In questo approfondimento:
  • L’attenzione ai Diritti Umani partendo dal Vertice
  • I Diritti Umani nell’agenda del Consiglio
  • Il ruolo della funzione Sostenibilità
  • Il ricorso agli obiettivi manageriali

La Governance dei Diritti Umani in Eni

I Diritti Umani occupano un posto di primo piano nell’agenda di Eni.

L’attenzione ai Diritti Umani partendo dal Vertice

I Diritti Umani sono integrati nella governance della sostenibilità di Eni, che si basa sul ruolo centrale del Consiglio di Amministrazione (“CdA”), che approva – su proposta dell’AD – la strategia e gli obiettivi della Società, compresi quelli relativi alla sostenibilità e dell’Amministratore Delegato (“AD”) che assicura l’attuazione delle delibere del CdA, riportando periodicamente i risultati al CdA stesso.

Inoltre, il CdA è responsabile dell’approvazione delle principali policy interne, compresi la Dichiarazione Eni sul rispetto dei diritti umani e il Codice Etico, parte integrante del Modello 231 della Società, che definisce i principi di comportamento nelle attività della società, incluso il rispetto Diritti Umani. La promozione e il monitoraggio dell’attuazione del Codice Etico sono assicurati dall’Organismo di Vigilanza di Eni, nella sua veste di Garante del Codice Etico, nominato dal CdA di Eni e composto anche da soggetti esterni ad Eni, compreso il Presidente, con requisiti specifici di indipendenza, competenza e professionalità.

Si evidenzia, inoltre, che le tematiche relative ai diritti umani sono fra l’altro integrate nella valutazione dei rischi Eni in termini di metriche di impatto sociale, ambientale, salute e sicurezza.

Dal 2014 il CdA di Eni ha ulteriormente rafforzato l’impegno della società nella sostenibilità con la creazione al proprio interno del Comitato Sostenibilità e Scenari, con funzioni propositive e consultive nei confronti del CdA stesso in materia di scenari e sostenibilità. In particolare, il Comitato esamina e valuta processi, iniziative e attività tesi a presidiare l’impegno di Eni per lo sviluppo sostenibile lungo la catena del valore.

Nel 2017 il Regolamento del Comitato Sostenibilità e Scenari è stato aggiornato esplicitando i Diritti Umani tra gli ambiti di sostenibilità su cui il Comitato svolge funzioni propositive e consultive nei confronti del CdA.

In termini di disclosure, Eni è stata tra i pionieri nell’adozione del Bilancio Integrato (Relazione Finanziaria Annuale), sin dal 2010, per consentire agli stakeholders di Eni, anche non azionisti, di comprendere le interconnessioni esistenti tra i risultati economico-finanziari e quelli in campo ambientale e sociale, secondo il modello di business integrato di Eni. La Relazione Finanziaria Annuale è approvata dal CdA ed è sottoposta all’Assemblea annuale degli azionisti, che approva il bilancio di Eni SpA.

Inoltre, a partire dalla Relazione Finanziaria 2017, le performance non finanziarie sono dettagliate nella Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, redatta ai sensi di legge, inclusa nella Relazione sulla gestione della Relazione Finanziaria stessa, in cui le attività di Eni sul tema del rispetto dei diritti umani sono approfondite dando conto delle iniziative intraprese e dei relativi risultati.

I Diritti Umani nell’agenda del Consiglio

Le tematiche di sostenibilità hanno un ruolo di primo piano nell’agenda del CdA di Eni e, in tale ambito, il rispetto dei Diritti Umani rappresenta uno degli aspetti di maggiore attenzione. In particolare, nel corso del 2018, il CdA ha affrontato i seguenti argomenti, che riguardano direttamente i diritti umani o in cui questa tematica assume comunque rilevanza:

  • Dichiarazione Eni sul rispetto dei Diritti Umani, che presenta l’approccio di Eni e gli impegni specifici della società per assicurare il rispetto dei diritti umani, in coerenza con i Guiding Principles on Business and Human Rights delle Nazioni Unite;
  • Relazione Finanziaria 2017, inclusa la Dichiarazione di carattere non finanziario;
  • Relazione sulla remunerazione, che include obiettivi di sostenibilità nella definizione dei piani di performance, fra cui quelli relativi a salute e sicurezza;
  • Rendicontazione di sostenibilità 2017;
  • Risultati HSE 2017, in cui sono approfonditi temi che hanno un impatto diretto sul rispetto dei diritti umani da parte di Eni, quali ad esempio il diritto a condizioni di lavoro sicure e salubri, il diritto al massimo livello conseguibile di salute fisica e mentale, che vale non solo per i lavoratori, ma anche per le comunità locali;
  • Scenario di sostenibilità, in cui si rappresentano i temi emergenti – fra cui quelli connessi al rispetto dei diritti umani - e le iniziative pianificate da Eni al riguardo;
  • Aggiornamento della Dichiarazione ai sensi dello UK “Modern Slavery Act”, che illustra le misure adottate per identificare, prevenire e gestire i rischi inerenti il lavoro forzato, la schiavitù contemporanea e il traffico di esseri umani;
  • Memorandum of Understanding con UNDP - United Nations Development Programme, finalizzato ad ampliare l’accesso ai diritti sociali ed economici da parte delle comunità locali.

Nel corso dell’anno il CdA ha inoltre ricevuto informative dall’AD su singole iniziative di sostenibilità, tra cui anche quelle in tema di Diritti Umani.

 

Il ruolo della funzione Sostenibilità

La funzione Sostenibilità è responsabile della progettazione, attuazione e supervisione della Due Diligence sui Diritti Umani di Eni e persegue questo obiettivo coinvolgendo tutte le funzioni aziendali che possono influire sul rispetto dei Diritti Umani da parte della società. Nel 2017 è stato costituito un Gruppo di Lavoro Interno su Diritti Umani e Impresa, con l’obiettivo di ulteriormente sviluppare l’agenda di Eni per i Diritti Umani.

Il ricorso agli obiettivi manageriali

Eni integra incentivi collegati alle performance sui Diritti Umani all’interno degli obiettivi assegnati a diversi livelli manageriali al fine di assicurare l’attuazione delle strategie e degli impegni di Eni in questo ambito.

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