Giardino

La circolarità nella nostra strategia

La transizione verso un modello di economia circolare rappresenta un’opportunità di cambiamento.

8 min di lettura
8 min di lettura

Il percorso di transizione verso un’economia circolare rappresenta per Eni una delle principali risposte alle attuali sfide ambientali, attraverso la promozione di un modello rigenerativo. Sulla base di tale approccio i processi aziendali e produttivi vengono rivisitati, minimizzando il prelievo di risorse naturali a favore di input sostenibili, riducendo e valorizzando gli scarti (da produzione, rifiuti, emissioni, scarichi) mediante azioni di riciclo o recupero ed estendendo la vita utile dei prodotti e degli asset mediante azioni di riuso o riconversione e, nel caso della CO2, anche rimuovendo e bilanciando la parte residuale presente in atmosfera.

Il nostro modello di economia circolare

Il modello Eni di economia circolare si fonda sui seguenti 6 pilastri:

  • Input sostenibili
  • Eco-design
  • Circolarità della CO2
  • Prodotto come servizio
  • Estensione della vita utile 
  • Riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero

3 leve che rappresentano gli strumenti di supporto alla loro applicazione:

  • Life Cycle Perspective
  • Ricerca e innovazione tecnologica
  • Collaborazioni

Scopri di più navigando nell’infografica.


È indispensabile un nuovo paradigma di sviluppo che ci faccia passare da una crescita lineare ad una circolare, che possa ridurre gli sprechi, trasformare gli scarti e dare nuova vita utile a quanto già esiste.

Claudio Descalzi

I nostri progetti circolari

In linea con il nostro modello di economia circolare, realizziamo nuove soluzioni che possano trasformare i modelli di business e di consumo attuali.

Partnership, alleanze e collaborazioni

Eni ha al momento circa 90 Accordi e Partnership attive, stipulate con soggetti privati, pubbliche amministrazioni ed enti di diversa natura.

Per attuare una transizione efficace verso un sistema economico sempre più circolare, Eni considera essenziale agire in modo sinergico con i vari partner e stakeholder, promuovendo costantemente il dialogo e la collaborazione. Eni realizza questo impegno con numerose partnership, alleanze e piattaforme, che vedono la partecipazione di istituzioni, peers, attori che operano in tutte le fasi del ciclo di vita di prodotti e servizi. In tale contesto, la spinta propulsiva della ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie giocano un ruolo essenziale.

Di seguito una fotografia dei principali accordi di Eni, organizzata per i nostri business:

  • GTR&M (Green/Traditional Refining and Marketing): per il biometano: il Consorzio Italiano Biogas, Coldiretti e Confagricoltura con cui Eni vuole attivare filiere trasversali tra il mondo agricolo e quello energetico. Per gli UCO (used cooking oil), alternativa agli oli vegetali processati nelle bioraffinerie: i consorzi CONOE, RenOils, Utilitalia. Per gli pneumatici fuori uso PFU: Ecopneus.

  • Versalis: tra le collaborazioni avviate nell’ambito del riciclo delle plastiche e delle gomme, figurano gli accordi con Forever Plast, Montello e Corepla, a cui si aggiunge quello con AGR per lo sviluppo di prodotti a base elastomerica da gomma post-consumo. Si segnala inoltre la partnership con Servizi di Ricerche e Sviluppo (S.R.S.), proprietaria di una tecnologia di pirolisi, per il riciclo chimico delle plastiche.

  • Eni Rewind: sono diverse le partnership pubbliche e private siglate dalla società ambientale di Eni per le bonifiche e per la gestione di acque e rifiuti, come le joint venture con CDP Equity e Herambiente e il MoU con A2A. Dall’avvio delle attività all’estero, il MoU con la National Oil  & Gas Authority del Regno di Bahrain e con la società indonesiana Pertamina.

Iniziative circolari

Eni porta avanti iniziative che partono dalla sensibilizzazione di stakeholder e comunità locali fino alla realizzazione di progetti più concreti.

Impegno sul territorio

La nostra attitudine trasformativa e la piattaforma di circolarità sono la base per rafforzare un cambiamento già fondato su rapporti di lungo termine con gli stakeholder locali, sull’attenzione alle specificità dei territori e sull’ascolto e inclusione degli stakeholder nella promozione di nuovi modelli culturali.

GTR&M: soluzioni di economia circolare sono i protocolli con la città di San Donato Milanese e Metropolitana, Taranto, Kyma, la regione Campania. Dalla sperimentazione di progetti per la valorizzazione dei rifiuti alla mobilità sostenibile, passando attraverso la digitalizzazione in ottica "smart" del tessuto urbano e favorendo l’impiego di asfalti a basso impatto ambientale.

Versalis: nei territori in cui è presente è impegnata nello sviluppo di progetti di engagement e sensibilizzazione dei cittadini in ambito di economia circolare e sostenibilità. In particolare, attraverso attività mirate di comunicazione e divulgazione è possibile chiamare all’azione i territori e diffondere la cultura dell’economia circolare, valorizzando le azioni del singolo cittadino per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Eni Rewind: è impegnata in attività di risanamento e di riqualificazione per dare nuova vita alle aree dismesse o ex industriali affinché possano ospitare nuove iniziative di sviluppo, agendo come volano di crescita sostenibile dei territori. Un impegno circolare che si concretizza anche attraverso la gestione e la valorizzazione delle acque di falda e dei rifiuti.

Carta per il consumo circolare

La Carta del consumo circolare è il frutto di un percorso dedicato ai consumatori avviato da Eni in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e con le 19 associazioni di categoria riconosciute dal Ministero dello sviluppo economico. 

visore-carta-consumo-circolare.jpg

La carta individua una serie di principi guida e proposte d’azione per favorire scelte di consumo più circolari.

Vai al documento

Misurare la circolarità

La misura della circolarità rappresenta per Eni uno strumento essenziale per il controllo, la gestione, la trasparenza e la credibilità degli obiettivi e degli impegni assunti verso i propri stakeholder nel percorso di transizione verso un modello di economia circolare. Al riguardo la funzione Eni HSEQ (Health, Safety, Environment, & Quality) col supporto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha sviluppato un Modello di misurazione della circolarità, validato da Certiquality, ente terzo di certificazione, basato su principi riconosciuti a livello internazionale.

Il modello è stato applicato a diversi contesti aziendali tra cui siti operativi, processi e unità di business consentendo, attraverso il monitoraggio di specifici indicatori tra cui quelli HSE, la rilevazione sia del livello di circolarità attuale sia dell’effetto delle opportunità di miglioramento individuate.

Il modello inoltre anticipa l’orientamento degli enti nazionali ed internazionali di normazione impegnati nella redazione di norme per la misura della circolarità. Eni in questo ambito aderisce alla Commissione UNI/CT 057 “Economia circolare”, mirror della ISO/TC 323 “Circular Economy”.

La circolarità diventa impresa

Joule è la scuola di Eni per l’impresa nata nel 2020 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di startup innovative e sostenibili attraverso percorsi di formazione rivolti alla nuova generazione di imprenditori e un acceleratore dedicato alla decarbonizzazione, alla lotta al cambiamento climatico e all'economia circolare.

Nel 2021 Joule ha sviluppato un modello di valutazione di idee imprenditoriali rispondenti a criteri di circolarità in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e in particolare del suo spin off Ergo, coerente con il modello Eni di misurazione della circolarità. Tale modello rappresenta uno degli strumenti con cui l’azienda promuove e sviluppa i principi di economia circolare al fine di contribuire agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare all’Obiettivo 12 Consumo e produzioni sostenibili.

Resta aggiornato sulle novità

Ricevi la newsletter di eni.com e il mail alert.

Anche gli oggetti si condividono

GUARDA