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L’Europa di domani è circolare

Nuovi finanziamenti nel vecchio continente per promuovere lo sviluppo di un’economia sostenibile nei settori più strategici.

di Amanda Saint
10 settembre 2020
7 min di lettura
diAmanda Saint
10 settembre 2020
7 min di lettura

Nel 2019, cinque banche promozionali nazionali europee e la Banca Europea degli Investimenti (BEI) hanno lanciato un’iniziativa del valore di 10 miliardi di euro per promuovere progetti di economia circolare in tutto il continente. Concentrandosi su innovazione, riduzione dei rifiuti, riciclo e sviluppo del settore dei servizi, l’auspicio del fondo è rendere l’Europa più sostenibile in tempi più rapidi, vista l’urgenza sempre più evidente della crisi ambientale.
Il finanziamento supporta il programma Horizon 2020, la più grande iniziativa di ricerca e innovazione mai intrapresa dall’UE. In corso dal 2014, negli ultimi sei anni Horizon 2020 ha investito poco meno di 80 miliardi di euro in aree di sviluppo di importanza fondamentale: eccellenza scientifica, leadership industriale, sfide per la società, la scienza con e per la società, diffusione dell'eccellenza e incentivo alla partecipazione, nonché il progetto pilota migliorato per un Consiglio europeo per l'innovazione (EIC).
L’iniziativa ha inoltre sostenuto l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), il progetto per la fusione nucleare dell’Euratom e quattro aree di rilevanza cruciale: creazione di un futuro a basse emissioni di carbonio e resiliente di fronte al cambiamento climatico; digitalizzazione e trasformazione dell’industria e dei servizi europei; rafforzamento dell’efficacia dell’Unione della sicurezza; collegamento tra i guadagni economici e ambientali con l’economia circolare.

Perché scegliere l’economia circolare?

La ricerca dimostra che l’economia circolare ha il potenziale di offrire alcuni vantaggi alle aziende e ai cittadini dell’UE, come un possibile risparmio di circa 600 miliardi di euro per le aziende dell’UE e riduzione delle emissioni di gas serra del 2-4% l’anno, grazie alle misure di prevenzione della creazione di rifiuti, eco-design e riutilizzo, che rappresentano il fulcro dell’economia circolare. La riduzione della pressione sull’ambiente grazie a una minore domanda di materie prime e maggiore sicurezza della loro fornitura; il rafforzamento della competitività e impulso all’innovazione e alla crescita economica, con la creazione di nuovi posti di lavoro (580.000 solo in UE). Infine, una realizzazione di prodotti innovativi e più duraturi che miglioreranno la qualità della vita e consentiranno ai consumatori di risparmiare sul lungo periodo.

Progetti circolari

Nello slancio dell’UE verso la circolarità, sono molti i progetti in corso, tutti volti a ridurre il volume dei rifiuti, tagliare le emissioni di gas serra, creare posti di lavoro e fornire prodotti più innovativi e sostenibili in tanti settori diversi.
Dal 2018, il progetto Circusol cerca di sviluppare modelli di business circolari per il settore dell’energia solare. L’iniziativa è diventata sempre più importante, se si considera che negli ultimi decenni il numero di pannelli fotovoltaici installati presso i parchi solari e sui tetti, oltre al numero di veicoli elettrici sulle strade, è cresciuto in maniera rapida ed esponenziale.
Il progetto riunisce 15 partner di sette paesi dell’UE e mira a migliorare la sostenibilità del settore dell’energia solare. Le aree di lavoro principali riguardano la riduzione dei rifiuti e l’aumento della riciclabilità di pannelli solari e batterie.
A tal fine, il progetto intende sviluppare e mettere in atto modelli di business basati su sistemi di prodotto-servizio (PSS), in cui il fornitore fornisce all’utente la generazione e lo stoccaggio di energia solare come servizio. I pannelli solari fotovoltaici e le batterie sono installati presso un sito (un parco solare, una casa o una sede aziendale), ma è il fornitore ad essere responsabile della loro gestione. Così, quando raggiungono la fine del loro ciclo di vita, il fornitore ritira pannelli e batterie e decide se possono avere una seconda vita grazie alla rigenerazione, essere installati altrove oppure essere smaltiti per il riciclo.

Mobilità sostenibile

Car E-service sta sviluppando modelli di business di economia circolare per veicoli ibridi ed elettrici grazie a tecnologie e servizi avanzati di riutilizzo e rigenerazione, oltre a nuovi programmi di car-sharing che porterebbero alla graduale scomparsa della proprietà individuale delle vetture. Tra i molti benefici, questo modello circolare potrà offrire i seguenti vantaggi: riduzione dei costi per i conducenti; forte riduzione delle emissioni di gas serra prodotte dall’uso di veicoli in aree urbane con conseguente diminuzione dei livelli di inquinamento atmosferico; miglioramento della performance economica del settore auto grazie al riciclo e al riutilizzo di un maggior numero di componenti e alla vendita di intere flotte di veicoli a fornitori di programmi di car-sharing.

Elettrodomestici e edilizia

C-SERVEES sta sviluppando e testando nuovi modelli di business circolari per il settore elettrico ed elettronico, concentrandosi su quattro prodotti: lavatrici, televisori, stampanti e dispositivi di monitoraggio usati nei sistemi di telecomunicazione. Il progetto unisce organizzazioni, produttori, imprese che si occupano di riciclare i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e sviluppatori di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) per rendere più sostenibili questi prodotti di consumo. Particolare attenzione sarà data allo sviluppo di programmi di leasing, prodotti maggiormente personalizzati e soluzioni informatiche che rendano più semplice l’accesso dei consumatori a tali prodotti.
Il progetto CINDERELA intende creare un settore dell’edilizia urbana più sostenibile. Si tratta infatti di uno dei settori più importanti in Europa, in quanto occupa circa 18 milioni di persone e genera il 9% del PIL europeo. Allo stesso tempo, tuttavia, utilizza circa la metà di tutte le materie prime estratte e genera un terzo dei rifiuti totali dell’UE. CinderCEBM, il nuovo modello di business che il progetto sta elaborando, aiuterà le aziende del settore edilizio a creare business case efficaci basati sull’economia circolare e sulle opportunità di trasformare i rifiuti in risorse. Questo si tradurrà in un minore uso di materie prime e in un aumento delle pratiche di riciclo.
Tutti questi progetti sono ancora in fase iniziale. Nei prossimi mesi saranno pubblicati i risultati delle prime fasi di lavoro volte ad aiutare i settori chiave dell’economia europea a diventare più circolari.