Il prossimo 22 settembre sarà presentata e inaugurata a San Pietroburgo, al Museo dell'Ermitage, la nuova mostra e donazione di Bruno Liberatore, il Maestro annoverato tra i maggiori esponenti della scultura italiana contemporanea, l'unico artista vivente che abbia tenuto due esposizioni personali all'Ermitage.
Questa nuova mostra, fortemente voluta dal museo pietroburghese, a quattro anni dalla prima rassegna dell’artista italiano presso l’Ermitage, assume una duplice importanza.
L'esposizione, in cui figurano dodici opere che coprono l'intero arco di attività dello scultore italiano, non è fine a sé stessa, ma costituisce la presentazione delle sculture che l’artista donerà, grazie all'intervento di quattro sponsor italiani, tra cui Eni, al Museo pietroburghese.
Alla conclusione dell'evento espositivo, le opere saranno esposte in una sala personale permanente presso il Palazzo dello Stato Maggiore, che fronteggia l'Ermitage, attualmente in restauro.

Il corpus di sculture oggetto della donazione spazia cronologicamente lungo un percorso trentennale, dagli inizi degli anni '70 alla fine del secondo millennio: bronzi, la tecnica prediletta da Liberatore – Muro (1972), Facciata (1978), Abside (1978), Porta (1978) - e una scultura in terracotta, bronzo e ferro, Arco e muro (1999).
Si tratta di opere tutte interpreti della forte valenza architettonica e del marcato significato
sacrale che improntano la scultura di Bruno Liberatore, e che ne costituiscono uno dei motivi
di inconfondibile originalità.
Se è vero che le più stimolanti prospettive attuali della scultura sono quelle di un'arte ambientale, capace di uscire dalle case private e dagli stessi musei per misurarsi con la città e le sue ambientazioni, piazze, giardini, interventi architettonici, non c'è dubbio che questo concetto abbia sempre improntato il lavoro dell’artista.

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