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Zohr

È il nome del vasto giacimento egiziano che nel 2019 ha raggiunto la capacità produttiva di 2,7 miliardi di piedi cubi di gas al giorno.

Un tesoro nel mediterraneo

Il giacimento è considerato la più grande scoperta di gas mai realizzata in Egitto e nel Mar Mediterraneo e l’approccio integrato utilizzato ci ha permesso di mettere in  produzione il primo gas  in meno di 2 anni e mezzo dalla sua scoperta, un tempo record per questa tipologia di giacimento. Zohr si trova all'interno della concessione Shorouk, a circa 190 chilometri a nord della città di Port Said. Nel blocco deteniamo una quota di partecipazione del 50% e siamo operatori, mentre gli altri partner sono Rosneft con il 30%, BP con il 10% e Mubadala Petroleum con il 10%. Ad agosto 2019 la produzione del giacimento ha raggiunto oltre 2,7 miliardi di piedi cubi di gas al giorno (bcfd), circa cinque mesi in anticipo rispetto al Piano di Sviluppo. Abbiamo ottenuto questo risultato grazie al completamento di tutte le otto unità di trattamento a terra e di tutti i sistemi di trattamento e rimozione dello zolfo (i cui proventi della vendita come fertilizzante vengono utilizzati per finanziare iniziative di responsabilità sociale), l'avvio della produzione di ulteriori tre pozzi e del secondo gasdotto da 30 pollici e lungo 216 chilometri che collega gli impianti di produzione sottomarini all'impianto di trattamento a terra. Entro la fine del 2019 è previsto un ulteriore aumento della capacità produttiva fino ad un potenziale di 3,2 bfcd.

Le tecnologie utilizzate

Grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate abbiamo integrato le fasi di esplorazione e di sviluppo attraverso lo studio del giacimento con modelli 3D, la progettazione ingegneristica e gli approvvigionamenti. Durante l’esplorazione svolgiamo attività di analisi propedeutiche allo sviluppo e le informazioni raccolte ci aiutano a migliorare l’ingegneria di progetto e a ridurre il tempo per arrivare alla decisione finale di investimento (FID). Il modello design-to-cost consiste infatti nella suddivisione dei progetti in fasi che riducono i rischi per il sottosuolo. Con Zohr, attraverso questo approccio, siamo arrivati alla FID a febbraio 2016 e al first gas a fine 2017, a poco più di due anni dalla scoperta. 

 

Probabilmente l’ingrediente chiave della scoperta di Zohr è stato quello di creare un bel team composto non solo da geologi egiziani esperti e junior, ma anche da espatriati con eccellenti competenze tecniche. Il gruppo non ha paura di proporre idee fuori dagli schemi.

da Andrea Cozzi, Vice presidente Studi Geologici e Geofisici SGEO

L’impatto sull’ambiente e sulla comunità

Il progetto sta dando un contributo fondamentale nel sostenere l'indipendenza dell'Egitto dalle importazioni di GNL. Con Zohr l’Egitto ha recuperato l’auto-sufficienza nel settore del gas persa dopo il 2011. Il giacimento potrà garantire la soddisfazione totale della domanda egiziana di gas naturale per decenni, rispondendo al 65% dei consumi energetici del Paese che ha in programma di diventare un hub regionale di riesportazione di gas naturale liquefatto. 


Non abbiamo mai svolto attività di esplorazione e sviluppo di idrocarburi all’interno dei confini dei Siti Naturali inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e a maggio 2019 ci siamo impegnati formalmente, dando riconoscimento ufficiale alla policy Biodiversità e dei Servizi Ecosistemici (BES) che già seguiamo nelle operazioni e che si inserisce nel nostro cammino di trasformazione. Ci impegniamo in investimenti a lungo termine, andando oltre le priorità di profitto a breve termine dal punto di vista operativo e sociale, così come riconosciuto dalla nuova mission aziendale, ispirata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.