Domani alle ore 18 nel Salone d'Onore della Triennale di Milano (ingresso libero)

San Donato Milanese (Milano), 12 Marzo 2012 – Domani 13 marzo alle ore 18 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano (Viale Alemagna, 6), con ingresso libero e nel contesto della mostra organizzata da Eni “Un nuovo segno‘, lectio magistralis di Thom Mayne, fondatore di Morphosis Architects e alla guida del team vincitore del concorso internazionale per la costruzione in occasione di Expo 2015 del nuovo centro direzionale Eni a San Donato Milanese.
Nato a Waterbury (Connecticut) il 19 gennaio 1944, Thom Mayne ha studiato all’ Università di Harvard e, nel 1972, è stato uno dei fondatori dell'Istituto di Architettura della California meridionale (Southern California Institute of Architecture, SCI-ARC). Insegna allo SCI-ARC e all'Università della California e dirige lo studio Morphosis con sede a Santa Monica. Nel marzo del 2005 ha ricevuto il premio Pritzker, il più importante riconoscimento per l’architettura. Lo scopo del premio Pritzker infatti, è onorare ogni anno un designer vivente le cui opere già realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno che ha prodotto, attraverso l’arte dell’architettura, contributi consistenti e significativi  per  l'umanità e l'ambiente.

Tra i dieci progetti finalisti per il concept design del centro direzionale  a San Donato Milanese in esposizione alla Triennale, l’architettura metamorfica e fluida di Thom Mayne e Morphosis Architects si fa veicolo dei valori fondamentali di Eni: l’uomo, la comunità e l’ambiente. Nel progetto di Mayne l’uomo e la comunità sono posti al centro: la piazza diventa il cuore simbolico e funzionale del nuovo edificio, mentre le torri direzionali perdono la propria autoreferenzialità dando origine a un’architettura a prevalente dimensione orizzontale e democratica.

La mostra “Un Nuovo Segno‘ si snoda attraverso due percorsi : know e raw. Il primo offre un inquadramento delle tematiche storiche e del contesto urbanistico in cui si inserisce il nuovo edificio, mentre il secondo immette direttamente nello spazio dove sono esposti tutti i 10 progetti, una visione di architettura “pura‘, senza filtri didattici, culturali e di contesto.

I progetti, adagiati su ampie superfici bianche che sembrano galleggiare su un alone di luce, sono presentati in modo paritetico per valorizzare ogni lavoro e lo sforzo creativo progettuale di ogni team finalista.
L’esposizione di plastici e tavole  è integrata  anche da contenuti digitali. Uno slide-show, su ampi schermi, presenta i lavori nella loro completezza, mentre due postazioni pc permettono, a chi interessato, un approfondimento degli aspetti tecnici e progettuali delle proposte oltre alla lettura del disciplinare di concorso indetto da Eni.
La realizzazione del nuovo centro direzionale diventa occasione di incontro e  approfondimento sulle nuove tendenze dell’architettura contemporanea e conferma l’impegno di Eni nella cultura.

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