Eni inaugura presso la Triennale di Milano la mostra: “Un Nuovo Segno‘ (ingresso libero, aperta dal 2 marzo al 1 aprile)  in cui sono esposti i 10 progetti finalisti del Concorso Internazionale per il concept design del nuovo centro direzionale Eni a San Donato Milanese, vinto dal team guidato da Morphosis Architects.
Il 13 marzo nel Salone d'Onore della Triennale di Milano si è tenuta la lectio magistralis di Thom Mayne, Premio Pritzker 2005, fondatore di Morphosis Architects e alla guida del team vincitore del concorso.

Il progetto

E' del 2010 l’idea di dar vita a un nuovo intervento architettonico a Metanopoli attraverso una rinnovata attenzione a una completa integrazione fra paesaggio, architettura e territorio urbano tenendo conto dei più avanzati criteri di sostenibilità. Metanopoli è uno degli esempi italiani più significativi del concetto di progettazione organica, tanto che il “nuovo segno‘ è stato pensato in moderni termini di landscape design. L’architettura metamorfica e fluida di Morphosis Architects riprende tale idea, rielaborandola e attualizzandola, tanto da coinvolgerne ogni singolo elemento e definendo una vera e propria architettura-paesaggio.

Eni è un impresa impegnata a crescere secondo un modello di sviluppo sostenibile che si concretizza nel valorizzare le persone, nel contribuire allo sviluppo e al benessere delle comunità nelle quali opera, nel rispettare l'ambiente, nell’ investire in innovazione e nel  dialogo continuo con i propri stakeholder.
Sin dalla sua fondazione Eni ha riservato all’innovazione e alla creatività un ruolo centrale indirizzando le sue risorse anche verso iniziative culturali ad ampio raggio e improntando la propria attività a enzima di sviluppo non solamente economico e industriale.
Eni è inoltre da sempre attenta alle problematiche legate al territorio e al rapporto tra persone e luoghi. Il settore di attività stesso in cui opera la mette in diretto contatto con il territorio, la sua conformazione, le sue risorse e il paesaggio limitrofo.
In questo contesto la presenza di Eni a Metanopoli, nel comune di San Donato Milanese, il suo radicamento fisico e la sua densità simbolica, sono segno imprescindibile sul territorio dell’area milanese.

La mostra

Ronen Joseph è stato chiamato a progettare l'allestimento per la mostra di architettura Eni: "Un nuovo segno" nella quale sono presentati i 10 progetti per il nuovo centro direzionale Eni a San Donato Milanese.
  
La Triennale e' la sede scelta per l'allestimento della mostra.  In particolare "il Cubo", un ampio salone di 400 mq che presenta due spazi: un salone centrale più ampio e un colonnato leggermente ribassato. Da questa conformazione è scaturito il percorso della mostra che si suddivide in due spazi: know e raw.

La mostra Eni "Un Nuovo Segno" si snoda attraverso un percorso suddiviso in due spazi: know e raw.
Il percorso know offre un inquadramento delle tematiche storiche e del contesto urbanistico in cui si inserisce il nuovo edificio..San Donato è stato uno spazio fertile per vari interventi di architettura dagli anni '50 in poi, tutti ispirati dalla visione di eni e dalla consueta attenzione aziendale ai propri spazi istituzionali e di lavoro nel rispetto del territorio limitrofo.
Il percorso raw, invece, immette direttamente nello spazio dove sono esposti tutti i 10 progetti, una visione di architettura "pura", senza filtri didattici, culturali, di contesto.
I progetti sono presentati in modo paritetico per valorizzare ogni lavoro e lo sforzo creativo progettuale di ogni team di progettazione.

La visione dei progetti, entrando nello spazio, risulta quindi uniforme, con i modelli adagiati su ampie superfici bianche che sembrano galleggiare su un alone di luce.
Alle pareti sono collocate due tavole per ogni progetto, la prima e l'ultima delle dodici presentate, per dare una ulteriore rappresentazione dell'idea sviluppata..
L'esposizione dei progetti con i plastici e le tavole è integrata da diversi contenuti digitali.
Uno slide-show, su ampi schermi, presenta i lavori nella loro completezza, mentre due postazioni computer permettono, a chi interessato, un approfondimento degli aspetti tecnici e progettuali delle proposte oltre alla lettura del disciplinare di concorso indetto da Eni.
Il nuovo edificio andrà a inserirsi sul territorio di San Donato e rappresenterà "un nuovo segno" per il territorio di Metanopoli e si confronterà con i landmark esistenti che già caratterizzano il luogo. Da questo dialogo è scaturita la grafica della mostra che unisce i landmark di San Donato con una linea gialla attraverso lo spazio.
Nel corso della mostra, il prossimo 13 marzo, è prevista una lecture di Thom Mayne, fondatore di Morphosis Architect, alla guida del team vincitore del concorso.

L'esposizione lega ancora una volta Eni all'ambito culturale: il concorso offre l'occasione per un approfondimento sulle nuove tendenze dell'architettura contemporanea.

Metanopoli

Metanopoli nasce nel 1952 e nella sua evoluzione ai nostri giorni conosce 3 fasi:

- 1952 – 1962 Nasce Metanopoli, quartiere progettato da Mario Bacciocchi, con l'idea di creare alle porte di Milano una città verde, razionale, nuova. Concepita con criteri urbanistici d'avanguardia, secondo la filosofia del villaggio aziendale, sviluppa congiuntamente l'idea di casa albergo, per presenze limitate nel tempo dei dipendenti, in accordo con l'organizzazione di Eni, caratterizzata dal dinamismo matteiano.

- 1962 – 1991 A partire dai nuovi edifici a tre piani di Bacigalupo e Ratti, attraverso il cosidetto "pianone" (1972), schema planivolumetrico chiamato a definire la coerenza urbanistica delle future iniziative immobiliari, fino alla realizzazione del Terzo, Quarto e Quinto Palazzo, prende ancor più vita e forma Metanopoli, brano esemplare di periferia.

- 1991 – 2010 Il progetto per il Quartiere San Francesco e il Quartiere Affari a opera di Kenzo Tange segna un cambiamento: da uno sviluppo puntuale e ordinato del tessuto cittadino si passa a una visione urbanistica unitaria dove gli elementi, sebbene forti di una propria autonomia formale, regolano e misurano il paesaggio urbano.

 E' del 2010 l'idea di dar vita a un ulteriore intervento attraverso una rinnovata attenzione a una completa integrazione fra paesaggio, architettura e territorio urbano. Metanopoli è uno degli esempi italiani più significativi del concetto di progettazione organica, tanto che il "nuovo segno" è stato pensato in moderni termini di landscape design. L'architettura metamorfica e fluida di Morphosis Architects riprende tale idea, rielaborandola e attualizzandola, tanto da coinvolgerne ogni singolo elemento e definendo una vera e propria architettura – paesaggio.

Green Line: Metanopoli è un raro esempio di landscape design dove architettura e natura concorrono con pari dignità alla definizione di spazio abitato: il verde è progettato e contestualizzato con gli edifici, con il suolo pubblico e privato, con gli spazi stradali e dei servizi.
Il verde è anche decorazione per i percorsi, con un ampio viale principale, intitolato ad Alcide De Gasperi, a cui si affiancano aree "boschive" urbane di varia densità e conformazione. Varie forme arboree vengono integrate negli stessi edifici. Ne sono esempi il 13° e 14° piano del Primo Palazzo Uffici, l'intera filosofia progettuale del Quinto Palazzo Uffici e la vegetazione intorno al centro sportivo di via Caviaga.

Architectural Line: La posizione di Metanopoli è strategica poiché è all'incrocio delle principali infrastrutture di accesso a Milano: l'autostrada del Sole; la via Emilia; la stazione ferroviaria e la Metropolitana.
Metanopoli è cresciuta lungo due direttrici principali, la via Emilia e la sua perpendicolare, via De Gasperi. Secondo l'intenzione dell'architetto Bacciocchi questo impianto tipicamente latino rispecchiava il funzionalismo richiesto dallo stesso Enrico Mattei per il centro direzionale Eni.

Il Primo Palazzo Uffici, di forma esagonale, comunemente denominato "il Castello di vetro", è stato progettato da Marcello Nizzoli e Gian Mario Oliveri nel 1955. Il Secondo Palazzo Uffici, realizzato pochi anni più tardi da Bacigalupo e Ratti, è caratterizzato da una pianta stellare a tre bracci. Questi due palazzi sono shining tower autorappresentative da 14 e 15 piani, con struttura portante in acciaio, interamente rivestite in vetro.

Il Quinto Palazzo Uffici ha una forma ad anfiteatro ed è profondamente influenzato e integrato dal verde. Progettato da Roberto Gabetti e Aimaro Isola è stato completato nel 1991.

Il I, II e V palazzi uffici e l'ex motel Agip costeggiano la via Emilia e rappresentano una porta ideale all'ingresso sud di Milano.

Nella parte retrostante gli edifici di rappresentanza si dipanano i quartieri residenziali, palazzine di varia forma e fattura che rispondono principalmente alle esigenze abitative funzionali e si alternano e inseriscono in ampi giardini, viali e boschetti pubblici o condominiali, formando un continuum tra edifici e paesaggio naturale.
Nel quartiere sono presenti altri insediamenti tra i quali: la chiesa di Santa Barbara, progettata da Bacciocchi, che domina l'unica vera piazza di Metanopoli a ridosso del viale De Gasperi. All'interno e all'esterno della chiesa sono ospitate opere di Arnaldo e Giò Pomodoro, Cassinari e Cascella; proseguendo da viale De Gasperi verso Bolgiano si notano due palazzi per uffici, il III e IV ultimati nel 1973 e 1984, sedi di società Eni.
Altra costruzione di rilievo è l'ampio centro sportivo di via Caviaga che comprende un campo di calcio con tribuna realizzato nel 1955 sempre da Bacciocchi. A Bacigalupo e Ratti va attribuita la piscina coperta mentre Zoppini e Mattioni hanno firmato la piscina scoperta.
Un moderno asilo e un centro medico sono le più recenti realizzazioni sul territorio.

Future Skyline: Il nuovo centro direzionale Eni è stato ideato tenendo conto dei più avanzati criteri di efficienza energetica e con una particolare attenzione alla vivibilità. Si inserisce nel presistente contesto e armonizza nel contempo due scenari: il fronte pubblico di rappresentanza, dove dialoga e si confronta con il I, II e V palazzi uffici e il lato retrostante la via Emilia in affaccio su piazza Santa Barbara.
Lo skyline sarà modificato dall'edificio progettato dal team guidato da Morphosis Architects che si farà notare per il particolare profilo. Le forme dinamiche cattureranno lo sguardo di chi atterra all'aeroporto di Linate o farà ingresso a Metanopoli da viale De Gasperi proveniendo dalla via Emilia.

Si creerà un polo di architetture di rappresentanza che contribuiranno a valorizzare il territorio milanese e identificheranno un nuovo landmark simbolico di Eni.

L'idea di costruire una centrale organizzativa e amministrativa nei pressi di San Donato Milanese nasce già nel 1952, agli albori della costituzione di Eni, con una funzione ben precisa: dar vita alla più ordinata, razionale e verde hinterland di Milano. L'insediamento si inseriva nel tessuto urbanistico sandonatese come fondazione ex novo, in un'area in cui non esisteva fino a quel momento alcun impianto produttivo. Fortemente voluto da Mattei, il quartier generale Eni – chiamato di lì a poco "Metanopoli" – divenne ben presto un polo di eccellenza e di innovazione destinato a far ripartire, dopo anni di depressione, la grande industria del Nord. Il progetto urbanistico, affidato all'architetto Mario Bacciocchi, prevedeva il posizionamento del complesso in una zona di transito strategicamente vicina alle grandi reti di trasporto dell'epoca: non lontano dall'aeroporto di Linate, a ridosso della storica Via Emilia, che collegava il centro di Milano con le città emiliane e il Sud, e ad un passo dall'Autostrada del Sole. In brevissimo tempo il quartiere si trasforma in una vera e propria "città del terziario" dove si concentrano uffici, laboratori, centri di formazione, quartieri residenziali. I laboratori dei centri Snam divengono un fiore all'occhiello della ricerca scientifica in Italia dove chimici, fisici, ingegneri, biologi, scelti tra i più giovani delle università italiane, lavorano a stretto contatto, inaugurando un metodo di ricerca di tipo interdisciplinare, in grado di mettere in moto un circuito tra formazione accademica e formazione professionale di fondamentale importanza per lo sviluppo occupazionale del Paese. All'eccellenza guarda anche la Scuola Superiore di Studi sugli Idrocarburi istituita a San Donato nel 1955 per la formazione dei quadri e dei dirigenti italiani e stranieri, una business school d'avanguardia, dove insegnano i migliori docenti nel campo dell'economia, del management e della ricerca energetica.

Oltre ai laboratori e alla Scuola di formazione, un'importante caratteristica dell'abitato consisteva nella realizzazione di un territorio esterno, inteso come ambiente pubblico destinato a residenti, ospiti e addetti ai lavori, e di uno spazio interno che comprendeva un'area residenziale, un centro sportivo, una scuola, una chiesa parrocchiale e un centro commerciale. Lontana dall'idea di "città-fabbrica", Metanopoli per Mattei doveva rappresentare una realtà urbana, viva e in movimento, concepita secondo criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza, a modello delle grandi città industriali statunitensi.
La caratteristica che ancora oggi colpisce il visitatore di San Donato è proprio la geometria essenziale e precisa del sistema viario, che integra in uno stesso spazio gli ambienti destinati ai palazzi uffici e quelli riservati alle abitazioni civili. La percezione netta che si avverte è proprio quella di una vita integrata, dove non esistono confini, dove il tempo pubblico e quello privato non è mai in contrapposizione. Si può dire che San Donato sia concepita secondo una visione coerente del vivere e del lavorare, erede per buona parte di quell'attenzione al benessere dei dipendenti sempre sostenuta da Mattei e in grado di anticipare di una cinquantina d'anni il moderno concetto di "welfare aziendale". Proprio sui valori della coerenza e dell'integrazione Mattei fonderà molte delle sue scelte successive: dal salvataggio del Pignone a Firenze (frutto di una riconversione industriale senza precedenti), agli investimenti nel settore della gomma sintetica e delle materie plastiche, alla creazione di società miste per lo sfruttamento partecipato agli utili del'industria petrolifera da parte dei paesi produttori. Nella logica del fondatore di Eni "tutto si tiene" in nome del progresso ancor prima che dell'utile.

Concorso

Il Concorso Internazionale per il concept design del nuovo centro direzionale Eni a San Donato Milanese, indetto nel 2010, è stato aggiudicato al team guidato da Morphosis Architects, studio di architettura statunitense di fama internazionale fondato nel 1972 con sede a Los Angeles e New York.

Al Concorso si sono candidati oltre 50 gruppi internazionali di progettazione tra i quali sono stati selezionati i 10 concorrenti cui è stato assegnato il compito di elaborare il concept design del centro direzionale. A dicembre 2011, la commissione giudicatrice ha concluso i lavori scegliendo la proposta progettuale del team composto da Morphosis Architects (responsabile progettazione architettonica), Pasodoble (architetto paesaggista), Setec Batiment (progettista di impianti), Setec TPI (progettista di strutture) e Nemesi & Partners (partner di progettazione architettonica).

L'obiettivo assegnato è stato quello di configurare un segno sul territorio, esprimendo i valori e la vision di Eni, in consonanza con la preesistente area di Metanopoli e secondo i principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, in continuità con la tradizione di Enrico Mattei.

Il centro direzionale Eni avrà una superficie lorda di pavimento di 65.000 mq di cui 60.000 mq per uffici e 5.000 mq per servizi, ospiterà circa 3.500 persone. La conclusione lavori è prevista in concomitanza con Expo 2015.

L'area d'intervento si colloca nell'ex-Complesso Industriale, il primo insediamento Eni realizzato a San Donato Milanese, delimitato dal viale De Gasperi a Nord-Ovest, dalla via Ravenna a Nord-Est, dalla via Correggio a Sud-Est e dalla via Vannucchi a Sud-Ovest.

In termini architettonici, il progetto vincitore si pone come veicolo di tre idee:
la piazza, cuore simbolico e funzionale del nuovo centro direzionale, segno della centralità dell'uomo e della comunità; democraticità e integrazione nel passaggio dall'architettura tout court all'architettura-paesaggio con le torri direzionali che perdono la propria autoreferenzialità dando origine a un'architettura a prevalente dimensione orizzontale e democratica; ricerca e innovazione per una nuova sostenibilità attraverso un'architettura metamorfica, un continuum fluido e dinamico simboleggiante la trasformazione della materia in energia.

Il vincitore

Morphosis Architects: È a capo di un gruppo di società costituito da Setec TPI (Progettista di strutture), Setec Batiment (Progettista di impianti), Pasodoble (Architetto Paesaggistica) e Nemesi & Partners (Partner di progettazione architettonica).

La filosofia progettuale di Morphisis sorge dall'interesse nella realizzazione di opere con un significato che può essere compreso "assorbendo" la cultura per la quale l'opera è stata fatta. Questa è in opposizione alla filosofia tradizionale che sovrappone influenze esterne distanti dal caso particolare dell'edificio da realizzare.

Il lavoro di Morphosis è stratificato. La progettazione spesso include molti sistemi di organizzazione dai quali si cerca un'unica espressione che contribuisce a creare un tutt'uno. Alla vista, il lavoro dell'architetto include una forme scultoree che appaiono molto complicate. Attualmente il lavoro di calcolo è divenuto più semplice grazie ai nuovi sistemi computerizzati.

Thom Mayne:Nato a Waterbury (Connecticut) il 19 gennaio 1944, è un architetto statunitense. Ha studiato alla Università di Harvard e, nel 1972, Mayne fu uno dei fondatori dell'Istituto di Architettura della California meridionale (Southern California Institute of Architecture, in sigla SCI-ARC). Insegna allo SCI-ARC e all'Università della California e dirige lo studio Morphosis con sede a Santa Monica (California) Nel marzo del 2005 ricevette il premio Pritzke.

Premi e onorificenze:

  • Top Ten Green Project Award, American Institute of Architects Committee on the Environment, 2007
  • Premio Pritzker, 2005
  • Chrysler Design Award of Excellence, 2001
  • Los Angeles Gold Medal, Istituto Americano di Architettura, 2000
  • Alumni of the Year, University of Southern California, 1995
  • Brunner Prize or Award in Architecture, Accademia Americana per le Arti e le Lettere, 1992
  • Member Elect, Accademia americana Design, 1992
  • Eliel Saarinen Chair, Yale School of Architecture, Yale University, 1991
  • Elliot Noyes Chair, Harvard University Graduate School of Design, 1988
  • Rome Prize Fellowship, American Academy in Rome Italy, 1987

Maggiori progetti

  • San Francisco Federal Building, San Francisco, California, 2006
  • Wayne L. Morse United States Courthouse, Eugene, Oregon, 2006
  • University of Cincinnati Student Recreation Center, Cincinnati, Ohio, 2006
  • Science Center School, Los Angeles, California, 2004
  • Caltrans District 7 Headquarters, Los Angeles, California, 2004
  • Hypo Alpe-Adria Center, Klagenfurt, Austria, 2002
  • University of Toronto Graduate House, Toronto, Ontario, Canada, 2000
  • Diamond Ranch High School, Pomona, California, 1999
  • Sun Tower, Seoul, Korea 1997
  • Blades Residence, Santa Barbara, California, 1995
  • Salick Healthcare Office Building, Los Angeles, CA, 1991
  • Crawford Residence, Montecito, CA, 1990
  • Cedar Sinai Comprehensive Cancer Center, Los Angeles, CA, 1988
  • 6th Street Residence / Santa Monica, CA, 1988
  • Kate Mantilini / Beverly Hills, CA, 1986
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