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Brindisi: nuovo impianto a membrane

L’impianto permetterà la produzione di acqua demineralizzata attraverso una tecnologia più efficiente per l’utilizzo delle risorse idriche.

Il progetto in corso di realizzazione presso la centrale elettrica di Brindisi

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo impianto di produzione di acqua demineralizzata attraverso tecnologia a membrane, più efficiente sia in termini energetici che di utilizzo delle risorse idriche e il possibile riutilizzo delle acque di falda trattate. La centrale elettrica Enipower di Brindisi produce energia elettrica per la Rete Nazionale e vapore necessario ai processi produttivi del sito petrolchimico di Brindisi.

La produzione di energia elettrica e vapore avviene attraverso la tecnologia cogenerativa a ciclo combinato a elevata efficienza e utilizza esclusivamente gas naturale. La produzione di vapore è ottenuta a partire da acqua demineralizzata, ovvero acqua caratterizzata da ridotto contenuto di sali, mediante trattamento di acqua dolce (superficiale o di pozzo) e/o acqua di mare. Il nuovo progetto prevede, per la produzione di acqua demineralizzata, la realizzazione di un nuovo impianto a membrane che sostituirà gli impianti esistenti di dissalazione termica e a resine. L’impianto, costituito da sezioni di ultrafiltrazione, osmosi ed elettro-deionizzazione, permetterà la produzione di acqua demineralizzata attraverso una tecnologia più efficiente, sia in termini energetici sia di utilizzo delle risorse idriche. Si prevede, infatti, una riduzione del prelievo di acqua di mare per circa 6 milioni di metri cubi all’anno (riduzione del 44% del prelievo attuale e un risparmio del consumo di acqua dolce di circa 1 milioni di metri cubi anno (pari al 13% del consumo idrico della città di Brindisi). Attraverso la sinergia e il costante impegno di Eni nell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse idriche, l’impianto potrà, dopo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, essere alimentato anche con acqua proveniente dall’impianto Eni Rewind di trattamento di acque di falda presente all’interno del petrolchimico, consentendo un’ulteriore riduzione del prelievo di acqua di mare fino a un massimo di circa 1,5 milioni di metri cubi all’anno, un chiaro esempio di attenzione alla sostenibilità ed efficace applicazione delle logiche di economia circolare.