Eni è partner  della mostra Anime di Materia – La Libia di Ali WakWak , presso il Complesso del Vittoriano, dal 16 gennaio al 28 febbraio 2013.

L’esposizione vuole far conoscere l’universo artistico del più importante scultore libico contemporaneo Ali WakWak attraverso una quarantina di sculture di grandi dimensioni realizzate a partire dall’aprile 2011, due mesi dopo la rivolta libica, con elmetti, armi da fuoco, munizioni, utensili bellici, che diventano figure antropomorfe e zoomorfe.

 “Anime di materia‘ intende presentare la rinascita della Libia, che come una fenice, dalle ceneri si rigenera con nuova energia e nuovo splendore. ma Ognuna delle opere in mostra è la risultante di pezzi di armi assemblate e racconta un’emozione. Il lavoro della materia di Ali WakWak è come una nota musicale e la sinfonia che ne discende è molto forte, assordante, ma questa volta il rumore non è quello della guerra quello di un’energia vitale prorompente, le cui vibrazioni ora sono volte verso un pieno futuro positivo.

Le sue esperienze, la sua vita in una Nazione attraversata da una storia dolorosa, personale e collettiva, ha ulteriormente dato forma atti di elementi alla materia raggiungendo un significato ancora più tangibile: uomini, donne e animali surrogati di guerra. Vita dalla morte, rinascita dalla latenza di pezzi di ferro che hanno urlato distruzione per molto tempo. L’artista si avvale dell’arte quale arma universale e non smette di sognare e sperare, facendo della sua guerra personale una lotta silenziosa.

L’esposizione, promossa dalla Health Ricerca & Sviluppo, Spin off dell’Università di Bologna, dalla Charity Libyan Disabled di Bengasi, nonché dal King Senussi’s Castel di Bengasi e curata da Elena Croci, rappresenta i valori intangibili universali che da sempre costituiscono la parte immateriale dell’essere umano che maggiormente vengono percepiti durante un conflitto. Ali Wakwak, attraverso le sue “icone materiche‘, descrive la matrice di tali principi.

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