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HyNet North West: stoccaggio di CO₂ nel Regno Unito

Il primo cluster industriale a basse emissioni GHG al mondo, in fase di sviluppo nella Liverpool Bay, a cui partecipiamo per le attività di CCS.

Industrie a basse emissioni grazie alla CCS

Il progetto HyNet North West prevede la trasformazione di uno dei distretti industriali più energivori del Regno Unito, nell’area della Liverpool Bay sulla costa nord-occidentale, nel primo cluster industriale a basse emissioni di anidride carbonica al mondo. L’elemento chiave sarà la Carbon Capture and Storage (CCS) e cioè lo stoccaggio geologico della CO₂: grazie alla riconversione delle infrastrutture esistenti, l’anidride carbonica emessa dalle industrie del nord-ovest dell'Inghilterra e del nord del Galles verrà catturata e stoccata permanentemente nei giacimenti di idrocarburi depletati, nello specifico i campi offshore di Hamilton, North Hamilton e Lennox di Eni UK. L’inizio delle operazioni di stoccaggio è previsto nel 2025 e la capacità iniziale sarà di 4,5 milioni di tonnellate l’anno di CO2 (Mton/a), con possibilità di espanderla fino a 10 Mton/a entro il 2030.

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Lo sviluppo del progetto e il successo nella gara indetta dal Governo UK

A ottobre 2020 la Oil and Gas Authority (OGA) ci ha assegnato una licenza di sei anni per utilizzare i nostri campi offshore a Liverpool Bay come deposito permanente di CO₂. A marzo 2021 il progetto ha ricevuto un impegno di finanziamento di £ 33 milioni dallo UK Research and Innovation (UKRI), attraverso il proprio fondo Industrial Decarbonisation Challenge (IDC). Il finanziamento copre circa il 50% dell'investimento necessario per portare a termine gli studi di ingegneria in corso. A luglio 2021 Eni UK, nel ruolo di capofila del Consorzio che svilupperà il progetto integrato HyNet North West, ha sottomesso la documentazione per partecipare alla prima gara indetta dal Governo britannico per il Cluster Sequencing for Carbon Capture Usage and Storage Deployment: Phase 1. La gara ha avuto esito positivo e a ottobre 2021 HyNet è stato inserito tra progetti di CCUS in Track 1. Questo successo è particolarmente significativo per due ragioni: perché consente l’avvio delle attività entro il 2025 e perché permette a Eni UK e ai partner del Consorzio di avere accesso al Carbon Capture Storage Infrastructure Fund (CCFI), fondo pubblico che dispone il finanziamento a fondo perduto di 1 miliardo di sterline per la realizzazione di quattro progetti per la cattura e lo stoccaggio di CO₂, per un totale di circa 10 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Più precisamente, il processo prevede due tranche con differenti tempi di avviamento, una entro il 2025 (progetti Track 1), e una entro il 2027 (progetti Track 2). Tale fondo rientra nel piano più ampio di investimenti di 12 miliardi di sterline previsto dal Ten Point Plan presentato a novembre 2020 dal Governo britannico con l’obiettivo di guidare il Regno Unito verso la transizione energetica e promuovere la Rivoluzione Industriale Verde. A febbraio 2022, infine, Eni UK ha annunciato di aver siglato complessivamente 19 Memorandum of Understanding con aziende interessate alla cattura, trasporto e stoccaggio delle proprie emissioni attraverso HyNet North West, una conferma del notevole interesse dell’industria britannica per il potenziale di decarbonizzazione offerto dall’iniziativa.

Eni capofila del Consorzio

HyNet North West è promosso e sviluppato da un Consorzio composto da più partner di cui Eni è capofila attraverso Eni UK, insieme a Progressive Energy, Cadent, CF Fertilisers, Essar, Hanson, INOVYN (parte di INEOS Group) e all’Università di Chester. In quanto Eni, siamo l’operatore delle attività di trasporto e stoccaggio della CO2, sia onshore che offshore. Considerato indispensabile per raggiungere l’obiettivo del Paese delle zero emissioni nette al 2050, il progetto è sostenuto attivamente dal Governo Britannico. Oltre all’importanza per il percorso di decarbonizzazione, l’iniziativa potrà contribuire attivamente al benessere economico della regione: sia grazie all’attivazione di nuove opportunità di lavoro legate ai nuovi impianti, sia per l’aumento di competitività del distretto connessa alla possibilità, per le aziende, di ridurre le proprie emissioni attraverso la CCS.

Claudio Descalzi

Il Governo del Regno Unito ha riconosciuto l’importanza del contributo che HyNet può dare alla decarbonizzazione di una parte significativa delle attività nel Paese. La scelta dimostra nuovamente come la tecnologia di cattura, stoccaggio e utilizzo della CO₂ sia riconosciuta come sicura ed efficace, oltre che immediatamente disponibile.

Claudio Descalzi (AD di Eni)
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HyNet North West: CCS e idrogeno per la decarbonizzazione

Il progetto integrato consentirà di realizzare la prima infrastruttura di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) del Regno Unito e di sviluppare una filiera nell'idrogeno low carbon.

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Idrogeno low carbon

In una seconda fase, HyNet North West comprende anche lo sviluppo di una filiera nell’idrogeno a basse emissioni attraverso l’integrazione degli attuali impianti che lo ricavano dal gas naturale con le attività di CCS. In questo modo, anche le emissioni legate ai cicli produttivi dell’idrogeno verranno catturate e stoccate nei giacimenti offshore depletati. L’idrogeno così ottenuto sarà low carbon e verrà distribuito come combustibile di transizione per alimentare le industrie, il riscaldamento domestico, la produzione elettrica e i trasporti. In totale, il progetto mira a raggiugere l'80% del target di 5GW di idrogeno a basse emissioni previsto dal Regno Unito.

Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs)

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 da 193 Paesi membri dell’ONU che ingloba 17 obiettivi tesi allo sviluppo socio-economico delle comunità e dei territori. Il progetto di stoccaggio dell’anidride carbonica ci dà la possibilità di contribuire alla promozione di azioni tese a combattere il cambiamento climatico (Obiettivo 13).

La sicurezza prima di tutto

Consideriamo la sicurezza sul lavoro un valore imprescindibile che condividiamo con i dipendenti, i contrattisti e le comunità locali. Per questa ragione mettiamo in atto tutte le azioni necessarie per evitare gli incidenti, tra cui modelli organizzativi per la valutazione e gestione dei rischi, piani di formazione, sviluppo di competenze e promozione della cultura della sicurezza. Nel 2005 abbiamo dato vita a DangerPoint, un centro visitatori interattivo educativo sulla sicurezza e la prevenzione dei pericoli a disposizione delle scuole e di altri gruppi organizzati. I Safety Centre sono costituiti da realistici scenari urbani come strade, attraversamenti pedonali, automobili, ferrovie, case e negozi che consentono di fornire a bambini e adulti una formazione pratica e interattiva disponibile in percorsi differenti a seconda delle età degli studenti.

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Liverpool Bay: la tutela della biodiversità nel Regno Unito

Sempre nell’area della Liverpool Bay, dal 1995 diamo vita a diverse iniziative per tutelare il territorio attorno alla città di Talacre.

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