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Riserve certe non sviluppate di Eni
Alla fine del 2015 Eni possedeva riserve certe non sviluppate per circa 2.860 milioni di barili localizzate principalmente in Africa, America e in Kazakhstan e che nel corso dell’anno sono diminuite per una serie di ragioni, tra cui la loro conversione a riserve certe sviluppate. Le riserve riclassificate si concentrano nei giacimenti di Perla (Venezuela), di Goliat, di Midgard (Norvegia), Litchendjili (Congo) e M’Pungi (Angola). Le riserve certe non sviluppate possono rimanere tali per oltre cinque anni prima di venir riclassificate.

Tanti i motivi della flessione

Al 31 dicembre 2015, le riserve certe non sviluppate di Eni ammontavano a 2.867 milioni di barili, di cui 1.411 milioni di barili di liquidi localizzati principalmente in Africa e Kazakhstan e 226 miliardi di metri cubi di gas naturale, principalmente in Africa e America. Le società consolidate possiedono riserve certe non sviluppate per 1.272 milioni di barili di liquidi e 153 miliardi di metri cubi di gas naturale. Nel 2015 queste riserve sono diminuite di 302 milioni di barili:

  • a causa della conversione a riserve certe sviluppate (-550 milioni di barili)
  • per le cessioni avvenute in Nigeria (-5 milioni di barili)
  • per le revisioni di precedenti stime in particolare in Venezuela, Iraq ed Egitto (+204 milioni di boe)
  • a fronte delle nuove scoperte ed estensioni in particolare in Indonesia, Egitto e Ghana (+48 milioni di boe)
  • grazie al miglioramento di recupero assistito in particolare in Egitto (+1 milioni di barili).

La riclassificazione

Durante lo stesso anno, Eni ha convertito da riserve certe non sviluppate a riserve certe sviluppate 550 milioni di barili a seguito dell’avanzamento delle attività di sviluppo, degli start-up della produzione e della revisione di progetti. I principali passaggi a riserve certe sviluppate sono relativi ai giacimenti di Perla (Venezuela), Goliat e Midgard (Norvegia), Litchendjili (Congo) e M’Pungi (Angola) e gli investimenti di sviluppo sostenuti nel corso dell’anno sono stati pari a circa 2,4 miliardi di euro. La maggior parte delle riserve certe non sviluppate vengono riclassificate a riserve certe sviluppate generalmente in un arco temporale che non supera i cinque anni. Le riserve certe non sviluppate relative ad alcuni progetti possono rimanere tali per cinque anni e oltre e per le più svariate motivazioni, tra cui le difficili condizioni operative in aree remote, le limitazioni nella disponibilità di infrastrutture e nella capacità degli impianti, l’esistenza di vincoli contrattuali o altri fattori che possono condizionare i tempi di avvio e i livelli di produzione. Eni valuta circa 0,8 miliardi di barili di riserve certe non sviluppate rimaste tali per cinque anni o più, concentrate principalmente:

  • in Kazakhstan, nel giacimento Kashagan (0,5 miliardi di barili) dove le riserve saranno progressivamente riclassificate a riserve certe sviluppate con il collegamento dei pozzi produttivi in corso di completamento e conseguente ampliamento della capacità produttiva, così come sanzionato per la Fase 1 del programma di sviluppo complessivo del giacimento
  • in alcuni giacimenti a gas in Libia (0,2 miliardi di boe) dove lo sviluppo delle riserve e gli avvii in produzione sono programmati in funzione dell’adempimento degli obblighi di consegna derivanti da contratti di fornitura di gas di lungo termine
  • in altri progetti minori dove le attività di sviluppo sono in corso.
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