come evidenziato, dell’attività di raffinazione. Il miglioramento dei fondamentali dell’azienda, la solida posizione patrimoniale e finanziaria, la crescita del flusso di cassa discrezionale dopo il finanziamento degli investimenti e le prospettive per il resto dell’anno consentono al management di incrementare in misura significativa la politica di remunerazione degli azionisti con la previsione di uno scenario di riferimento Brent di 65 $/bbl al quale sono parametrati in base alla Remuneration Policy Eni un dividendo annuo di €0,86 per azione, di cui il 50% sarà pagato a titolo di acconto a settembre, e l’avvio di un programma di buy-back dell’azione da €400 milioni.

 

Fonte: BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO 2021  - NOTE AL BILANCIO
Note esplicative alla Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2021  (Pagina 62)

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