Waste to fuel, biocarburanti da biomasse

Detagli di mano di chimici in laboratorio mentre usano provette

Che cosa è Waste to fuel

Fare il pieno grazie agli scarti di cucina: è da quest’idea semplice che nasce la nostra tecnologia Waste to Fuel. La materia prima di partenza, per la precisione, è la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) e cioè il cosiddetto umido domestico. Il risultato è un bio-olio che può essere utilizzato come combustibile o, in alternativa, raffinato per ottenere biocarburanti.

Abbiamo sviluppato Waste to Fuel nel nostro Centro Ricerche Eni di Novara ispirandoci allo stesso processo naturale che, milioni di anni fa, ha generato gli idrocarburi nelle profondità della Terra. Ciò che abbiamo fatto è riprodurre questo processo in laboratorio nel tempo record di alcune ore. Con il vantaggio che, in questo caso, non si generano emissioni di origine fossile.

Caratteristiche principali

Bioenergie

Impianto pilota

Biocarburanti

A cosa serve

Dal processo si ricava un bio-olio che può essere utilizzato per il trasporto marittimo o raffinato per ottenere biocarburanti avanzati. Inoltre, si ottiene fino al 60% di acqua riutilizzabile. Dato che ogni anno vengono raccolte circa 7 milioni di tonnellate di FORSU solo in Italia, con una maggiore differenziazione degli scarti di cucina e una diffusione degli impianti Waste to Fuel, potremmo ricavare circa un miliardo di litri di bio-olio all’anno.

Come funziona

La tecnologia Waste to Fuel simula in poche ore il processo naturale con cui la Terra genera gli idrocarburi in milioni di anni. La biomassa di partenza viene trasformata in bio-olio attraverso la termoliquefazione, un processo più efficiente rispetto ad altri come la pirolisi e la gassificazione. Oltre ai rifiuti domestici, può trattare gli scarti provenienti dall’industria agroalimentare e dalla grande distribuzione. Complessivamente, si recupera quasi tutta l’energia contenuta nel materiale organico di partenza, raggiungendo una resa energetica dell’80%. Inoltre, separa l’acqua rendendola disponibile per altri impieghi. I recuperi energetici sono virtualmente carbon neutral, nel rispetto della Direttiva Europea sulle fonti rinnovabili nei trasporti (RED II). Il sistema potrebbe garantire uno sbocco industriale alle grandi quantità di biomasse di scarto in Paesi con un’economia ancora fortemente improntata sull’agricoltura. 

Caratteristiche e prestazioni

Dopo il primo pilota Waste to Fuel su piccola scala realizzato nel Centro Ricerche Eni di Novara, un nuovo impianto pilota in continuo è stato realizzato nella bioraffineria di Gela, operante in continuo e alimentato con i rifiuti urbani provenienti dai comuni dell’area di Ragusa. 

3-16
%

bio-olio ottenuto dalla FORSU in ingresso


35
MJ/Kg

potere calorifico del bio-olio


60
%

acqua recuperata dal processo


3-16
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bio-olio ottenuto dalla FORSU in ingresso

35
MJ/Kg

potere calorifico del bio-olio

60
%

acqua recuperata dal processo

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Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2023


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