Bioraffineria di Gela

L’economia circolare nei biocarburanti avanzati di alta qualità

Venezia e Gela, sono un esempio del nostro lavoro nel campo della sostenibilità.

Biocarburanti avanzati per decarbonizzare i trasporti

Le bioraffinerie hanno un ruolo centrale nell’evoluzione di Eni perché contribuiscono a realizzare il nostro obiettivo principale e cioè raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. I biocarburanti idrogenati (HVO) che produciamo da materie prime che non competono direttamente con colture alimentari e foraggere, come rifiuti e residui agricoli, sono fondamentali per ridurre le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti. Anche le bioraffinerie sono il risultato del nostro impegno costante nella ricerca e nell’innovazione tecnologica. Grazie allo sviluppo di tecnologie proprietarie, brevettate nei nostri Centri Ricerche, infatti, abbiamo ripensato completamente le raffinerie tradizionali di Venezia e Gela, convertendole alla lavorazione di materie prime di origine biologica (oli vegetali, ma anche grassi animali e oli da cucina usati o estratti da alghe) e prevedendo un utilizzo sempre maggiore di cariche waste and residues. Entro il 2023, inoltre, le nostre bioraffinerie saranno palm oil free in linea con gli obblighi di legge e cioè non utilizzeranno olio di palma nei cicli produttivi: al suo posto verranno utilizzate cariche alternative (per esempio oli alimentari usati e di frittura, grassi animali e scarti della lavorazione di oli vegetali) e di tipo advanced (per esempio oli da alghe e rifiuti, nonché materiale lignocellulosico, biooli). Nel corso del Piano Strategico 2022-2025 la capacità di lavorazione raggiungerà i 2 MTPA grazie all’espansione dell'impianto di Venezia e alla conversione di un’altra raffineria tradizionale, mentre nel prossimo decennio contiamo di portarla a 6 MTPA. Per accelerare la diffusione dei nostri biocarburanti di alta qualità, inoltre, ci siamo dati l’obiettivo di riunire le attività di bioraffinazione e di marketing in un soggetto dedicato alla mobilità sostenibile, posizionato in modo unico come business multi-energy e multi-service focalizzato sul cliente.

Un’ulteriore linea di sviluppo nel settore dei carburanti prodotti dagli scarti, infine, riguarda la possibilità di ottenere olio da pirolisi dal trattamento di pneumatici fuori uso (PFU). Questo ambito particolare è oggetto di un accordo con Ecopneus siglato a luglio 2021 per studi e sperimentazioni, finalizzato a valutare le tecnologie più idonee per valorizzare i PFU e ottenere sia prodotti energetici (olio da pirolisi) sia prodotti chimici (asfalti, superfici per attività sportive, isolanti acustici, arredo urbano ecc.) in un’ottica di economia circolare.

Agro-hub per l’integrazione verticale dell’approvvigionamento di feedstock sostenibili

Nel 2021 abbiamo avviato una serie di iniziative congiunte in diversi Paesi africani per attivare una rete di agro-hub in grado di integrare verticalmente la produzione di feedstock sostenibili per le bioraffinerie, con l’obiettivo di coprire il 35% dell’approvvigionamento entro il 2025. Creati in Paesi in cui siamo già presenti, gli agro-hub mirano a sviluppare una filiera nei biocarburanti ottenuti da materie prime che non competono direttamente con cicli alimentari, come residui di lavorazione agricola, colture non destinate all’alimentazione o alla produzione di foraggio e coltivazioni di copertura in alternanza ai raccolti. L’obiettivo è duplice e cioè sia fornire materia prima al sistema di bioraffinazione Eni in Italia sia promuovere la riconversione di raffinerie in bioraffinerie direttamente in Africa. In questo contesto, un Paese di riferimento è il Kenya che, nell’ambito della propria strategia di decarbonizzazione, in collaborazione con Eni punta a convertire la raffineria di Mombasa in una bioraffineria e a realizzare un impianto di bio-etanolo di seconda generazione da biomasse di scarto.

Carburanti sostenibili per l’aviazione: il futuro del trasporto aereo

Le bioraffinerie sono fondamentali anche per la produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione (Sustainable Aviation Fuel o SAF). Una prima produzione avviata nell’ottobre 2021 è realizzata nella raffineria di Taranto, già co-alimentata con una quota dello 0,5% di oli vegetali usati e di frittura (UCO). Nel 2022 sarà coinvolta la bioraffineriea di Gela dove, grazie alla tecnologia Ecofining™, saranno prodotti i bio-componenti ricavati esclusivamente da materie prime di scarto come UCO o grassi animali che, a loro volta, verranno distillati nella raffineria di Livorno per essere trasformati in Eni Biojet contenente il 100% di componente biogenica e utilizzabile in miscela con jet convenzionale fino al 50%. La progressione continuerà nel 2024 con la produzione di Eni Biojet anche direttamente nella bioraffineria di Gela da feedstock rinnovabili. L’obiettivo è raggiungere una capacità produttiva di almeno 500 mila tonnellate/anno di biojet al 2030. La componente da materie prime rinnovabili, se derivante da UCO, consente una riduzione di gas a effetto serra potenzialmente superiore al 90% rispetto alla stessa quantità proveniente da materie prime fossili (mix fossile di riferimento), secondo la normativa europea Renewable Energy Directive II, UE 2018/2001 (RED II). Considerati nel breve-medio termine il principale modo per contribuire in maniera significativa alla decarbonizzazione dei viaggi aerei, i Sustainable Aviation Fuel sono promossi da diverse iniziative come l’European Green Deal del 2019, la Cop 26, la proposta di regolamento Refuel EU aviation del pacchetto “Fit for 55” e anche dal Memorandum of Understanding “SAF Grand challenge” negli USA.

Venezia: la prima raffineria tradizionale al mondo diventata “bio”

La bioraffineria di Venezia, a Porto Marghera, è stato il primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria tradizionale in bioraffineria. Dal 2014, qui trattiamo e convertiamo circa 360.000 tonnellate di materia prima di origine biologica all’anno. Dal 2024, grazie a un ulteriore upgrade dell’impianto, prevediamo di potenziare la capacità di lavorazione a 560.000 tonnellate all’anno, con una sempre maggiore quota derivante da scarti della produzione alimentare, come oli usati, grassi animali e altri sottoprodotti avanzati. A quel punto, la bioraffineria di Venezia produrrà 420.000 tonnellate all’anno di biocarburante HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). A rendere possibile questo processo è la tecnologia proprietaria Ecofining™  sviluppata insieme a UOP Honeywell che, data la sua grande flessibilità, consente di trattare diversi tipi di cariche.

Gela, la più innovativa bioraffineria d’Europa

Dopo più di tre milioni di ore di lavoro, nell’agosto del 2019 ha iniziato le sue attività anche la bioraffineria di Gela. L’impianto siciliano ha una capacità di lavorazione che può raggiungere le 750 mila tonnellate annue di oli vegetali usati, grassi di frittura, grassi animali, alghe e sottoprodotti di scarto avanzati o da colture energetiche in terreni marginali per produrre biocarburanti di qualità. A marzo 2021, inoltre, è stato avviato e collaudato il nuovo impianto BTU – Biomass Treatment Unit, che consentirà di utilizzare fino al 100% di biomasse non in competizione con la filiera alimentare e cioè, per esempio, gli oli alimentari esausti e i grassi derivati dalle lavorazioni ittiche e delle carni in Sicilia. L’obiettivo è realizzare un modello di economia circolare a chilometro zero per la produzione di biodiesel, bio nafta, bio GPL e bio jet fuel. La bioraffineria, inoltre, potrà essere alimentata anche da olio di ricino, grazie al progetto sperimentale condotto con questa coltura su terreni semidesertici in Tunisia.

Sempre a Gela, inoltre, è attivo un impianto pilota Waste to Fuel in continuo, alimentato ogni giorno dalla FORSU raccolta dalla Società per la regolamentazione del servizio per la gestione rifiuti di Ragusa.

La nuova bioraffineria, considerata secondo tutti gli standard tecnici la più innovativa d’Europa, ha preso il posto del grande petrolchimico, realizzato a partire dal 1962, e i cui impianti sono stati fermati.

Waste al Fuel

FUTURA#2 – Dal Waste al Fuel

Ecofining™: il cuore tecnologico delle bioraffinerie

In collaborazione con Honeywell-UOP, abbiamo messo a punto nei nostri laboratori di San Donato l’innovativa tecnologia Ecofining™, che ci permette di ricavare biocarburanti di alta qualità da oli vegetali. Il processo consiste di due fasi: idrodeossigenazione e isomerizzazione. Nella prima trattiamo la carica di partenza con idrogeno per eliminare l’ossigeno e saturare i doppi legami, mentre nella seconda "riordiniamo" le paraffine per migliorare le proprietà a freddo del prodotto finale. Il risultato prende il nome di Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), un biocarburante con qualità superiori a quelli ottenuti con il metodo tradizionale che porta a FAME (Fatty Acid Methyl Esters), in termini di contenuto energetico, impurità e proprietà a freddo. Il 15% di questo HVO va ad arricchire il nostro carburante Eni Diesel +.