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La circolarità nella nostra strategia

La transizione verso un modello di economia circolare rappresenta un’opportunità di cambiamento.

di Eni Staff
29 luglio 2021
7 min di lettura
di Eni Staff
29 luglio 2021
7 min di lettura

Alla costante ricerca di soluzioni

L’economia circolare rappresenta il superamento del modello di sviluppo lineare, basato sulla produzione e sul consumo ad alta intensità di energia e di risorse naturali, in cui i prodotti, al termine del loro ciclo di vita, diventano rifiuti. L’evoluzione verso un modello di economia circolare rappresenta un’opportunità di cambiamento che, salvaguardando il capitale naturale, persegue uno sviluppo sostenibile verso un’economia low carbon, capace di adattarsi e rispondere adeguatamente ad un contesto socio-economico-ambientale sempre più complesso.

La circolarità di Eni è integrata nella strategia di tutte le sue business unit. L’obiettivo è la sostenibilità del business di lungo periodo, che può essere raggiunta solo attraverso la piena efficienza dal punto di vista economico, tecnico-operativo e ambientale. Un ruolo chiave è svolto dalla ricerca e si concretizza in innovazioni di prodotto e di processo sostenibili e utilizzabili su scala industriale, come testimoniato dai brevetti Eni.

È indispensabile che la nostra risposta sia orientata verso un nuovo paradigma di sviluppo che ci faccia passare da una crescita lineare ad una circolare, che possa ridurre gli sprechi, trasformare gli scarti e dare nuova vita utile a quanto già esiste.

Claudio Descalzi

Il modello circolare di Eni

Il modello di economia circolare di Eni punta a un approccio rigenerativo secondo cui i processi aziendali e produttivi vengono rivisitati in una nuova chiave al fine di massimizzare l’efficienza delle risorse, dei prodotti e degli asset e al tempo stesso preservare il capitale naturale. In questo modo si minimizza il prelievo di risorse naturali vergini a favore di input sostenibili, ricorrendo a soluzioni volte a riutilizzare, riciclare e recuperare la materia in circolo, gli asset esistenti e la CO2; questo nell’ottica di minimizzare gli scarti, recuperandoli e valorizzandoli e, nel caso della CO2, anche rimuovendo e bilanciando la parte residuale presente in atmosfera.

La nostra strategia per la realizzazione di un’economia circolare si fonda su sei pilastri, sei come gli approcci che contribuiscono alla creazione di un modello circolare, e tre leve, che rappresentano gli strumenti di supporto alla loro applicazione.

I sei pilastri sono:

  • eco-design, per progettare soluzioni innovative e integrate volte al miglioramento dell’efficienza dei processi e dei prodotti per una ottimizzazione delle risorse lungo il ciclo di vita e della riciclabilità dei manufatti
  •  input sostenibili per ridurre il consumo di input vergini ed esauribili, così da preferire il ricorso a fonti rinnovabili e alternative tra cui materie prime secondarie
  • riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero, utile alla massimizzazione dell'efficienza di utilizzo delle risorse (compresi acque e terreni) e riduzione e minimizzazione degli scarti e loro valorizzazione come nuovo input sostenibile, favorendo la capacità rigenerativa degli stessi
  • estensione della vita utile per valorizzare gli asset, i terreni e i prodotti interpretandoli in chiave nuova e donando loro nuova vita
  • prodotto come servizio, utile a soddisfare i bisogni dell’utente riducendo la produzione di nuovi beni massimizzandone la durata e promuovendo un utilizzo più efficace ed efficiente
  • circolarità della CO2, con cui le emissioni di CO2 vengono interpretate come un flusso di materia da ridurre, riutilizzare, riciclare, rimuovere e bilanciare per quella parte residuale presente in atmosfera.

 

Le tre leve:

  • la Life Cycle Perspective
  • la ricerca e l’innovazione tecnologica
  • le collaborazioni

permettono invece di analizzare i processi e i prodotti innovativi in ambito di economia circolare lungo tutto il ciclo di vita, ripensare il classico modello di business in ottica circolare grazie alle attività di ricerca interna operate dalle risorse Eni e quelle esterne all’azienda, e operare in sinergia e in simbiosi (industriale) con gli stakeholder al fine di ottimizzare l’impiego di risorse ed energia e condividere esperienze e best practice accrescendo in tal modo la cultura dell’economia circolare. 

La circolarità inizia dal downstream

Tramite le nostre strutture downstream, siamo nella posizione ottimale per sfruttare il modello circolare grazie agli impianti di conversione esistenti e di proprietà, alle competenze consolidate nel settore industriale, alle tecnologie, alla ricerca innovativa e alla distribuzione geografica dei nostri asset. L’attitudine trasformativa e la piattaforma di circolarità sono per noi la base per rafforzare un cambiamento già fondato sui rapporti di lungo termine con gli stakeholder locali, sull’attenzione alle specificità dei territori e sull’ascolto e l’inclusione degli stakeholder nella promozione del nuovo modello di sviluppo.

La nostra evoluzione è partita dal settore della raffinazione, con la prima riconversione al mondo di una raffineria tradizionale in bio-raffineria, a Venezia, attraverso l’utilizzo di tecnologie proprietarie, seguita dalla trasformazione ed avviamento ad agosto 2019 di una seconda raffineria tradizionale in bioraffineria a Gela. Quest’ultima riprende lo schema del primo modello potenziandone le performance di sostenibilità rendendolo il più innovativo impianto per la produzione di biocarburanti in Europa, che potrà utilizzare cariche fino al 100% di materie prime di seconda generazione. Ulteriori azioni sono state sviluppate nel settore della conversione dei rifiuti in nuovi prodotti energetici, grazie a tecnologie proprietarie come il Waste To Fuel. Inoltre, attraverso Ecofuel, la società controllata e deputata alla gestione degli investimenti nel campo dell’economia circolare, abbiamo sottoscritto un accordo per l’acquisizione della FRI-EL Biogas Holding, azienda leader nel settore della produzione di biogas in Italia. Questa operazione ci consentirà di generare energia elettrica da biogas ottenuto da biomasse agricole e rifiuti zootecnici, e di gestire un nuovo impianto per il trattamento della FORSU, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che potrà essere convertita alla produzione di biometano.

Nel settore della chimica abbiamo realizzato nuovi processi e prodotti che, tramite il riciclo dei polimeri, valorizzano materie plastiche di scarto trasformandole in materie prime seconde e che tramite la diversificazione del feedstock e l’eco-design massimizzano l’efficienza delle risorse in tutte le fasi del ciclo di vita.

In quest’ottica è sempre più centrale lo sviluppo di sinergie con il territorio nel quale l’azienda opera, al fine di minimizzare e ottimizzare l’impiego di prodotti, materia, acqua ed energia per individuare prontamente le opportunità nonché le necessità di innovazione tecnologica e di nuovi modelli culturali, che sono determinanti per assicurare uno sviluppo duraturo e sostenibile.

In tale ambito rientrano i Protocolli e gli accordi di cooperazione per lo sviluppo dell’economia circolare in Italia con diverse aziende per la raccolta di oli alimentari esausti e la fornitura di biocarburante HVO, come quelli stipulati negli ultimi due anni a Roma con AMA, con Veritas a Venezia, con Hera a Modena e con AMAT a Taranto. Nel 2019 abbiamo sottoscritto oltre 20 protocolli di economia circolare e mobilità sostenibile con i protagonisti del tessuto socio-economico nazionale ed internazionale.

 

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