Eni main sponsor dell'esposizione del Pugilatore in riposo al Metropolitan Museum, capolavoro esposto per la prima volta negli Usa.

Pugilatore in riposo, dal 1 giugno al 15 luglio 2013 al  Metropolitan Museum of Art.  La mostra, inaugurata il 3 giugno 2013, è organizzata grazie all’Ambasciata italiana a Washington, per celebrare l'Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, di cui Eni è Corporate Ambassador.

Il Pugilatore in riposo, conosciuto anche come Pugile del Quirinale e conservato al Museo Nazionale Romano, è una scultura bronzea del IV secolo a.C. rinvenuta nel 1885 nell’ex Convento di San Silvestro al Quirinale, alle Terme di Costantino. L’opera sarà esposta alla Mary and Michael Jaharis Gallery, dove il pubblico potrà ammirarla e conoscere la sua storia e il suo valore artistico.

Boxer at Rest (details), Greek, Hellenistic period, late 4th–2nd century b.c.
Bronze inlaid with copper, H. 128 cm.
Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme, inv. 1055
Lent by the Republic of Italy, 2013
Image courtesy Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma - Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme.

La statua

La statua bronzea conservata nel Museo Nazionale Romano venne alla luce nel 1885, a Roma, sul versante meridionale del Quirinale, durante i lavori per la costruzione del Teatro Drammatico Nazionale. L’area era anticamente occupata dal complesso delle Terme di Costantino (315 d.C.), dove l’opera fu verosimilmente trasferita come elemento di arredo. Il personaggio, facilmente identificabile come pugile per i guantoni indossati, è colto nel momento successivo al superamento di uno scontro, mentre siede su una roccia per riposare il corpo e la mente dalla snervante tensione del combattimento.

Al contrario del corpo, illeso, il volto è ferito, coerentemente con la tecnica pugilistica antica che vedeva nella testa il principale bersaglio. L’occhio destro è tumefatto; il setto nasale è schiacciato, e l’uomo respira attraverso la bocca a causa delle narici probabilmente ostruite dal sangue. Le labbra, il cui avvallamento indica la probabile perdita dei denti, presentano cicatrici. Le orecchie, gonfie a causa delle percosse, lasciano intuire danni all’udito. Dalle ferite su fronte, guance e orecchie alcune gocce di sangue sono colate sul braccio e sulla gamba di destra nell’istante in cui la testa si è girata da quella parte.

La scultura è testimonianza eccezionale di un’opera originale in bronzo di produzione greca, di qualità artistica elevatissima.

Il periodo nel quale fu creata, l’Ellenismo, si caratterizzava infatti per una straordinaria padronanza delle tecniche artistiche e per un’appassionata ricerca della verosimiglianza. L’aspirazione a cogliere realisticamente gli stati d’animo, le intenzioni, la complessità dei caratteri e dei sentimenti si opponeva alla tendenza dell’arte classica, che aveva sacrificato l’espressione delle emozioni alla ricerca di un’armonia ideale, rappresentando ad esempio gli atleti nella piena giovinezza e senza lasciar trasparire alcuna fatica nei loro atti.
La statua, oggetto di numerosi studi, è stata variamente datata dalla fine del IV sec. a.C al II sec. a.C.

La tecnica

La scultura è stata realizzata con la tecnica della fusione a cera persa con metodo indiretto ed è costituita da diverse sezioni, fuse in getti separati e assemblate mediante saldatura: derivano da fusioni distinte la testa, le braccia, la gamba sinistra, gli avambracci, il sesso e le dita medie dei piedi.

A freddo sono state rifinite le unghie, la barba, i capelli e la peluria sulla zona del petto e del pube, accuratamente incise a bulino. L’estrema cura dedicata all’esecuzione dei dettagli è testimoniata dalla lavorazione a parte delle dita centrali dei piedi.

Sono eseguiti in rame le labbra, i capezzoli, le ferite, le stringhe e le cuciture sugli orli dei mezziguanti, così sottili da lasciar trasparire le articolazioni delle dita. La sommità della nuca è stata restaurata in antico.

La consunzione della superficie di alcune dita dei piedi e di un guantone può far ipotizzare un’esposizione della scultura alla venerazione da parte del popolo: è noto infatti che gli antichi attribuivano proprietà salutifere alle statue degli atleti, e inoltre un pugile seduto con analogo scarto della testa, affiancato da una colomba in volo, è raffigurato su una pasta vitrea del I sec d.C.
Ed è grazie forse proprio alla devozione popolare se la statua, protetta sotto alcuni strati di sabbia al momento della distruzione del complesso termale, si è preservata intatta.

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