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Ridare vita alla plastica per dare respiro al Pianeta

Anche la plastica può diventare protagonista virtuosa, nel “nuovo mondo” dell’economia circolare? L’impegno di Eni, con Versalis.

di Livia Formisani
06 febbraio 2020
5 min di lettura
diLivia Formisani
06 febbraio 2020
5 min di lettura

Da simbolo del progresso anni 60 a problema ecologico globale. Parliamo naturalmente della plastica. Ma cosa succede a tutta quella che usiamo quando non ci serve più? Il riciclo di questo materiale è un’attività complessa che richiede una trasformazione completa dei processi di produzione. Ed è esattamente ciò di cui Versalis, la più grande società chimica italiana interamente controllata da Eni, si occupa ormai da anni.

Con 13 stabilimenti, 1a joint venture in Corea del Sud e la presenza in 25 paesi, Versalis è un attore di primo piano sulla scena chimica internazionale. Il suo patrimonio industriale e tecnologico risale agli anni Cinquanta e l’azienda è specializzata nella produzione di intermedi, polietilene, stirenici ed elastomeri. Questi materiali sono i componenti principali dei prodotti che utilizziamo quotidianamente come la plastica, la gomma, i solventi e gli adesivi. 

Una strategia su tre livelli per l’economia circolare

L’impegno di Versalis per un modello sostenibile nasce nel 2012, quando l’azienda decide di adottare una strategia che considera anche i prodotti chimici biodegradabili, raggiungendo già nel 2015 gli obiettivi previsti.
Oggi il suo lavoro nell’economia circolare si fonda su tre pilastri:

●      l’ecodesign dei prodotti, con soluzioni integrate studiate per migliorare l’efficienza delle risorse lungo l’intero ciclo di vita e la riciclabilità dei manufatti;

●      la diversificazione delle materie prime, con numerosi progetti che utilizzano fonti rinnovabili e materie prime frutto di riuso;

●      il riciclo dei polimeri, grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per riciclare plastica e gomma, attraverso ricerche interne e in collaborazione con altri stakeholder.

Questi principi sono il motore dei cinque centri di ricerca della società, in cui oltre 300 ricercatori ed esperti di tecnologia lavorano allo sviluppo di prodotti innovativi e dalle elevate prestazioni da fonti rinnovabili (come gli oli vegetali e biomasse), considerando anche il loro impatto ambientale e l’efficienza energetica.

Eccellenze di settore: produrre erba sintetica riciclabile

Negli ultimi due decenni, l’erba sintetica ha sostituito sempre di più l’erba naturale sia nei campi da calcio che negli spazi verdi degli immobili residenziali. Oggi, al termine del suo ciclo di vita, quest’erba viene incenerita, emettendo gas a effetto serra, oppure smaltita nelle discariche dove occorre aspettare diversi anni per la sua decomposizione.
Versalis nel novembre 2018 ha lanciato una partnership tutta italiana con Radici Group e Safitex per produrre erba riciclabile con un modello circolare. Il polietilene lineare a bassa densità (LLDPE, comunemente usato per gli imballaggi alimentari) prodotto da Versalis viene trasformato in filati da Radici Group e quindi in tappeti da Safitex. Invece di utilizzare un mix di diverse plastiche come materia prima, una pratica standard nella produzione di erba sintetica che rende difficile riciclarla, con questo progetto viene utilizzato un solo tipo di plastica. Dopo un ciclo di vita di circa 7 anni, l’erba può essere riciclata per produrre pettorine, parastinchi e gomitiere di alta qualità, oltre a strumenti e accessori da giardino.
Ogni azienda coinvolta ha effettuato per il progetto una valutazione indipendente del ciclo di vita e ha ottenuto la certificazione Product Environmental Footprint (PEF), uno standard fissato dalla Commissione europea per “misurare le prestazioni ambientali di prodotti o servizi lungo tutto il loro ciclo di vita”. Le tre aziende hanno inoltre richiesto la certificazione “Made Green in Italy” al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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L’impresa circolare, la testimonianza di Radici

Un impegno a 360 gradi per la sostenibilità

Ma l’erba sintetica riciclabile è soltanto uno dei progetti “green” a cui lavora Versalis. L’azienda partecipa a numerose iniziative per la sostenibilità, allo scopo di minimizzare e compensare la sua impronta ecologica. Il progetto “Bag to Bag”, ad esempio, è volto al recupero dei sacchi utilizzati come imballo per i prodotti Versalis confezionati su pallet per produrre imballaggi composti per il 50% da materiali riciclati. L’azienda quest’anno ha sviluppato un innovativo grado di polistirene espandibile (EPS) dal nome Extir® FL 3000 con il quale offre al mercato una possibilità concreta di aumentare la sostenibilità dei propri prodotti destinati ad esempio ai settori degli imballaggi alimentari, di quelli industriali (per elettrodomestici, mobili, automotive), contenitori, caschi protettivi, sedili. Le particolari proprietà di questo nuovo materiale riciclabile permettono la riduzione al minimo della dispersione di granulo nell’ambiente durante l’utilizzo del polistirene espanso. Un altro innovativo progetto tecnologico riguarda la produzione di gomma naturale e resine dal guayule, un arbusto che rappresenta un’alternativa sostenibile all’albero della gomma (Hevea Brasiliensis). Per accelerare la produzione, Versalis ha firmato un accordo con Bridgestone per adottare nuove tecnologie per la lavorazione del guayule, con la società italiana alla guida dello sviluppo del prodotto.

Inoltre, nel novembre 2018 Versalis ha acquisito le attività bio del gruppo Mossi & Ghisolfi. L’operazione ha compreso personale, asset e risorse relativi alle attività di sviluppo, all’industrializzazione e alla concessione di licenze per tecnologie e processi basati sull’utilizzo di fonti rinnovabili, in particolare biomasse. Infine, Versalis ha anche aderito all’“Operation Clean Sweep”, un programma internazionale per eliminare la dispersione delle particelle di plastica in tutta la filiera produttiva e prevenire l’inquinamento da plastica degli ambienti marini.