Evento “le voci del talento‘ per la presentazione della cinquina dei finalisti.

Eni da quest'anno è partner esclusivo della 17° edizione del Premio Campiello Giovani. Su oltre 350 elaborati ricevuti da tutta Italia sono stati individuati nella prima fase di selezione i 25 semifinalisti e nell'evento "Le voci del talento" (Verona, Teatro Nuovo ore 10) che ha coinvolto personaggi noti del mondo della letteratura, dello spettacolo e dell'imprenditoria, il Comitato Tecnico ha comunicato i nomi dei cinque finalisti.
Alessandra Bellina, con il racconto "Crema di latte", Sebastiano Cristaldi, con il racconto "Tre confessioni", Giulia Di Francisca, con il racconto "I pesci annegano in silenzio", Silvia De Grandis, con il racconto "Rosso plastica", Martina Evangelisti, con il racconto "Forbici".
Il vincitore verrà poi annunciato sabato 1° settembre a Venezia in occasione della cerimonia di premiazione del Premio Campiello, giunto alla sua 50°edizione.

Eni per i giovani talenti

Eni, in veste di partner ufficiale del Campiello Giovani, si mostra ancora una volta azienda attenta ai talenti emergenti. Il sostegno di Eni alla letteratura, infatti, risale alle origini dell'azienda per volontà del suo fondatore e primo presidente, Enrico Mattei, convinto della necessità di far dialogare tra loro i due mondi, quello tecnologico e quello artistico, apparentemente distanti eppure legati tra loro da uno straordinario impulso creativo.

Dal 2010 Eni ha scelto per la propria comunicazione i talenti emergenti.  A giovani illustratori, registi, musicisti, scrittori, attori e performer internazionali viene affidato il compito di rappresentare, nelle modalità e negli stili più diversi, i propri tratti distintivi: internazionalità, innovazione, ricerca, rispetto.
Motivo ispiratore è la valorizzazione delle eccellenze in tutti i campi.

Attraverso la comunicazione si interpreta in chiave innovativa il ruolo della committenza, offrendo la possibilità di esprimersi, creando valore e comunicando con quel linguaggio unico e riconoscibile che già contraddistingue Eni negli 85 paesi in cui opera.

Con il sostegno al Campiello Giovani 2012 Eni, ancora una volta, si dimostra attenta nel promuovere appuntamenti di qualità nel segno del rapporto virtuoso tra impresa e cultura.

La storia

La prima edizione si svolse nel 1963 a Venezia nell'isola di San Giorgio e vide premiare il romanzo di Primo Levi "La Tregua".

Il Premio, in seguito, fu ospitato in contesti tra i più rappresentativi della storia e della cultura della città quali ad esempio La Fenice e Palazzo Ducale: palcoscenici di una città unica dove, hanno calcato la scena, e si avvicendano ancora oggi i più importanti nomi della cultura italiana.

Oggi il Premio, ritenuto uno tra i più prestigiosi d'Italia e tra i più importanti nel panorama editoriale italiano, è un canale con il quale gli Industriali Veneti intendono offrire il loro contributo alla promozione della narrativa italiana e a incentivare e diffondere il piacere per la lettura nella consapevolezza che un premio trovi la sua massima ragion d'essere nel "creare nuovi lettori".

Il Campiello, ha visto il successo delle opere in concorso confermato sia dalle vendite ma anche dalla trasposizione cinematografica di alcuni di esse.

Si è dimostrata efficace l'idea iniziale e mai mutata del meccanismo ideato per giungere al vincitore: una duplice giuria, una tecnica ed una popolare. La prima preposta a nominare i cinque finalisti scelti tra quanti, secondo i termini del bando di concorso, vengono indicati ammissibili al premio, la seconda, una giuria che varia ogni anno composta da 300 lettori, chiamati a scegliere il vincitore, ed i cui nomi rimangono segreti fino alla sera della cerimonia, a garantire la totale indipendenza di giudizio.

Il Campiello ha costruito quindi la sua identità e la sua forza a partire dalla doppia giuria, vantando almeno due primati: vver inaugurato per primo la formula di una larga giuria popolare, formula, in seguito esportata in altre manifestazioni ed essere assurto nel novero dei grandi premi nel più breve spazio di tempo.

Campiello

Nato a Venezia il premio aveva bisogno di un simbolo veneziano.
Il copyright è di Edilio Rusconi, allora giornalista e non ancora editore che fece parte delle prime giurie e che trovò nel tipico spazio della vita pubblica veneziana, il campiello appunto, lo spunto giusto per definire una manifestazione culturale, il cui nome doveva sottolineare la partecipazione decisiva di 300 lettori per la scelta del vincitore, la Giuria popolare, ed il legame con la città in cui il Premio è nato. Il campiello, infatti, nella tradizione veneziana ha sempre rappresentato il luogo per eccellenza d'incontro e di scambio culturale e mercantile per i suoi abitanti.

Il nome "Campiello"richiama anche l'idea del teatro di Carlo Goldoni: la Venezia settecentesca delle calli e dei campielli, col suo mondo affollato da personaggi di ogni ceto sociale di cui l'autore seppe ben rappresentare vizi e virtù.

Il Premio che viene attribuito al vincitore è la riproduzione in argento del pozzo veneziano ancora presente in molti campielli, "la vera da pozzo"; fondamentale per la città in quanto unica fonte di approvigionamento dell'acqua potabile.

Iconograficamente il premio si ispira alla vera da pozzo di San Trovaso nel sestiere di Dorsoduro a Venezia.

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