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Eni fornisce supporto al Kazakhstan nella lotta contro la pandemia da COVID-19

20 maggio 2021
3 min di lettura
20 maggio 2021
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Nur-Sultan (Kazakistan), 20 maggio 2021 - Eni, attraverso le sue controllate locali, ha donato al Kazakistan attrezzature mediche per le terapie intensive come contributo agli sforzi del Paese per combattere la diffusione del Coronavirus.

Eni ha donato 9 ventilatori polmonari, un generatore di ossigeno e materiale medico di consumo per le unità di terapia intensiva nelle regioni di Aktobe, Atyrau e West Kazakhstan.

Con questa iniziativa Eni vuole contribuire all’impegno degli operatori sanitari locali per prevenire la diffusione del COVID-19, ribadendo così il proprio forte impegno e sostegno alle comunità in cui la società opera.

Eni ha contribuito con forniture sanitarie durante tutta la pandemia, compresa la fornitura di 400.000 mascherine alla regione di Aktobe e, assieme ad un gruppo di sussidiarie di operatori stranieri che lavorano in Kazakistan, attrezzature mediche all'avanguardia per le terapie intensive e set di protezione individuale al Centro medico multidisciplinare di Nur-Sultan, per fornire supporto nel trattamento di pazienti COVID-19.

Recentemente le filiali di Eni Kazakhstan hanno contribuito congiuntamente all'acquisto di ulteriori apparecchiature mediche che sono state così distribuite:

  • 2 ventilatori polmonari per terapia intensiva VG70 al Centro regionale di pneumatologia e uno all'ospedale di pronto soccorso nella regione di Aktobe.
  • 2 ventilatori per terapia intensiva VG70 per l'ospedale pediatrico regionale di Atyrau, 2 ventilatori per terapia intensiva VG70 per l'ospedale ostetrico della città di Atyrau e 2 ventilatori per terapia intensiva VG70 per il dispensario antitubercolare regionale di Atyrau nella regione di Atyrau.
  • Un generatore di ossigeno per l'ospedale distrettuale di Burlinskaya ad Aksai e set di materiali medici di consumo per le unità di terapia intensiva dell’ospedale multidisciplinare regionale, l'ospedale regionale per le infezioni e l'ospedale multidisciplinare di Uralsk nella regione del Kazakistan occidentale.

Dall'inizio della pandemia, Eni ha complessivamente contribuito per oltre 270 mln di KZT (circa 650.000 dollari Usa) al sostegno per la lotta al Coronavirus.

Eni opera in Kazakhstan dal 1992, dove è co-operatore del giacimento di Karachaganak ed è partner in diversi progetti nel Mar Caspio settentrionale, tra cui il giacimento giant di Kashagan. Nel 2018 Eni è diventata operatore con la società di stato KazMunayGas nel blocco esplorativo Isatay e Abay. Eni ha lanciato il suo primo progetto sulle energie rinnovabili in Kazakhstan a marzo 2020 attraverso l'operazione commerciale del parco eolico Badamsha da 48 MW situato nella regione di Aktobe, con una produzione annua di circa 195 GWh e un risparmio complessivo di CO2 di 172.000 tonnellate all'anno. L'azienda sta ora eseguendo la seconda fase del progetto, con 48 MW di capacità aggiuntiva. Nel marzo 2021, Eni ha inoltre inaugurato i lavori di costruzione di un impianto fotovoltaico da 50 MW nel sud del Kazakhstan (villaggio di Shaulder, nel Turkistan).